Il
decreto approvato oggi dal governo poggia su quattro punti fondamentali.
La copertura delle nuove leggi
Tremonti ha spiegato che si " applica su tutte le leggi future" e prevede
che "se una nuova legge diverge dalla nota tecnica, che stabilisce il quantum della
copertura, deve cercarne una nuova. Per questo dovrà essere ripresentato un provvedimento
in parlamento". In pratica il ministro competente dovrà individuare nuovi fondi e
sottoporli all' esame parlamentare.
Blocco dei flussi
Viene introdotto un meccanismo di "semafori" e una "tempistica tra gli
obiettivi di indebitamento e di fabbisogno - ha detto il ministro Tremonti - Non il
quantum ma il quando di spesa e delle erogazioni di cassa, viene governato per ottimizzare
la gestione di tesoreria, per evitare tensioni e criticità causate, ad esempio, da
sfasatura tra uscita e entrata". Era un meccanismo - ha ricordato il ministro -
utilizzato nel passato dal sottosegretario al Tesoro Piero Giarda "in modo molto
empirico". Ora, invece, il decreto "fissa e regolarizza un meccanismo di
monitoraggio, controllo e se necessario, di intervento, per ottimizzare la tesoreria e, in
caso, gli obiettivi di fabbisogno".
Residui passivi
La norma potrebbe interessare un ammontare pari a circa 14 milairdi. I residui passivi -
ha detto Tremonti - "sono una specificità della finanza pubblica italiana e
riguardano remote legge di spesa che prevedevano impegni". "Si trattava - ha
aggiunto il ministro - di un iceberg che progressivamente si sgelava. Ora c'é la scelta
di introdurre una tempistica nella gestione dei residui. Se fai un investimento in conto
capitale lo temporalizzi, puoi rinviare l'impegno all' anno successivo, se neanche in
questo anno hai dato corso all' investimento devi tornare in parlamento per riallocare
queste risorse. Può avere una conferma o una diversa allocazione, magari per una scelta
più importante o più strategica dopo due anni di non utilizzo di quei fondi".
Questo intervento - ha concluso il ministro - "ci sembra importante in termini di
trasparenza".
Norme ulteriori
Si elimina la possibilità di fare impegni predatati, come "un impegno di spesa fatto
in marzo ma datato al 31 dicembre precedente", ha portato ad esempio il ministro
Tremonti. "I conti si chiudono il 31 dicembre - ha detto il ministro - e non si può
andare fuori dalla chiusura a seguito di provvedimenti successivi". E' poi prevista
una norma che rafforza la linea gerarchica di competenza rinsaldando lo storico rapporto
tra ragioneria centrale e entità periferiche. "Crediamo - ha spiegato il ministro -
che in un contesto in cui tutti gli Stati diventano più complessi e federali, quello che
conta sempre di più è avere le informazioni: si decentrano le competenze e i poteri ma
parallelamente come minimo devono crescere le funzioni di controllo".
(5 settembre 2002) |