APPELLO DEL PERSONALE DI BORDO FS DELLA LIGURIA
CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI,
LA CONFINDUSTRIA, LA  CONCERTAZIONE.
PERCHE' LA MOBILITAZIONE NON SI FERMI IL 16 APRILE.

 Il 16 aprile c'è stato lo sciopero generale. Cgil - Cisl - Uil e sindacalismo di base e conflittuale sono arrivati a questo importante appuntamento di lotta con un'unica scadenza ma piattaforme radicalmente differenti. Cgil - Cisl - Uil hanno chiamato allo sciopero generale per lo stralcio dell'art. 18 dalle deleghe governative sul lavoro ma sembrano ora disponibili a confrontarsi con Governo e Confindustria sul contenuto del Libro bianco e quindi su tutti quei provvedimenti che mirano a disarticolare ancor di più l'insieme delle norme e dei diritti che regolano il lavoro. Hanno mobilitato la piazza per un obiettivo parziale che nasconde la vera finalità: rilanciare il loro ruolo in chiave concertativa.
Non dobbiamo dimenticare che già all'indomani del referendum sull'art. 18 - opportunamente invalidato dagli elettori - Cgil - Cisl - Uil erano più che disponibili ad accordarsi con le controparti per il trasferimento delle competenze giudiziarie in materia di licenziamenti dai tribunali ai collegi di arbitrato. Oggi si profila nuovamente questo pericolo, in aggiunta allo scambio tra stralcio dell'art. 18, nuovi ammortizzatori sociali, tfr e riforma delle pensioni. In ogni caso a pagare i forti costi del profitto, in questo Paese, dovrebbero essere sempre i lavoratori dipendenti garantiti e precari, i disoccupati, gli atipici, i pensionati. In generale, i ceti meno abbienti della società.
Secondo dati della Banca d'Italia negli ultimi dieci anni la produttività è cresciuta del 2% all'anno e l'inflazione media del 3,5% all'anno, mentre le retribuzioni reali sono calate del 5%. Gli accordi del 23 luglio 1993 sull'adeguamento dei salari all'inflazione programmata hanno garantito, quando sono stati applicati, l'1% di recupero annuo sull'inflazione reale. Il costo del lavoro ed i salari, in Italia, sono tra i più bassi d'Europa.

Non abbiamo avuto dieci anni di governo delle destre. I Governi Prodi - D'Alema - Amato - con l'appoggio decisivo di Cgil - Cisl - Uil - hanno armato la mano di Berlusconi con le loro politiche liberiste ed antipopolari. La riforma del welfare e della previdenza, la liberalizzazione dei settori delle telecomunicazioni e delle ferrovie, l'attacco alla sanità ed alla scuola pubbliche, i consistenti sgravi fiscali alle imprese e l'introduzione massiccia dei contratti a tempo determinato ed interinali son, infatti, solo alcuni dei provvedimenti che hanno caratterizzato i precedenti governi di centrosinistra. I girotondi e l'apparente conflittualità espressa dalla burocrazia cogiellina vorrebbero farci dimenticare tutto questo ed anche di più - la guerra di aggressione alla Iugoslavia - in nome di un'opposizione al Governo Berlusconi finalizzata alla pura e semplice prospettiva di un'alternanza di potere. Gli ulivisti cercano così di reinventarsi oppositori, mentre l'apparato di propaganda del maggior sindacato italiano vorrebbe farci credere che la Cgil sia stata fondata il 14 maggio 2001.


FERROVIERE E FERROVIERI DEL PERSONALE DI BORDO FS DELLA LIGURIA
IN LOTTA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE - PER UN CONTRATTO DIGNITOSO

 

Noi vogliamo rilanciare la battaglia contro la privatizzazione delle ferrovie e per il rinnovo contrattuale dei ferrovieri, scaduto da oltre due anni. Mentre altri Paesi, come la Gran Bretagna, hanno dovuto prendere atto dei fallimenti della privatizzazione e stanno rinazionalizzando la rete ferroviaria, l'Italia spinge sull'acceleratore della liberalizzazione di questo settore strategico. Sono già una ventina le compagnie private che, per una cifra irrisoria, si sono assicurate la possibilità di gestire il trasporto sulla nostra rete. I cittadini ed i lavoratori FS devono sapere che la privatizzazione porterà solo scadimento del servizio, costi elevati, diminuzione degli standard di sicurezza per gli utenti; sempre più incidenti sul lavoro, precarietà estrema e salari da fame per chi ci lavora (la vertenza degli addetti alle pulizie è, in questo senso paradigmatica e dimostra inoltre che i processi di privatizzazione non si possono governare).

Le paghe sono ferme al 1998 ed oggi si parla di un rinnovo contrattuale destinato a peggiorare ulteriormente i salari e le condizioni di vita e di lavoro dei ferrovieri. Come delegati ed attivisti sindacali del Personale di Bordo FS della Liguria, iscritti e non iscritti ai sindacati, vogliamo costruire una piattaforma contrattuale dal basso che, partendo dalla lotta contro la privatizzazione, riaffermi la funzione pubblica e sociale delle ferrovie, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori e che veda come punti qualificanti ed irrinunciabili:

- un aumento salariale, uguale per tutti i ferrovieri, di almeno € 200 a copertura della perdita del potere d'acquisto dei salari;
- la rivalutazione di tutte le competenze e indennità di almeno il 50%;
- la difesa delle 36 ore settimanali massime di lavoro e dell'impegno = lavoro;
- la difesa ed il miglioramento del DPR 374 a salvaguardia della salute del Personale di Bordo.

Noi il 16 aprile abbiamo scioperato sui contenuti della piattaforma che il sindacalismo conflittuale - sindacati di base, coordinamento nazionale rsu, forum sindacali e sociali, opposizione interna Cgil - ha costruito con le grandi manifestazioni del 15 febbraio e del 23 marzo, per:

- il ritiro delle deleghe sulla cancellazione dell'art. 18, sul lavoro e la previdenza;
- l'estensione dell'art. 18 alle aziende con meno di 15 dipendenti;
- il ritiro del Libro bianco;
- l'abrogazione delle norme che hanno diffuso il lavoro interinale, ultraflessibile e precario;
- la riduzione generalizzata dell'orario di lavoro a parità di salario;
- il salario europeo;
- l'adeguamento dei salari all'inflazione reale con una nuova scala mobile;
- la difesa ed il potenziamento, anche con nuove assunzioni, di tutti i servizi pubblici;
- la lotta contro tutte le privatizzazioni, a cominciare da quella delle ferrovie;
- la difesa della libertà di sciopero e l'estensione generalizzata dei diritti sindacali;
- fermare la guerra infinita degli Usa, fermare il massacro del popolo palestinese, sconfiggere definitivamente l'attacco - portato da Cia, Fmi ed  imprenditori locali - alla rivoluzione bolivariana in atto in Venezuela.

Ora vogliamo che la mobilitazione non si fermi al 16 aprile.
 
Primi Firmatari:

Gianluigi Dagnino (Filt - Cgil), Leonardo Melita (Comm. Logistica e Fltu - Cub), Patrizia Lazzari (Comm. Sicurezza e Fltu - Cub), Simona Penco (Comm. Sicurezza e Comitato iscritti Filt - Cgil), Fabrizio Acanfora (delegato rsu di base), Roberto Pantalone (Fltu - Cub), Michela Moncada (Fltu - Cub), Antonio Ferretti (Fit - Cisl), Giuseppe Sciortino (Uilt), Anna Cuzzocrea (Fltu - Cub), Silvio Stellato (Fltu - Cub), Gabriella Garibaldi (delegata rsu Fltu - Cub), Bruno Bobbio, Alessandro Alfonsoni (rls Filt - Cgil), Pietro Andreani (Filt - Cgil), Virna Dellepiane (Fltu - Cub), 

per adesioni: pinelli69@libero.it