Un gruppo di precari ha affisso questo "logo" sulle porte delle stanze del proprio posto di lavoro a Roma per attirare l'attenzione sul problema del precariato, farsi riconoscere dai colleghi ed avere così modo di richiamare l'attenzione dei cosiddetti "lavoratori garantiti" sulla loro condizione, di comunicare loro i propri problemi per costruire un dialogo ed eventuali azioni comuni.

La loro situazione dovrebbe risolversi nel bene o nel male entro la fine di febbraio e ci faranno avere un resoconto della esperienza fatta in questa campagna.
Nel frattempo ci è piaciuta l'idea che hanno avuto perché è in controtendenza rispetto alla ghettizzazione del precariato (in piena sintonia con il "divide et impera" perseguito dal governo) e tende invece, attraverso un'azione collettiva e la costruzione di una rete di solidarietà, a quella ricomposizione contrattuale che è obiettivo di noi tutti.

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