Accredito figurativo e riscatto per i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa per maternità al di fuori del rapporto di lavoro.

Criteri e interpretazione secondo il D.Lgs. 151/01 e ordinanza C. Cost.193/01.

 

 

 

con circolare n. 42 del 13.3.2002 vi abbiamo informato dell'Ordinanza della Corte Costituzionale 193 del 6 -14 giugno 2001 che confermava il nostro orientamento in materia di contenzioso nei confronti dell’INPS in merito agli accrediti contributivi relativi a maternità avvenute al di fuori del rapporto di lavoro precedenti al 1.1.94 . Noi sostenevamo, infatti la non sussistenza della data del 1.1.1994 per l'accredito dei periodi di astensione obbligatoria  e per il riscatto dei periodi di astensione facoltativa  fuori dal rapporto di lavoro.

 

L'Istituto, pressato anche dalle varie richieste delle nostre sedi che in alcuni casi hanno ottenuto l'accoglimento dei casi proposti, ha emanato la circolare n. 102 del 31.5.2002 sull'argomento.

 

Prima di iniziare l'esame dettagliato della circolare, vi rammentiamo che nulla viene attivato d'ufficio ed è quindi assolutamente necessario che le lavoratrici e i lavoratori interessati, iscritti o già pensionati, presentino opportuna istanza.


 

L’INPS, dunque, con circolare n.102 del 31 maggio 2002  esplica i criteri dell'art. 25, comma 2 e dell’articolo 35, comma 5 del D.Lgs.vo151/01 che dispongono rispettivamente l’accredito figurativo per il periodo di astensione obbligatoria per maternità (oggi congedo di maternità e congedo di paternità) e il riscatto dei periodi di astensione facoltativa (oggi congedo parentale) avvenuti fuori dal rapporto di lavoro, anche per eventi antecedenti il   1° gennaio 1994.

 

 

 

Accredito figurativo per astensione obbligatoria per maternità

 

Come si ricorderà, l’articolo 14, comma 3 del D.Lgs. 503/92 aveva previsto l’accredito figurativo per il periodo di astensione obbligatoria  al di fuori del rapporto di lavoro, ma esclusivamente per gli eventi successivi al 1° gennaio 1994, a condizione che l’interessata potesse far valere al momento della domanda 5 anni di anzianità contributiva in costanza di rapporto di lavoro.

 

Attualmente, l'articolo 25, comma 2 del D.Lgs. 151/01 prevede l'accredito figurativo dei suddetti periodi anche per gli eventi antecedenti al 1994 e poiché  l'art.14, comma 3 del D.Lgs. 503/92 è stato abrogato dall’articolo 86 del D.Lgs. 151/01, potranno essere accreditati - a domanda - i periodi di astensione obbligatoria , anche anticipata, fuori dal rapporto di lavoro, anche antecedenti al 1° gennaio 1994, sempre che l’interessata possa far valere - al momento della domanda di accredito - almeno 5 anni di contribuzione   versata in costanza di rapporto di lavoro.

 

Si precisa che il quinquennio di contribuzione deve essere nel F.P.L.D. (o fondi sostitutivi) prima o dopo l’evento da accreditare.

 

            Il riferimento all'astensione anticipata, art. 17 del T.U., è espresso esplicitamente all'art. 25,  comma 2 dello stesso T.U.

 

Se, per il passato, è difficile certificare una gravidanza a rischio, per il futuro riteniamo utile consigliare alle lavoratrici di richiedere comunque la certificazione medica al ginecologo del SSN e di presentare domanda al Servizio Ispettivo del Ministero del Lavoro.

 

Nell'ipotesi di un diniego da parte del Servizio, motivato dalla mancanza della prestazione lavorativa della gestante, ricordiamo che in passato il Consiglio di Stato ha previsto comunque questa ipotesi giustificandola con la impossibilità per la lavoratrice di iniziare qualsiasi attività lavorativa a causa della gravidanza a rischio.

 

L’accertamento della gravidanza a rischio anche per le non lavoratrici diventa requisito necessario per l’accredito figurativo ai sensi dell’articolo 25 comma 2 del T.U.

 

La durata degli accrediti per astensione obbligatoria varia a seconda del periodo in cui si colloca l’evento della maternità.


 

Per l’accredito figurativo dei periodi precedenti al 18 gennaio 1972 – data di entrata in vigore della 1204/71 – si dovrà fare riferimento al settore di attività secondo la legge 860/50 e legge 394/51:

 

1)     per le addette all’industria : 3 mesi prima del parto e 8 settimane dopo il parto;

2)     per le agricole: 8 settimane prima del parto e 8 settimane dopo il parto;

3)     per le altre lavoratrici dipendenti – escluse le lavoratrici a domicilio e le colf - 6 settimane prima del parto e 8 settimane dopo il parto.

 

A parere dell’INPS il settore di attività, necessario per stabilire la durata del periodo da accreditare, sarà individuato prendendo in considerazione il primo contributo obbligatorio versato nel fondo lavoratori dipendenti o nelle forme sostitutive dell’Ago accreditato successivamente  al periodo da riconoscere.

 

Questa precisazione appare non coerente con il testo normativo che prevede un’anzianità contributiva di un quinquennio non necessariamente collocato, in tutto o in parte, in epoca successiva all’evento.

 

Infatti il riferimento al primo contributo successivo all’evento pone il problema dell’individuazione del settore di attività per quelle lavoratrici che non hanno più ripreso il lavoro dopo la maternità, pur potendo vantare il diritto all’accredito.

 

L'INPS esclude le colf e le lavoratrici a domicilio in quanto non beneficiarie del diritto all'astensione obbligatoria e della relativa indennità fino all'entrata in vigore della L.1204/71 (18.1.1972).  Si ritiene comunque opportuno inoltrare le domande anche per queste categorie, con riserva di verificare con la Consulenza legale l'opportunità di produrre contenzioso.

 

Per le maternità in atto alla data del 18.1.72, data di entrata in vigore della              L. 1204/71, i periodi da prendere in considerazione per l'accredito figurativo sono quelli sopra elencati, durante la vigenza della legge 860/50.

 

Il valore figurativo da attribuire a tali periodi deve essere individuato ai sensi  dell’art. 8 della legge 155/81.

 

 

Soggetti interessati all'accredito

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Fino al 18.12.1977 (data di entrata in vigore della legge di parità n. 903/77) hanno diritto all’accredito figurativo per astensione obbligatoria per maternità solo le donne.

 

Successivamente,  con  la sentenza di Corte Costituzionale n. 1/87, ottenuta dalla Consulenza legale dell'INCA nazionale, diventa beneficiario anche il padre, che può quindi fruire dei tre mesi successivi al parto, in caso di morte o di grave malattia della madre. Questa sentenza è stata recepita successivamente dalla legge 53/2000 e poi dal T.U. ampliando la possibilità per il padre di usufruire dell'astensione obbligatoria anche in caso di abbandono della madre e di affidamento esclusivo al padre.


 

Adozioni ed affidamenti

 

Ricordiamo che le madri adottive ed affidatarie hanno diritto a tre mesi di astensione obbligatoria dall'ingresso del bambino/a in famiglia (sentenza Corte Costituzionale n. 341/91). I padri adottivi od affidatari possono sostituirsi alle madri a loro scelta, sempre dal 18.12.1977 (entrata in vigore della legge di parità) e quindi sono anche loro destinatari dell'accredito (e del riscatto del congedo parentale di cui si dirà in seguito).

 

 

Riscatto per astensione facoltativa per maternità

 

L’articolo 14, comma 1 del D.Lgs. 503/92 aveva stabilito la facoltà di riscatto, nella misura massima di 5 anni, per i periodi di astensione facoltativa per maternità al di fuori del rapporto di lavoro, successivi al 1° gennaio 1994, a condizione che l’interessata al momento della domanda potesse far valere 5 anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro.

 

L'articolo 35, comma 5 del D.Lgs. 151/01 ha esteso a fronte degli stessi requisiti detta possibilità  di riscatto, nella misura massima di 5 anni,  e con le modalità dell’articolo 13 della legge 1338/62 – anche per i periodi precedenti al 1°gennaio 1994.

 

Nel considerare la durata del periodo corrispondente all'astensione facoltativa riscattabile bisogna tenere conto dell'evoluzione  legislativa successiva; è ovvio, infatti, che la facoltà di riscatto si applica anche al periodo di prolungamento dell'astensione facoltativa potenzialmente concedibile per assistenza ai figli con handicap grave ai sensi dell'art. 33 della legge 104/92.

 

Per i casi di riscatto del periodo di astensione facoltativa, il cui onere è a carico dell'interessata/o, occorrerà valutare caso per caso l'opportunità dell'applicazione della norma in esame.

 

È opportuno altresì precisare che, mentre nel sistema retributivo il rendimento della pensione non varia in relazione alla data di richiesta di riscatto effettuato secondo l'art. 13 L. 1338/62 (varierà solo l'onere), nel sistema contributivo succede esattamente il contrario, e cioè quanto prima si presenta la domanda di riscatto, più alto sarà il relativo rendimento pensionistico (l'onere del riscatto varia solo se cambia l'aliquota di versamento, art. 5   D.Lgs. 184/97). 


 

Periodi di astensione facoltativa riscattabili

 

In merito ai periodi da riscattare per astensione facoltativa al di fuori del rapporto di lavoro le casistiche sono diverse e meritevoli di un approfondimento.

 

PERIODO

DIRITTO DELLA MADRE

DIRITTO DEL PADRE

Fino al 18 dicembre 1977, entrata in vigore della legge 903

6 mesi entro un anno di età del bambino

 

 

Dopo il 18 dic. '77 fino al 28.3.2000, entrata in vigore della legge 53/2000 *

 

6 mesi entro un anno di età del figlio

6 mesi entro un anno di età del figlio, in alternativa alla madre

Dal 28.3.2000, entrata in vigore della legge 53/2000 *

6 mesi entro gli otto anni di età del figlio, entro un massimo complessivo, tra i due genitori, di 11 mesi

Diritto autonomo a 6 mesi (o 7, se il padre ha fruito almeno di tre mesi di congedo) entro gli otto anni del figlio, entro un massimo complessivo, tra i due genitori di 11 mesi 

 

 

*Dall'entrata in vigore della legge 104/92 (legge quadro sull'handicap), la madre o il padre, in alternativa, possono chiedere il   prolungamento dell'astensione facoltativa per assistere il figlio in situazione di handicap grave e di conseguenza oggi è possibile riscattare  fino a 27 mesi

 

 Per il genitore unico, dall'entrata in vigore della legge 53/2000, il periodo di astensione facoltativa riscattabile è di 10 mesi.

 

      

 

Utilizzo dei periodi di accredito figurativo o di riscatto ai fini pensionistici

 

I periodi di astensione obbligatoria accreditati figurativamente e quelli di astensione facoltativa riscattati sono utili sia per il diritto che per la misura  di tutti i trattamenti pensionistici (anzianità, vecchiaia, invalidità, reversibilità) e sono collocati temporalmente al momento dell'evento maternità.


Da ciò ne consegue che per tutti i periodi di astensione obbligatoria fuori dal rapporto di lavoro deve essere fatta subito la domanda di accredito. 

 

Ovviamente l'aumento di contribuzione derivante dai suddetti accrediti è utile per tutte le situazioni, sia per il raggiungimento dei requisiti di tutti i trattamenti pensionistici, che per il requisito dei 18 anni di anzianità contributiva da far valere entro il 31.12.1995  per rientrare nel sistema di calcolo retributivo.   

 

Per  coloro che sono già titolari di pensione, l'accredito per astensione obbligatoria dà diritto alla ricostituzione del trattamento pensionistico.

 

Secondo l’interpretazione dell’INPS, detta contribuzione, pur collocata nel periodo dell'evento, viene considerata utile dall'entrata in vigore del D.Lgs. 151/2001 (27aprile 2001).

 

Pertanto, gli eventuali arretrati verranno calcolati dal 1° maggio 2001 nel caso di trattamenti pensionistici con decorrenza anteriore a questa data; mentre per quelli con decorrenza successiva a tale data, gli eventuali arretrati saranno conteggiati dalla decorrenza stessa.

 

 Noi, invece, riteniamo che quando c'è in discussione il diritto a pensione convenga mantenere aperto quel filone di contenzioso tendente a sostenere che già dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 564/96  venisse superata la data dell'1.1.94.

 

Pare superfluo ricordare che nei casi di ricostituzione  la domanda di accredito per i periodi di astensione obbligatoria deve essere inoltrata all’INPS con il modulo delle ricostituzioni specificando nel frontespizio che la richiesta  viene presentata ai sensi dell'art. 25, comma 2 del D.Lgs. 151/2001.

 

Per quanto attiene alle domande di pensione già presentate  e non definite, sia in sede amministrativa che giudiziaria l’INPS chiarisce che le stesse devono essere  liquidate con l'attribuzione della contribuzione figurativa in questione.

 

Va ribadita da parte nostra la necessità di verificare che sia stata inoltrata la domanda di accredito con relativa documentazione.

 

Per le domande che invece sono già state respinte per mancanza di requisiti contributivi e assicurativi occorre  presentare riesame purché non siano già scaduti i termini  di decadenza.

 

 

Valore retributivo della contribuzione figurativa

 

Ricordiamo che il valore retributivo da attribuire a ciascuna settimana per i periodi di contribuzione figurativa è determinato – ai sensi dell’art. 8, legge 155/81 - sulla media delle retribuzioni settimanali percepite in costanza di lavoro nell'anno solare in cui si collocano i periodi, o nell'anno di decorrenza della pensione, nel periodo compreso dal    1° gennaio fino alla data di decorrenza della pensione stessa.

Se nell'anno solare in cui si collocano i periodi non vi è retribuzione, il valore retributivo della contribuzione figurativa si determina con riferimento all'anno immediatamente precedente nel quale risultino retribuzioni, o in assenza di queste, con riferimento al primo anno successivo in cui risultino retribuzioni effettive.

 

Dalla retribuzione da prendere a riferimento sono escluse la 13^ e la 14^ mensilità, le somme di arretrati dovuti per legge o per contratti, nonché i periodi di prosecuzione volontaria e quelli per riscatto laurea.

 

Come più volte ricordato, per alcune figure professionali prima di chiedere la ricostituzione va prestata particolare attenzione: in alcuni casi, infatti, si può verificare un effetto negativo per gli interessati stessi. Per esempio, nel passato, in fase di riliquidazione delle pensioni dei lavoratori agricoli l’INPS ha individuato errori e la riliquidazione ha prodotto indebiti anziché crediti. I casi vanno, quindi, valutati attentamente.

 

 

 

Riscatto per astensione facoltativa per maternità - modalità

 

Se per l'accredito figurativo dei periodi di astensione obbligatoria si utilizza sempre l'art. 8 della legge 155/81, per quanto riguarda l'onere da riscatto occorre fare riferimento  ai diversi sistemi di calcolo.

 

E' infatti opportuno precisare che per tutti i periodi precedenti al 1° gennaio 1996, si dovrà applicare l'articolo 13 della legge 1338/62.

 

Per i periodi successivi al 31.12.1995 si applicherà lo stesso articolo 13 solo per coloro che alla data del 31.12.1995 potevano far valere 18 anni di contribuzione, mentre si dovranno applicare i criteri di cui al decreto 184/97 per coloro che a detta data avevano un’anzianità contributiva inferiore.

 

E’ opportuno ricordare sinteticamente che per determinare l’onere di riscatto ai sensi dell’articolo 13 della legge 1338/62 occorre:

 

·        calcolare primariamente l’importo del trattamento pensionistico includendo i periodi oggetto del riscatto; successivamente calcolare l’importo del trattamento pensionistico escludendo i periodi del riscatto, quindi il differenziale annuale andrà moltiplicato per il coefficiente delle tabelle del D.M. 19.2.1981.

 

Per determinare l’onere di riscatto ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. 184/97 (che fa riferimento al regime di calcolo contributivo), occorre:

 

·        prendere a riferimento la retribuzione media dei 12 mesi precedenti la domanda di riscatto, su tale retribuzione applicare l’aliquota di versamento del fondo in cui l’interessata è iscritta al momento della domanda; il risultato andrà moltiplicato per i  mesi da riscattare, e il relativo montante deve essere rivalutato dalla data di riscatto in poi.


 

Seguiranno altre circolari sui lavoratori agricoli, sui fondi esclusivi e sostitutivi.