Ammonterà
a circa 20 miliardi di euro, la Finanziaria 2003. E si attestera' all'1,5% il rapporto fra
deficit e Pil nel 2003, contro lo 0,8% indicato dal Dpef.. Lo rende noto il comunicato
ufficiale di Palazzo Chigi sulla riunione del Consiglio dei Ministri che ha approvato la
Finanziaria 2003. La manovra, si legge nel comunicato d Palazzo Chigi, si incentra su
interventi di razionalizzazione della spesa pubblica e misure dal lato delle entrate. In
particolare i provvedimenti riguardano: la spesa dei Ministeri, gli oneri del personale,
la sanita', il finanziamento degli investimenti, la scuola, il lavoro ed altri interventi,
tra cui un incremento della misura e della durata dell'indennita' di disoccupazione. Dal
lato delle entrate, prosegue Palazzo Chigi, la Finanziaria, coerentemente con l'impegno
assunto con le parti sociali, avvia la riforma fiscale, che prevede sgravi delle imposte
sui redditi delle famiglie per 5,5 miliardi di euro; a questo si aggiunge la riduzione di
due punti dell'Irpeg (dal 36 al 34%) e una rimodulazione dell'Irap. Vengono introdotti il
concordato triennale preventivo, il concordato per gli anni pregressi e la chiusura delle
liti fiscali pendenti. Viene inoltre prorogato lo "scudo fiscale".
Nel complesso la manovra sara' composta da tre parti: 8 miliardi entreranno grazie ai
tagli alla spesa, 4 miliardi dalle operazioni di Patrimonio e Infrastrutture e 8 miliardi
di euro dal concordato fiscale.
No tax area a 7.500 euro, cambia l'Irpef
Viene fissata una 'no tax area' pari a 7.500 euro per i lavoratori dipendenti, 7.000
euro per i pensionati e 4.500 euro per gli autonomi. In ogni caso e' stata inserita una
clausola secondo cui i pensionati con un reddito non superiore a 7.500 euro sono esenti.
La no tax area si riduce gradatamente con l'aumentare del reddito e si azzera a 26.000
euro. Le attuali due aliquote del 18% e del 24% vengono accorpate al 23%, aliquota che si
applichera' ai redditi fino a 15.000 euro. L'aliquota del 32% viene smembrata in due
parti: i redditi da 15.000 a 29.000 euro pagherannpo il 29%, mentre da 29.000 a 32.700
euro resta al 32%. Invariate le altre aliquote per i redditi piu' alti, del 39% e del 45%.
La no tax area sostituisce le precedenti detrazioni, mentre per i redditi piu' alti, per i
quali la no tax aerea si azzera, permangono le vecchie detrazioni.
La finanziaria specifica anche che, ai fini della determinazione dell'imposta sui
redditi delle persone fisiche per l'anno 2003, i contribuenti possono applicare le vecchie
disposizioni se sono piu' favorevoli (è la cosiddetta clausola di salvaguardia).
Ridotte Irpeg e Irap
Le imprese beneficeranno dello sgravio di due punti dell'Irpeg, mentre gli imprenditori
individuali e le piccole imprese avranno sconti sull'Irap. IRPEG: dal primo gennaio 2003
l'aliquota passa dal 36% al 34%. IRAP: la riduzione dell'imposta sulle attivita'
produttive si articola su due livelli. Il primo riguarda le imprese individuali: per esse
la soglia esente si alza a 7.500 euro. Per le piccole imprese fino a 5 dipendenti, invece,
la base imponibile viene erosa di 2.000 euro per ogni lavoratore.
Tagli alla scuola
Circa 5300 tra presidi e insegnanti dovranno cambiare sede. Pulizie di aule e corridoi
appaltate a service esterni, con conseguente riduzione del numero dei bidelli. Sarà
ridotto anche il numero degli assistenti tecnici. I tagli alla scuola dovrebbero fruttare
circa 242 milioni di euro in tre anni. In una prima bozza della Finanziaria erano previsti
anche la
riduzione delle classi (con il numero di alunni che salgono da 29 a 30) e il ritorno della
figura del maestro prevalente, tagli del 40% dei fuori ruolo e del 20% del personale
ausiliario, ma l'opposizione del ministro Moratti dovrebbe aver portato a un contenimento
dei tagli.
Scure sulla sanità
Le Regioni dovranno garantire meno giorni di degenza per assicurare piu' contenute
liste d'attesa e monitorare le prescrizioni mediche sul proprio territorio, come prevede
il Patto di Stabilita' interno sottoscritto nel giugno scorso con il Tesoro. Il rapporto
posti letto/abitanti e' definito a 5 per 1.000 abitanti. Si fara' ricorso alla
flessibilita' di orari e alla turnazione per garantire l' apertura di laboratori e fornire
servizi sette giorni la settimana, senza aumentare le spese. I direttori sanitari di
ospedali e di Asl che sono in rosso decadranno automaticamente. Per la maggior parte dei
cittadini, poi, le cure termali non saranno piu' a carico del servizio sanitario
nazionale. Saranno infatti riconosciute solo agli invalidi di guerra, ai grandi invalidi
per servizio, agli invalidi civili al 100%, ai grandi invalidi del lavoro.
Amministrazione: assunzioni e rinnovi bloccati
Blocco delle assunzioni ''a tempo indeterminato'' nella Pubblica Amministrazione e, per
particolari esigenze di servizio non dilazionabili, il tetto di spesa previsto e' di 200
milioni di euro lordi a regime. Per gli enti locali che abbiano rispettati i criteri del
patto di stabilita' interno le eventuali nuove assunzioni devono essere contenute ''entro
percentuali variabili tra il 25% e il 50%'' delle uscite''. E' inoltre prevista l'
emanazione di ulteriori norme per accelerare i processi di mobilita' del personale delle
pubbliche amministrazioni''. Per i rinnovi dei contratti pubblici saranno previsti 765
milioni di euro. Una quota di queste risorse, pari a 550 milioni, serviranno per incentivi
alla produttivita' e serviranno in parte (190 milioni) per il personale delle forze armate
e delle forze di polizia. -
Ministeri_ -10% alle spese
La Finanziaria prevede che l'acquisto di beni e servizi da parte dei ministeri venga
ridotto del 10%. Anche gli enti previdenziali dovranno ridurre le proprie spese per
l'acquisto di beni e servizi ''in misura non inferiore al 10%'', mentre per gli altri enti
(come Anas ed Fs), il taglio e' del 2,5%. Inoltre si rafforza il controllo del ministero
dell'Economia su ministero ed enti pubblici, anche ''avvalendosi dei propri rappresentanti
nei collegi sindacali o di revisione e dei servizi ispettivi di finanza pubblica''. I
comuni, le province e le regioni dovranno migliorare il proprio ''saldo finanziario'' per
il 2003 del 3,1% rispetto al 2001. -
Le dismissioni
Cartolarizzazioni aggiornate alla luce dei nuovi criteri Eurostat, che coinvolgeranno gli
immobili ma anche i crediti finanziari; dismissioni vere e proprie. Queste due scelte del
governo vanno di pari passo con la valorizzazione del patrimonio (Patrimonio Spa e fondi
immobiliari) e con i primi risultati della Infrastrutture spa.
Condono
Il secondo condono di Berlusconi & Tremonti. Il primo, nel 1994, incluse anche una
sanatoria edilizia. L'attuale, invece, è articolato in quattro parti e dovrebbe portare 8
miliardi di euro nelle casse pubbliche. Almeno questo è l'augurio del cavaliere e del suo
ministro dell'Economia. Altrimenti saranno dolori.
1) Concordato preventivo triennale
Vi possono accedere i contribuenti titolari di reddito di impresa e autonomo con ricavi o
compensi non superiori a 5 milioni di euro. Questo nuovo strumento consente la definizione
per tre anni della base imponibile. Gli eventuali maggiori imponibili rispetto a quelli
oggetto del concordato non sono soggetti ad imposta, e questa non si riduce se gli
imponibili effettivi risultano poi minori.
2) Concordato di massa per adesione
E' la riproposizione, aggiornata, del concordato di massa attuato nel 94-95. Imprese e
lavoratori autonomi potranno effettuare la 'definizione automatica' dei redditi per le
annualita' fino al 2001 compreso. I contribuenti riceveranno una proposta da parte
dell'Agenzia delle Entrate per ciascuna annualita'. La proposta, si legge nella
finanziaria, viene elaborata per ciascuna categoria economica per fasce di ricavi comunque
non superiori a 10 milioni di euro. Non possono accedere al concordato i contribuenti con
ricavi superiori a questa soglia, o coloro che hanno omesso la presentazione della
dichiarazione oppure coloro che alla data del primo gennaio 2003 hanno ricevuto un avviso
di accertamento o un verbale di contestazione. Per chiudere la definizione automatica dei
redditi i contribuenti devono versare quanto indicato dall'Agenzia entro il 30 giugno
2003. Sulle maggiori imposte non sono dovuti interessi e le sanzioni si applicano nella
misura di un ottavo del minimo dovuto. Le maggiori imposte contenute nella proposta
dell'Agenzia vengono ridotte del 50% per la parte eccedente i 5.000 euro per le persone
fisiche, e i 10.000 euro per gli altri soggetti. E' possibile effettuare il versamento in
due rate di pari importo. Il periodo interessato alla sanatoria e' quello antecedente al
31 dicembre 2001. Si potra' aderire entro il 31 maggio del prossimo anno o, a rate entro
il 30 giugno 2003 (e con piu' rate nel giugno 2004 e 2005).
3) Ticket di 300 euro
Con l' obiettivo di far cassa, chiedendo un piccolo contributo a molti contribuenti, nasce
l' ipotesi del ''ticket'' da 300 euro che sarebbe inviato a lavoratori autonomi e
imprenditori che hanno ricavi inferiori ai 5,1 milioni di euro e che negli anni passati
hanno applicato gli studi di settore. In questo caso, anche la piena rispondenza ai
parametri di questo strumento, potrebbe nascondere errori formali. Per evitare ulteriori
controlli l' ipotesi e' quella dell' invio di una richiesta fissa di 300 euro alla quale
artigiani, commercianti, professionisti e piccoli imprenditori sono liberi di aderire,
evitando cosi' ulteriori accertamenti. L' importo - secondo alcune ipotesi - potrebbe
salire ulteriormente a 500 euro ma solo nei casi in cui la corrispondenza agli studi e'
relativa al solo parametro economico mentre la ''congruita'' e la ''coerenza'' dei
parametri dichiarati mostra qualche problema. La scadenza di versamento potrebbe essere
fissata per il 30 giugno
4) Chiusura delle liti pendenti
Le misure contenute nella finanziaria prevedono facilitazioni per la chiusura delle
liti fiscali pendenti al 30/09/02. Per chiudere la 'partita' si devono pagare 150 euro se
il valore della lite e' fino a 2000 euro, e il 10% del valore della lite se essa e'
superiore a 2000 euro e non supera i 20.000 euro. Le somme dovute devono essere versate
entro il 28/2/03.
Scudo fiscale: valido fino al 30/6/2003
Si riaprono i termini per il cosiddetto scudo fiscale, di cui possono usufuire le societa'
per far rientrare i capitali illegalmente detenuti all'estero o per regolarizzarli. Lo
prevede la finanziaria approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Le operazioni di
sanatoria possono essere effettuate dal primo gennaio 2003 al 30 giugno 2003, pagando
un'imposta del 4% (la prima 'edizione' dello scudo fiscale, come e' noto, prevedeva invece
l'aliquota del 2,5%)
(30 settembre 2002) |