RITORNO DALLA ZASTAVA DI KRAGUJEVAC

Viaggio del dicembre 2002

(resoconto di viaggio a cura di Gilberto Vlaic - gruppo ZASTAVA Trieste)

Vedi anche l'intervento fatto in assemblea prima della consegna delle adozioni.


Questa relazione e’ suddivisa in quattro parti:

A)    Cronaca del viaggio

B)    Alcune informazioni generali

C)    Informazioni sulla Zastava; nuovi possibili progetti di solidarieta'; le morti "sospette' di numerosi operai.

D)    Conclusioni

  

Cronaca del viaggio

Resoconto del viaggio appena concluso alla Zastava di Kragujevac per consegnare le adozioni a distanza, fatto dal Coordinamento Nazionale RSU e dal Gruppo Zastava di Trieste.

Per i titolari delle nuove adozioni: stiamo procedendo ad organizzare la spedizione delle schede relative ai bambini adottati.

 Siamo partiti da Trieste venerdi’ 20 dicembre alle 3 del mattino, con un pulmino a nove posti. La delegazione era formata da 5 persone: Alma da Firenze, Gilberto e Sergio da Trieste, Paola e Mario da Crema;, Il pulmino ci e’ stato prestato (gratuitamente) da un associazione di solidarieta’ internazionale triestina e così ci siamo dovuti accollare le sole spese del viaggio.

Avevamo una quarantina di scatole di aiuti, alimentari, vestario e materiale scolastico. Per gli alimentari si trattava di regali alle famiglie jugoslave da parte delle famiglie adottanti italiane, il vestiario era frutto di raccolte operate a Padova e Trieste, mentre il materiale scolastico era un dono di un sottoscrittore privato.

Inoltre portavamo con noi alcune decine di costosissimi flaconi di chemioterapici, raccolti a Trieste, per il reparto oncologico dell'ospedale di Kragujevac e per l'Ospadale pediatrico di Belgrado, per un vaore di 12.000 euro.

Ricordiamo che le spese di viaggio sono state direttamente sostenute dai partecipanti, senza alcuno storno dai fondi ricevuti per le quote di adozione a distanza da distribuire in questa occasione (come del resto in tutti i precedenti viaggi effettuati).

 Siamo arrivati a Kragujevac alle 4 del pomeriggio, senza alcun problema durante il viaggio, se si eccettua una fitta nebbia che ci ha accompagnato praticamente per tutto il viaggio, oltre a un freddo intenso.

Il pomeriggio abbiamo predisposto i dettagli per l'assemblea del giorno dopo; successivamente abbiamo visitato una famiglia in cui una delle figlie e' colpita da una grave patologia cerebrale, e per la quale i lavoratori della Lever di Lodi avevano fatto una sottoscrizione staordinaria. A cena abbiamo raccolto le ultime notizie sulla Zastava e discusso i dettagli di nuovi possibili progetti di solidarieta'. immediata.

 Il mattino di sabato abbiamo distribuito le quote delle adozioni. Erano 40, di cui 7 nuove, provenienti da lavoratori italiani che fanno riferimento alla campagna del coordinamento RSU e di ZASTAVA Trieste.

Sono stati inoltre consegnati i fondi raccolti a Padova per far fronte a una pesante situazione sanitaria che si e' presentata nella famiglia di uno dei bambini adottati.

E' stata anche consegnata ad una studentessa universitaria priva di qualsiasi reddito una quota una-tantum corrispondente ad una adozione annuale, frutto della conversione in denaro delle spese floreali non effettuate relativamente ad un lutto che ha colpito uno dei nostri sottoscrittori.

Durante l’assemblea c’e’ stato il solito scambio di regali tra famiglie italiane e jugoslave e viceversa. Complici le festivita' di fine anno, alla fine il bagagliaio del pullmino era molto simile ad una distilleria di superalcolici.

Dopo un gustosissimo pasto a casa del vice-presidente del sindacato, siamo partiti da Kragujevac alle 4 del pomeriggio.

A Belgrado abbiamo consegnato i chemioterapici e dopo un tranquillo viaggio notturno siamo arrivati a Trieste alle 4 del mattino di domenica.

 I resoconti di tutti i viaggi precedenti sono reperibili su diversi siti. Il piu’ completo e’ il sito del coordinamento RSU, all’indirizzo: http://www.ecn.org/coord.rsu/ - seguendo il link Solidarietà con i lavoratori della Jugoslavia: http://www.ecn.org/coord.rsu/guerra.htm - dove sono anche descritte in dettaglio tutte le iniziative in corso, e riportati I resoconti anche di altre associazioni.

Il resoconto del viaggio di ottobre 2002 e' particolarmente ricco di notizie sulla situazione dei lavoratori della Zastava.

 Gli stessi resoconti sono presenti anche sul sito del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, all'indirizzo: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages che contiene inoltre centinaia di articoli sulla situazione nei Balcani difficilmente reperibili sulla stampa nazionale.

 

 Alcune informazioni generali

Quello che abbiamo potuto verificare è un peggioramento continuo della situazione materiale in cui versano le famiglie in relazione ad un continuo inarrestabile aumento dei prezzi, soprattutto delle tariffe e degli affitti, ma anche una tenuta della  capacità di iniziativa da parte del sindacato in difesa dei diritti dei lavoratori e per conquistare prospettive produttive per la fabbrica.

 I prezzi stanno raggiungendo livelli "occidentali" a fronte di stipendi, quando esistono, circa dieci volte piu' bassi che in occidente.

 I dati ufficiali affermano che circa i 2/3 della popolazione serba spende meno di 1 euro al giorno pro-capite, e che un terzo spende meno di mezzo euro al giorno; il 60% della spesa e’ per il cibo. La disoccupazione dilaga ed interessa centinaia di migliaia di lavoratori, su circa undici milioni e mezzo di abitanti a cui vanno sommati circa un milione di profughi.

 L'aumento vertiginoso del prezzo dell'energia elettrica ha provocato problemi gravissimi; il riscaldamento domestico in Jugoslavia e' in gran parte basato sull'elettricita', che prima dell'ottobre 2000 veniva considerata un bene socialmente primario e quindi erogata a prezzi controllati; inoltre a Kragujevac era attivo il teleriscaldamento utilizzando la centrale termica della Zastava; tale impianto e' stato uno dei primi ad essere distrutto dai bombardamenti del 1999.

L'aumento vertiginoso dell'elettricita' ha di fatto privato la maggior parte della popolazione di questa fonte per il riscaldamento e l'inverno balcanico e' decisamente freddo (sabato a mezzogiorno, a Kragujevac con uno splendido sole il termometro segnava -7 gradi). A Belgrado citta' sono circa 170.000 le famiglie che non possono piu' pagare la bolletta elettrica.

A Kragujevac, durante gli inverni del 1999 e del 2000 il sindacato era riuscito a rifornire di legna per il riscaldamento le famiglie piu' disastrate; faceva un certo effetto vedere l'enorme piazzale di parcheggio davanti agli stabilimenti ricoperto di cataste dil egna. Per mancanza di fondi questa operazione non e' stata ripetuta nel 2001 e neppure ovviamente per l'inverno attualmente in corso; ci si deve rivolgere al libero mercato e un metro cubo di legna costa attualmente circa 30 euro. Chi scrive ha visto il sabato mattina file lunghissime di trattori con rimorchi pieni di legna parcheggiati un po' dovunque, sia in periferia che in centro citta'.

Questo significa anche rapido disboscamento…

 Per quanto riguarda la sanita', quella pubblica, un tempovanto della Jugoslavia, praticamente non esiste piu' e i farmaci vanno acquistati nelle farmacie private.

Negli ospedali, in cui manca moltissimo, si deve pagare anche la degenza; con amarezza, la delegata dell'ufficio adozioni ci ha detto "devi portare anche il filo per la sala operatoria".

 Per quanto riguarda la scuola, una volta sostanzialmente gratuita, sono state introdotte tasse di iscrizione che nulla hanno da invidiare alle nostre: le tasse di iscrizione all'Universita' hanno raggiunto la cifra di circa 1000-1500 euro/anno.

Malgrado cio' la scolarizzazione e' ancora alta; riportiamo i dati per l'intera Repubblica Federale (escluso il Kosovo), tratti dall'ultimo bollettino dell'Associazione ABC di Vittorio Tranquilli, edito all'inizio di dicembre 2002.

Asili infantili: 1730 istituti per 174.621 bambini dai due ai sei anni;

Scuole di base (dai 7 ai 14 anni): 1630 per 805.554 studenti;

Scuole superiori (dai 14 ai 18 anni): 519 per 738.635 studenti

Universita' per un totale di 81 facolta' per un totale di circa 200.000 studenti.

Gli istituti scolastici sono comunque assai degradati, frutto di dieci anni di embargo e dei numerosi bombardamenti del 1999, che hanno colpito 420 scuole di base, 15 scuole superiori e 26 facolta' universitarie.

 Per quanto riguarda le abitazioni, il continuo aumento dei prezzi costringe le famiglie in affitto a cercare case sempre piu’ piccole, oppure alla coabitazione, in ambienti fatiscenti, spesso privi di riscaldamento e con servizi igienici pessimi, se non addirittura mancanti. Le famiglie che visitiamo regolarmente abitano di norma in case mai finite e hanno a disposizione non piu' di 40 metri quadri suddivisi in due-tre stanze, con stufa a legna in cucina.

 I fondi occidentali, che arrivano con il contagocce, sono soprattutto impiegati per la costruzione di strade, lungo le direttrici dei corridoi 8 e 10, a riprova del fatto che il crimine maggiore della Jugoslavia fu quello di pretendere di conservare un sistema di ispirazione sociale e indipendente dalle multinazionali, ma anche un crimine "geografico" poiche' la Jugoslavia si trova nel cuore di questi corridoi.

 Si consiglia la lettura del recente articolo, lungo ed esuriente, di Michel Collon, giornalista belga; esso e' stato tradotto in Italiano a cura dell'Associazione SOS Jugoslavia di Torino ed e' reperibile, suddiviso in due parti, agli indirizzi

http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2163

http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2164

 

Informazioni sulla Zastava; nuovi possibili progetti di solidarieta'; le morti "sospette' di numerosi operai.

 Nella relazione del viaggio di ottobre scorso, reperibile, tra gli altri, sul sito delle RSU all'indirizzo http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2002/2002_1014zastava.htm

erano contenuti cenni storici sulla citta' di Kragujevac e sulla Zastava ed erano presentate  numerose ed aggiornate informazioni sulla situazione occupazionale, salariale e sindacale dei lavoratori.

Questi dati non sono sotanzialmente cambiati negli ultimi due mesi; rimandiamo quindi a quella relazione chi volesse una documentazione raggiornata sulla situazione della fabbrica.

Di seguito riportiamo le nuove informazioni ottenute da colloqui con i delegati.

 Il consuntivo dell'anno 2002 ha visto la produzione di 12.000 vetture, a fonte di una programmazione di 20.000 e ad una produzione di 220.000 in epoca precedente al bombardamento della fabbrica.

 E' doveroso ricordare che il 7 novembre scorso a Firenze dovevano essere presenti al Social Forum , in un incontro con i Sindacati europei, anche due delegati dei lavoratori ed una dirigente del Sindacato metalmeccanici nazionale jugoslavo, ma l'ambasciata Italiana di Belgrado li ha convocati per la concessione dei visti lo stesso giorno in cui dovevano parlare, malgrado I visti fossero stati richiesti con molto anticipo dalla CGIL di Brescia. Si e’ trattato chiaramente di una manovra provocatoria per impedire ai rappresentanti dei lavoratori di poter illustrare la situazione in una occasione importante come il Social Forum Europeo.

Benche' non sia provato, si puo' ragionevolmente sospettare che dietro questa negazione dei visti ci sia il bancarottiere americano Malcom Bricklin, che due mesi fa, sulla base di un incredibile piano industriale, ha proposto di acquistare la Zastava Automobili, con l'ipotesi di produzione di produrre tra cinque anni 220.000 automobili con la previsione di venderne il 75% sul mercato americano ed europeo. Da notare che questo fantasioso piano era stato presentato in pompa magna, senza alcuna informazione preventiva ai Sindacati dei lavoratori, dal Ministro dell'Economia e delle Privatizzazioni Vlahovic, esattamente il giorno prima delle (fallite per il non raggiungimento del quorum) elezioni presidenziali in Serbia.

Sul gia' citato bollettino di ABC e' riportato che Briklin era presente a Kragujevac il 7 novembre scorso e che ha ribadito tutta l'operazione, senza pero' presentare alcuna garanzia se non verbale. L'accordo dovrebbe essere firmato entro il primo di marzo del 2003.

 Durante l'incontro con i delegati sindacali si e' anche affrontato il discorso del forno per la panificazione; sono stati finalmente reperiti i locali dove installarlo (all'interno della mensa aziendale); i lavori di adattamento dei locali sono previsti iniziare nella meta' di gennaio 2003 e quindi potrebbe essere trasferito a Kragujevac verso marzo. Resta il problema, che sara' risolto a breve, di chi ne risultera' intestatario.

 E' stato inoltre affrontata la possibilita' di dare origine a micro-progetti di solidarieta' legati alla vendita di prodotti di artigianato tessile (tessitura in cotone e in lana) preparati da gruppi di donne di Kragujevac e venduti sia direttamente dalle associazioni interessate in Italia sia attraverso canali quali la rete delle Botteghe del commercio equo e solidale.

 E' stato inoltre discusso un problema gravissimo che sta emergendo ora, tra mille omerta' e mille negazioni. Un numero al momento non precisabile ma senz'altro assai significativo di operai che avevano partecipato allo sgombero delle macerie dei reparti bombardati sono recentemente deceduti, tutti con patologie collegate a malattie epatiche. Numerosi altri sono ricoverati in ospedale con gli stessi sintomi.

Le difficolta' nel reperire informazioni dirette e documentate sono notevoli; si riesce a raccogliere qualche brandello di verita' da alcuni medici, che pero' parlano solo se coperti da anonimato.

E' un altro fronte sul quale cercheremo di impegnarci.

 

Conclusioni

 La situazione sindacale in Jugoslavia è ovviamente molto problematica. Oltre alla Zastava sono centinaia le fabbriche bombardate e sono oggi oltre 600.000 i lavoratori licenziati a causa delle bombe della NATO. La Classe lavoratrice Jugoslava è quindi oggi in condizioni di oggettiva debolezza  e deve fare i conti con la necessità di una ricostruzione post-bombardamenti che assume ormai una chiara direttrice iper-liberista.

Lo Stato, governato da una coalizione di centro destra e fortemente allettato e subordinato alle promesse di aiuto occidentali, ha lasciato al libero mercato ogni decisione. Così i prezzi aumentano, le scuole e la sanità diventano prestazioni disponibili solo per i più ricchi, le fabbriche, le zone industriali sono all’asta di profittatori occidentali che comprano tutto a prezzi bassi e ponendo condizioni di lavoro inaccettabili.

 Non possiamo e non dobbiamo lasciare soli, abbandonati e invisibili, i lavoratori e le lavoratrici jugoslavi e le loro famiglie.

Dobbiamo intensificare i nostri sforzi affinche’ giunga a loro la nostra solidarieta’ e fratellanza materiale e politica.