Non c´è solo l´Articolo 18.
il 23 marzo a Roma, in piazza Esedra, per dire no alla concertazione.

La manifestazione nazionale il 23 marzo a Roma ha raccolto una straordinaria adesione perché finalmente dà espressione ad un desiderio di lotta che accomuna alla grande maggioranza dei lavoratori italiani, a prescindere dalle sigle sindacali di riferimento, altri soggetti: fori sociali, associazioni, studenti, cittadini.
Una mobilitazione senza precedenti non solo per dimensioni ma anche per la ferma determinazione che la anima, che neanche la macabra riesumazione di fantasmi del passato, a cui abbiamo assistito in questi giorni, è riuscita a fermare.
Questa mobilitazione è anche il frutto di quanto il sindacalismo di base, le strutture autoorganizzate dei lavoratori, il coordinamento nazionale RSU ed i fori sociali hanno messo in campo con la manifestazione e lo sciopero del 15 febbraio, perché di fronte alla straordinaria partecipazione a quell´iniziativa sarebbe stato ancora più difficile per le dirigenze confederali dire ancora una volta no allo sciopero generale.
Salutiamo la proclamazione dello sciopero generale come sbocco di un percorso di allargamento e radicalizzazione delle lotte e insieme come occasione di unificazione delle iniziative dei sindacati confederali e di quelli di base contro l´attacco frontale che il governo Berlusconi e la Confindustria stanno sferrando contro tutti noi.
Uno sciopero generale però che deve diventare l´avvio di una nuova stagione di lotte per i diritti dei lavoratori che si lasci definitivamente alle spalle i frutti velenosi della concertazione: politica dei redditi e tagli ai salari, svendita dei diritti e precarizzazione del lavoro, compromessi e complicità sul terreno della riforma previdenziale ecc.

Da questo punto di vista riteniamo grave e sbagliato che da parte dei sindacati confederali si continui a rivendicare ciò che in questi anni è stato lo strumento più violento di attacco ai diritti sindacali e alle condizioni di vita dei lavoratori: la concertazione. Lottare per la difesa dell´Articolo 18 non basta se non si abbandona la logica della flessibilità e dell´adattamento alle esigenze dell´impresa, cioè a quei valori in nome dei quali l´attacco all´Articolo 18 è stato sferrato.
E non è pensabile quindi che, in caso di stralcio della delega sul lavoro da parte del Governo, si sospenda un percorso di lotta che dovrà invece necessariamente continuare e alzare il tiro.

Per questo oggi 23 marzo andiamo a Roma, in piazza Esedra, e il giorno dello sciopero generale saremo in piazza insieme ai tutti gli altri lavoratori ma, coerentemente con le iniziative sviluppate finora, sulla base di una piattaforma che dica: no alla concertazione e alla flessibilità, per la difesa e l´estensione dell´Articolo 18 a tutti i lavoratori, contro la guerra voluta dai padroni a spese dei lavoratori di tutto il mondo!


Per discutere del carattere della nostra partecipazione allo sciopero generale ci vediamo
il giorno 16 aprile 2002 alle ore 16.30 presso la sala del Dopolavoro Ferroviario, via D’Oria, Principe, dove ragioneremo di libro bianco, precarizzazione del lavoro, tagli alle pensioni, attacco alla scuola, ristrutturazione industriale.

Forum sindacale di Genova
Per informazioni rivolgersi a
Cobas: Piero Sarolli 3398571799 - Comu: 0102743183 o comugen@libero.it
Camera del Lavoro Precario: Marco Veruggio 010513985 Coord. Naz. Rsu: Bruno Rossi 339 5346558