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del giorno approvato nel WORKSHOP IL DIRITTO ALLA SALUTE
NEI LUOGHI DI LAVORO E SUL TERRITORIO: Promosso da MEDICINA
DEMOCRATICA E IL FORUM PER LA DIFESA DELLA SALUTE DI MILANO E LOMBARDIA: svoltosi
il 7 novembre ore
10-14 Partecipanti:
23 di cui 3 provenienti dalla Confederazione Elvetica (Svizzera) Coordinatore:
Gino Carpentiero - Medicina Democratica - Firenze Le
politiche neoliberiste da anni tendono allo smantellamento dei servizi sanitari pubblici,
inserendo elementi di privatizzazione sempre più spinti. Dapprima il FMI, ora il WTO
propongono (e impongono) stravolgimenti e soluzioni tendenti a trasferire il denaro
pubblico impiegato nella sanità ad organismi di carattere privato: ci si vuole uniformare
a sistemi assicurativi di tipo americano (USA). Lanalisi
scientifica dice invece che i sistemi migliori, quelli che hanno più efficacia quanto ai
risultati di salute e che al tempo stesso sono i meno costosi, sono i servizi sanitari
nazionali pubblici. Occorre respingere la
deriva liberista in sanità e stabilire in tutta Europa sistemi sanitari nazionali
autentici, basati sulluniversalità delle prestazioni e la fiscalità generale. Di
pari passo le politiche liberiste nel campo della flessibilità del lavoro e della
deregulation (licenziamenti con o senza giusta causa), portano a peggiorare la condizione
lavorativa aumentando gli infortuni e le
malattie professionali, tra le quali sono da segnalare
i tumori professionali, ancora largamente sottostimati rispetto alla loro
entità reale ( a questi vanno poi sommati gli altri tumori dovuti all'inquinamento degli
ambienti di vita, in particolare da traffico veicolare).
Chi ne fa maggiormente le
spese sono tutte le categorie di lavoratori meno garantite: in particolare i cosiddetti
lavoratori atipici (interinali, co.co.co., contrattisti a termine etc,) gli immigrati, i lavoratori edili impegnati nei
grandi cantieri come la TAV ( in maggior
misura quelli provenienti dal Sud Italia), le donne, impegnate nei lavori più faticosi e
ripetitivi cui si sommano quelli domestici, i lavoratori delle cooperative di servizi
(facchini etc). Ma anche la classe operaia più tradizionale è
sotto tiro in Italia per lattacco
allart.18 dello Statuto dei Lavoratori, per l'allungamento dell'età
pensionabile, per l'aumento dello stress legato ad un'organizzazione del lavoro meno che
mai a misura d'uomo ( Turni di lavoro "impossibili" con uso smodato del lavoro
notturno anche quando non necessario, , ritmi elevati, straordinari legali e illegali
,violenza morale utilizzata sempre più spesso). Anche
l'applicazione della normativa sulla sicurezza, che presenta anch'essa incongruenze, come
quella di voler stabilire dei TLV ( Valori
Limite ) per le sostanze cancerogene, è ancora estremamente carente a livello europeo e
italiano. L'azione dei
sindacati è risultata estremamente carente su queste problematiche negli ultimi 20 anni e
ne è la riprova la "solitudine" degli RLS (Rappresentanti alla sicurezza
previsti dal DL 626); a ciò si sposa la crisi dei servizi
di prevenzione pubblici,che con la fine dell'intervento partecipato degli anni '70, ma
anche per carenze di organici, hanno perso incisività ed efficacia nella loro azione di
controllo. Il quadro è ulteriormente aggravato dall'azione
degli enti assicurativi ( come l'INAIL), che si pongono spesso come controparte dei
lavoratori. Una
critica infine va fatta anche agli enti di ricerca scientifica, dalle organizzazioni
ufficiali come l' OMS e l'Agenzia Europea per la salute e la Sicurezza del Lavoro, sia
agli istituti universitari o parauniversitari, come lo
IARC ) devono porsi il problema di una maggiore incisività per
evitare che le regole dettate dal Mercato
prevalgano sempre e comunque su quanto
asserito dagli Organismi scientifici . Medicina
Democratica e il Forum Sociale sulla Salute di Milano e Lombardia propongono di: · Omogeneizzare a livello europeo i punti di eccellenza e le
esperienze più avanzate dei vari paesi a tutti i livelli ( sia normativo che
partecipativo da parte di lavoratori e cittadini ) · Estendere
la rete dei Servizi di Prevenzione Pubblici
decentrati a livello europeo, sul modello
italiano, ove dovrà essere rilanciato il
ruolo di
supporto per i lavoratori. · Riprendere
quanto di valido rimane dellesperienza
storica italiana degli anni 70 , compresa la rivalutazione della soggettività
operaia, secondo i principi della non delega ai tecnici
e della validazione
consensuale sullintervento degli stessi;
evitare in tal modo la
solitudine degli RLS sia perché gli stessi ricevano le informazioni adeguate sui rischi e
le possibili soluzioni, contestualizzate alla propria fase di lavoro e socializzino le conoscenze agli altri
lavoratori; si
propone l' RLS di gruppo omogeneo o di reparto per le aziende medio-grandi
con la valenza del delegato alla sicurezza di G.O. del passato ) . · Rimettere
in discussione in tutta Europa tutte le leggi (in particolare su pensioni , orari e turni
di lavoro, licenziamenti e precarietà del lavoro) che confliggono con la legislazione
sulla salute e sicurezza e con i principi generali fissati dall'OMS e dall'Agenzia Europea
sulla Salute e Sicurezza del Lavoro; anche per i lavoratori, come per tutti gli abitanti
del pianeta va ribadito il concetto di Salute, non come assenza di malattia, ma come Benessere
Fisico, Psichico, Sociale · Legare le lotte per la salute nei luoghi di lavoro
a quelle per un ambiente di vita salubre, contribuendo a creare le condizioni, in
particolare laddove si sia in presenza di impianti a rischio rilevante, per l'unità della
lotta tra cittadini e lavoratori per evitare conflitti in cui la giusta esigenza del
diritto al lavoro non finisca per sacrificare il diritto alla salute dei cittadini oltre
che dei lavoratori stessi, con conseguenze dannose per
entrambi · Estendere a livello mondiale i diritti
dei lavoratori e delle popolazioni in difesa della Salute e dellAmbiente, evitando
il decentramento delle lavorazioni nocive e lesive del diritto alla salute nei paesi dell'Est Europeo o in quelli del Terzo e
Quarto mondo; in questo modo si potrà anche evitare il ricatto nei confronti dei lavoratori
europei sulloccupazione. MEDICINA
DEMOCRATICA E IL FORUM SOCIALE SULLA SALUTE DI MILANO E
LOMBARDIA chiedono inoltre che le OO.SS. riprendano a contrattare
positivamemente l'organizzazione del lavoro, abbandonando pratiche di monetizzazione del
rischio che ne hanno contraddistinto la
pratica negli ultimi 20 anni ed in particolare che non vengano più firmati accordi con la
controparte padronale che confliggano con la legislazione sulla sicurezza e con i principi
generali dell'OMS e dell'Agenzia Europea sulla Salute e Sicurezza del Lavoro. MEDICINA DEMOCRATICA E IL FORUM SOCIALE SULLA SALUTE DI
MILANO E LOMBARDIA SI BATTONO PER LA CREAZIONE NEI PROSSIMI MESI DI
UN FORUM SOCIALE EUROPEO PERMANENTE SULLA SALUTE E
SICUREZZA DEL LAVORO, CHE SIA RAPPRESENTATIVO DELL'INTERA EUROPA E PARTE INTEGRANTE DEL PIU' GRANDE MOVIMENTO MONDIALE
CHE SI BATTE PER L ' USCITA DAL
LIBERISMO E PER UN LAVORO CHE SIA ADATTATO ALLE POSSIBILITA' E CAPACITA' DI OGNI INDIVIDUO |