giovedì 17 gennaio 2002

Lettera aperta alla F.U.L.C.

I lavoratori della Unilever prendono atto che:

  • allo stato attuale della trattativa, diversi punti importanti del mandato non sono ancora ben definiti.
  • non è ancora disponibile alcun testo scritto che contenga le bozze con le intese raggiunte.
  • Il comunicato del 21 dicembre della FULC nazionale è sintetico a tal punto, che risulta insufficiente a capire se esistono realmente le condizioni per la chiusura.

Per queste ragioni il nostro giudizio non può essere oggi di approvazione o bocciatura e il mandato per noi è sospeso, in attesa che tutti i punti importanti vengano definiti con precisione e adeguatamente esplicitati a livello nazionale regionale e territoriale.

Per quanto riguarda l’assenza completa di bozze, l’esperienza ci impone qui di ricordare quanto critica e importante sia la fase di stesura dei testi; aspetti apparentemente di dettaglio, posti in una forma piuttosto che un’altra, possono creare complicazioni di gestione alle RSU, se non addirittura stravolgere lo stesso mandato.

Per questo riteniamo che alla delegazione trattante debba con urgenza essere messa a disposizione una formulazione scritta di tutte le intese raggiunte in modo che possa adeguatamente renderle note e valutarle.

Vogliamo anche far osservare alla FULC che:

  • la forte centralizzazione con cui è stata condotta la trattativa offende la democrazia sindacale (troppe ristrette).
  • la rinuncia a mettere in campo le RSU e le fabbriche anche quando la delegazione si è trovata in momenti definiti difficili del percorso, ci induce a pensare che nel "metodo"questo modo di operare non è condivisibile.

Sono scelte che contribuiscono esse stesse, ad abbassare la tensione e il coinvolgimento dei lavoratori rispetto ad una partita importante come quella del Contratto Nazionale; questo favorisce un clima di disinteresse e di indifferenza pericoloso per i risultati stessi della trattativa e assolutamente controproducente in una fase difficile come quella della discussione sui temi più generali.

La fase della concertazione è ormai morta e sepolta, lo dimostrano i risultati della discussione con il governo sull’articolo 18, sulle deleghe, nonché l’impostazione del libro bianco di Maroni .

Noi chimici non possiamo pensare di esserne fuori; il contratto dei chimici è stato negli anni passati un laboratorio di sperimentazione per rendere il contratto sempre più flessibile;

Noi questo lo abbiamo già pagato in molte occasioni; Federchimica sta seguendo ancora oggi quella strada.

Ecco perché noi riteniamo che la bozza di intesa finale, non solo debba rimanere saldamente ancorata al mandato, ma soprattutto non debba cadere nella trappola delle sperimentazioni per rendere il contratto, un contratto menù a misura di impresa. Noi siamo convinti che Federchimica oggi voglia questo; vuole rendere ulteriormente flessibile il contratto, mantenendo però una centralizzazione di indirizzo nazionale per contenere le spinte delle RSU, come già avviene per l’impostazione dei premi di partecipazione (guai a rivendicare il consolidamento…..non sia mai!!!).

Non appena saranno chiari questi ed altri aspetti della trattativa non mancheremo di dare il nostro parere.

PS: i chimici Tedeschi si apprestano a fare le loro rivendicazioni salariali (aumento del 5/7%).

Beati loro che stanno in Europa….."forse un giorno ci entreremo anche noi".

R.S.U. Unilever Gaggiano