Lettera aperta  alla cortese attenzione delle Forze sociali e politiche ai Gruppi,  ai Movimenti e  alle Organizzazioni della Provincia di Trieste  

Trieste, 3 dicembre 2002

 

Come certamente saprete, il 16 dicembre si aprirà il processo a 57 Autoferrotranvieri di Trieste Trasporti, accusati del reato di interruzione di pubblico servizio per le fermate spontanee avvenute il 2 e il 3 gennaio del 2001.

 Tali fermate, con conseguente blocco pressoché totale del trasporto pubblico, furono provocate dall’atteggiamento dell’Azienda che, senza alcun rapporto con il personale e le sue OO.SS., disdettò unilateralmente gli accordi aziendali vigenti e annunciò anche esuberi di personale.

 Tra gli autisti sottoposti a processo vi sono semplici lavoratori, dirigenti sindacali e iscritti a tutte le organizzazioni sindacali presenti in azienda a dimostrazione che tutto il personale e tutte le organizzazioni sindacali hanno ritenuto indispensabile mettere in atto una protesta forte per cercare di impedire, anche a garanzia dell’utenza, che l’Azienda facesse tornare indietro di anni, le conquiste ottenute con la contrattazione.

 In questi giorni analoghi provvedimenti di rinvio a giudizio stanno interessando i lavoratori degli appalti delle FF.SS. che, licenziati, nei mesi scorsi occuparono i binari di alcune stazioni per difendere il proprio posto di lavoro.

Non vorremmo che si aprisse una stagione in cui la risposta alle lotte dei lavoratori divenisse la repressione e l’uso della Magistratura, mentre si inasprisce sempre più la normativa di regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici.

 Riteniamo pertanto indispensabile dare vita ad ogni possibile iniziativa di solidarietà e di sostegno ai lavoratori denunciati di Trieste Trasporti.

 Vi invitiamo pertanto a valutare la possibilità di dare vita ad un Comitato di Solidarietà Unitario, che auspichiamo possa essere il più vasto possibile, che assuma iniziative, raccolga fondi per il Collegio di difesa dei denunciati, faccia sentire la solidarietà attiva di tutti in questa vertenza.

 La riunione costitutiva si svolgerà GIOVEDI’ 5 ALLE ORE 20.30 PRESSO LA SALA PARROCCHIALE DI V. DON STURZO 2 A TRIESTE.

 

Rimaniamo in attesa di un vostro cenno di riscontro.

 

Distinti saluti.                                                 p. LA FEDERAZIONE R.D.B.

                                                                                   Willy Puglia 347 9308719

 

 

 Mi chiamo Fabrizio G. e sono uno dei 600 autisti che ogni giorno guida l’autobus con impegno e professionalità, per te e per altre migliaia di cittadini di Trieste.

 Da 20 anni, con la mia paga riesco a mantenere  mia moglie e i miei 2 figli.

 A gennaio 2001, la Trieste trasporti S.p.A. aveva deciso di aumentarmi l’orario di lavoro, eliminando dal mio turno 19 giornate annuali di riposo compensativo, che da sempre invece mi consentivano un giusto recupero psicofisico,  necessario per guidare con lucidità’ e attenzione nel caotico traffico cittadino, garantendo a te e agli altri utenti, la sicurezza di arrivare a destinazione.

 Sono stato costretto perciò – con altre centinaia di colleghi - a reagire ad una prevaricazione della società di trasporto, che violando le vigenti normative, aveva tentato di cancellare con la privatizzazione, tutta la contrattazione integrativa e tutti i diritti acquisiti che ne derivavano.

 Assieme ai miei colleghi ho dovuto dimostrare la mia disapprovazione nei confronti della Trieste trasporti, con l’unico strumento che la Costituzione italiana mette a disposizione dei lavoratori - lo sciopero - che e’ durato dal 2 al 3 gennaio.

 Per questo motivo il 16 dicembre 2002, sarò processato dal Tribunale di Trieste e dovrò rispondere assieme ad altri 56 indagati,  dell’accusa di aver interrotto il servizio di trasporto pubblico, col rischio di essere condannato fino a 5 anni di reclusione, per il solo fatto di aver voluto garantire il mio riposo psicofisico e la tua sicurezza.

 Gli avvocati che difendono me e i miei colleghi, hanno detto che anche la tua solidarietà potrebbe essere importante per far comprendere al Giudice, le profonde motivazioni sociali della protesta, che non riguardavano solo gli autoferrotranvieri, ma dell’intera collettività che usufruisce del servizio pubblico.

 Ti chiedo perciò di firmare l’appello, quale gesto di tangibile solidarietà con i lavoratori indagati e per questo ti ringrazio.

 … le uniche armi che approvo, sono nobili ed incruente: lo sciopero e il voto…( don Lorenzo Milani, da “ l’obbedienza non è più una virtù “ )

 

TRIESTE, 2 DICEMBRE 2002                                                                             COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON GLI AUTOFERROTRANVIERI TRIESTINI

 

 

SOLIDARIETÀ CON GLI AUTOFERROTRANVIERI DI TRIESTE

 

noi lavoratori e cittadini, utenti del servizio di trasporto pubblico locale, esprimiamo la nostra piena solidarietà ai 57 autoferrotranvieri di “Trieste Trasporti” sottoposti a processo per aver difeso la propria condizione di lavoro e di vita, nonché la nostra sicurezza di utenti dei trasporti pubblici. il fatto che le fermate di protesta siano avvenute non rispettando le procedure previste dalle normative attuali in caso di sciopero, normative che riteniamo eccessivamente restrittive e che finiscono di fatto per impedire il libero esercizio di un diritto costituzionale, è dovuto essenzialmente al fatto che l’azienda ha unilateralmente, da un giorno all’altro, cancellato le conquiste ottenute con anni di lotta e di confronto sindacale e pertanto la responsabilità di quanto accaduto non può essere riversata su chi ha inteso difendere i propri diritti ma su chi li ha attaccati.

 

cognome e nome                                  città                                          firma