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DICHIARAZIONE
STAMPA di Franco
Fedele – Segretario
Generale FILT Milano Vincenzo Mazzeo –
Responsabile settore Merci e Logistica VERTENZA
GEFCO ITALIA ARTICOLO
18 LEGGE 300 IL
GIUDICE ORDINA IL REINTEGRO Lunedì
20
maggio 2002, alle ore 15.oo, presso la Direzione della Gefco Italia di via
Palizzi 89 di Milano sarà eseguita l’ordinanza di reintegra in
servizio del signor Valentino Romano, licenziato dalla Gefco insieme ad
altri due dipendenti. Il
provvedimento si è reso necessario per il netto rifiuto dell’azienda
di eseguire spontaneamente l’ordine del Giudice del Lavoro dottor
Canosa Romano, che nel mese di aprile aveva constatato non valide le
motivazioni aziendali per tale licenziamento. Nei
prossimi giorni verranno esaminati dalla magistratura del Lavoro di
Milano, anche gli altri due
provvedimenti di licenziamento. Alleghiamo
un piccolo dossier esplicativo di tutta la versione in atto. Milano, 20 maggio ’02 |
DOSSIER GEFCO ITALIA
L'AZIENDA: La
GEFCO Italia SPA è una società del gruppo francese PSA, di cui fanno
parte anche "Peugeot" e “Citroen”, e si occupa in
esclusiva della distribuzione a livello mondiale delle vetture e dei
pezzi di ricambio delle due case automobilistiche. La
"casa madre" ha sede legale in Francia a Courbevoie ed ha sede
commerciale in Italia e in tutta Europa. La
GEFCO in Italia: Filiali
in Italia n°: 8 Milano
e Provincia: ·
Direzione
aziendale in via Palizzi 89 ·
Filiale
"operativa" a Pregnana Milanese. Dipendenti
in Italia n°: 155 ·
Dipendenti
Direzione di Milano n°: 23
persone ·
Dipendenti
Filiale di Pregnana Milanese n°:
51 persone Fatturato
Euro: 70 milioni (pari a circa 135 miliardi di vecchie Lire) I
DIPENDENTI LICENZIATI: Mai
Silvana: dipendente
dal 1 dicembre 1989, inquadrata come impiegata, nel 2° livello
CCNL "Autotrasporto e Spedizione Merci", nonché, unica delegata sindacale degli impianti di Milano e
Provincia. Allegri
Alfonso: dipendente
dal 1° dicembre 1995, inquadrato come impiegato, nel 3° livello
CCNL "Autotrasporto e Spedizione Merci". Romeo
Valentino: dipendente
dal 1° ottobre 1991, inquadrato come impiegato, nel 3° livello
CCNL "Autotrasporto e Spedizione Merci" La
Vertenza: La
Direzione aziendale e la filiale di Milano e provincia, fino l’anno
2000, sono state ubicate in uno stesso stabile nella zona
industriale di Solaro, in quell'anno, la Direzione è stata spostata
nell'attuale sede di via Palizzi a Milano. Nel
mese di novembre 2001,
le attività di Magazzino e Logistica della filiale di Solaro, sono
state trasferite presso il nuovo complesso di Pregnana Milanese. Solamente
quattro persone
rimasero presso la "vecchia" filiale di Solaro, per assicurare
alcune attività lavorative. La
separazione doveva essere "temporanea" nella attesa che la
"nuova" filiale di Pregnana Milanese fosse completamente
operativa, e quindi permettere il trasferimento delle residue
lavorazioni e dei dipendenti da Solaro a Pregnana, tutto ciò comunicato
con lettera aziendale del 5 novembre 2001 e successivamente riconfermato
alle Organizzazioni Sindacali l'8 novembre 2001. Due
mesi più tardi, l'8 febbraio 2002, improvvisamente, l'azienda ha
comunicato il licenziamento in tronco al sig. Allegri Alfonso e a Romeo
Valentino. Contestualmente,
comunicava alla signora Mai Silvana il suo trasferimento a Torino dal
successivo 8 marzo, chiedendo, il nulla osta per il trasferimento alla
Filt/CGIL, Organizzazione Sindacale alla quale aderisce la Delegata
Sindacale, così come previsto dall'art. 22 Legge 300/70 (Statuto dei
Lavoratori) I
licenziamenti in tronco, l'azienda li ha motivati per "giustificato
motivo oggettivo a seguito della dismissione d’ogni attività
lavorativa a Solaro". Il
trasferimento della unica Delegata Sindacale, da Milano a Torino, è
stato motivato da parte aziendale, per lo spostamento del lavoro
d'ufficio in cui operava la sola signora Silvana Mai (Rappresentante
Sindacale). La
Filt/CGIL, ha ritenuto che tutti i provvedimenti aziendali erano privi
di qualsiasi motivazione "oggettiva", perché pur avendo
richiesto, in diverse riunioni, il reimpiego per tutti gli interessati,
anche in mansioni diverse da quelle per le quali erano stati assunti, ha
dovuto costatare l’intransigenza aziendale rispetto a qualsiasi
ipotesi, che non contemplasse il licenziamento dei dipendenti Per
lo più, la signora Mai Silvana, è stata licenziata, in maniera
strumentale, allorquando la Filt/CGIL di Milano ha negato il nulla osta
al trasferimento nella filiale di Torino. Riteniamo
quindi che i licenziamenti, possano essere considerati come un vero e
proprio atto intimidatorio, non solo nei confronti della delegata
sindacale ma anche degli altri due licenziati, che essendo iscritti al
Sindacato, ne hanno seguito sempre le direttive. Tra
l’altro le richieste Sindacali, sono state supportate dai dati che la
stessa azienda ha fornito in trattativa: ·
bilancio economico del 2001 in attivo, ·
un continuo incremento occupazionale, ·
un grande ricorso a prestazione in ore straordinario per gli
attuali addetti. ·
Capacità professionali dei licenziati compatibili con le altre
attività lavorative presente alla GEFCO Italia Per
tale motivo i dipendenti licenziati, tra l'altro, tutti iscritti alla
Filt/CGIL, rivolgendosi allo Studio Moshi per impugnare i licenziamenti
con il così detto "rito d'urgenza", hanno ottenuto un primo
risultato, infatti, per sig. Romeo Valentino, il giudice del lavoro, Dr.
Canosa ha ordinato alla GEFCO Italia, l'immediato reintegro nel posto di
lavoro. Anche
in questo caso, l'azienda tenta di sottrarsi a precisi obblighi di
legge, infatti, ha negato al sig. Romeo Valentino il reintegro nel posto
di lavoro e aspettare l'esito del suo ricorso contro la sentenza del
giudice, pur riconoscendogli il suo stipendio. Ma
noi riteniamo che il diritto al lavoro, come risulta in altre sentenze,
" non è solo un mezzo di
sostentamento, ma un elemento di dignità della singola persona, perché
l'emarginazione dal mondo produttivo è una delle più gravi diminuzioni
della personalità umana. Inoltre,
la mancata prestazione lavorativa, potrebbe nel futuro, se la sentenza
fosse riformata in maniera definitiva,
obbligare l'interessato a restituire
tutti gli stipendi percepiti e perdere la relativa contribuzione. Nel
caso del sig. Romeo Valentino, la beffa sarebbe doppia, perché nei
prossimi anni dovrebbe andare in pensione ed un mancato versamento dei
contributi, avrebbe effetti negativi, sulla cosiddetta
"finestra" e sull'importo della sua futura pensione. Per
tale motivo, l'avvocato Moshi, che assiste i lavoratori iscritti alla
Filt/CGIL, ha chiesto e ottenuto dal Magistrato del lavoro dott. Romano
Canosa, l'esecuzione dell'ordinanza di reintegra in servizio da fare eseguire con l'accompagnamento
del dipendente con un "Ufficiale Giudiziario". Tale
atto si è reso necessario per il netto rifiuto dell'azienda, di
eseguire spontaneamente l'ordine del giudice di reintegra, pertanto,
lunedì 20 maggio 2002, alle
ore 15.oo, presso la Direzione della Gefco Italia di via Palizzi
89 di Milano vi sarà l'espletamento dell'ordinanza. Milano
20 maggio ’02 Dipartimento
Merci e Logistica Responsabile
Regionale Mazzeo Vincenzo |
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