NO
ai licenziamenti

 

 

 

 

PER I 16.000 EX LSU ATA DELLE COOPERATIVE

 

Le cooperative di pulizia facenti capo ai Consorzi di cooperative che nel 2001 avevano “stabilizzato” 16.000 LSU, con la esternalizzazione del servizio di pulizia nelle scuole voluta da Cgil Cisl e Uil e governo di centro-sinistra, hanno formalmente avviato le procedure di legge per il LICENZIAMENTO COLLETTIVO DI TUTTI GLI ADDETTI. La Legge Finanziaria, ormai approvata alla Camera dei Deputati (ed in esame in questi giorni al senato), infatti, non ha previsto le risorse necessarie alla continuazione degli appalti, che pure in base alla Convenzione del 2001 sono assegnati alle imprese per 5 anni . Tra l’altro la legge, per questi lavoratori, prevede solo l’iscrizione nelle liste di mobilità senza percepire l’indennità.

Se le altre organizzazioni sindacali hanno finora taciuto su quanto stava avvenendo, a volte addirittura mentendo ai lavoratori, lo stesso non è avvenuto per il S.in.Cobas e per il sindacalismo di base, che aveva già allertato i lavoratori in occasione dello sciopero generale del 18 ottobre e che aveva proclamato lo sciopero nazionale del settore per il 31 di ottobre. Del resto sappiamo qual è il perverso intreccio di interessi che sta dietro l’esternalizzazione delle pulizie nelle scuole e le cooperative, contro cui ci siamo fermamente battuti chiedendo il riconoscimento del lavoro svolto e l’assorbimento nell’amministrazione scolastica.

Oggi i lavoratori e le lavoratrici, in particolare nel sud d’Italia, devono dunque dimostrare al Governo che non ci si può sbarazzare così facilmente di loro, dopo che sono stati impiegati a nero per anni nella amministrazione scolastica. I lavoratori della Fiat, dopo aver seguito per anni consigli sbagliati, oggi lottano. Gli ex LSU delle scuole devono fare altrettanto e devono farlo subito, prima che il Senato arrivi alla definitiva approvazione della Finanziaria. In questo momento è il governo (ed il parlamento) l’unico soggetto che può impedire i licenziamenti. E solo delle lotte consistenti possono smuovere il governo.

Oggi più che mai, dunque, le parole d’ordine devono esser quelle che per anni sono state espresse dai lavoratori:

 

-          GARANTIRE L’INSERIMENTO IN FINANZIARIA DEI FONDI NECESSARI A EVITARE I LICENZIAMENTI

-          CON LA LOTTA PRETENDERE IL RICONOSCIMENTO

DEL LAVORO SVOLTO

- OTTENERE L’ASSUNZIONE NELLA SCUOLA

 

Solo così sarà possibile conquistare finalmente una stabilità

che superi la precarietà che da anni hanno caratterizzato

le condizioni di vita e di lavoro

 

PER ORGANIZZARE ASSEMBLEE ED INIZIATIVE

CONTATTARE LO 0775 – 210312 o 333-3874260

S.in.COBAS 
 

COMUNICATO STAMPA

 

CON LA FINANZIARIA

IN ARRIVO 16.000 LICENZIAMENTI AL SUD

NEL COMPARTO  SCUOLA

Per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti delle cooperative che svolgono la pulizia nelle scuole, le imprese hanno avviato le procedure per effettuare i licenziamenti collettivi. Infatti, col mancato inserimento in finanziaria dei fondi necessari alla prosecuzione degli appalti, il Ministero dell’Istruzione non ha risorse economiche per consentire il proseguimento delle attività, e questo nonostante l’assegnazione degli appalti fosse prevista fino al 30 giugno del 2006.

Da oltre un mese esprimiamo preoccupazione per le sorti di questi lavoratori e abbiamo già manifestato, con uno sciopero nazionale di categoria il 31/10 scorso. Cgil Cisl e Uil, e molte delle ditte – che finora avevano fatto finta di niente - ora si svegliano.

Si tratta di 16.000 ex LSU che per anni hanno svolto le mansioni di ATA nelle scuole e poi, a seguito di un accordo sindacale firmato da cgil, cisl, uil e governo, invece di essere assunti dal Ministero della Pubblica Istruzione in riconoscimento del lavoro effettivamente svolto, sono stati scaricati in cooperative che hanno stipulato un contratto di appalto per espletare la pulizia dei plessi scolastici.

La conseguenza è stata che queste migliaia di lavoratori e lavoratrici, collocati nella stragrande maggioranza nelle regioni del centro-sud, sono stati costretti ad accettare, pena la perdita del posto di lavoro, di vedersi ridimensionare la mansioni svolte da personale ATA ad operatore di imprese di pulizia, con orario di 30 ore settimanali ed una retribuzione di 610 euro mensili.

Il comparto delle imprese di pulimento per altro non è inserito tra i comparti che godono delle integrazioni salariali previste dalla legge 223 (Cigs e indennità di mobilità), e quindi questi lavoratori e lavoratrici verranno avviati alle liste separate di lavoratori collocati in mobilità senza alcuna forma di retribuzione o integrazione, in altre parole vengono gettati sul lastrico.

I lavoratori e le lavoratrici non ci stanno però e si preannuncia una raffica di assemblee e scioperi in tutti il centro-sud con l’obiettivo di respingere i licenziamenti, di denunciare il ruolo nefasto svolto da cgil, cisl e uil che per favorire le cooperative e le privatizzazioni hanno condannato 16.000 lavoratori e lavoratrici prima al ridimensionamento delle mansioni svolte e poi al licenziamento, contravvenendo anche a quanto previsto dal decreto legislativo 468/98 che indicava il lavoro svolto in qualità di LSU come un passaggio transitorio dallo stato di disoccupato ad un lavoro certo, dignitoso e sicuro.

Gli ex LSU-ATA, non rinunciano all’obiettivo di essere assunti in pianta organica nella scuola, intrecciando così la loro lotta per il posto di lavoro con la necessità di contrastare il processo di privatizzazione delle scuola e di esternalizzazione dei servizi. Preannunciano lo stato di agitazione permanente che deve condurre innanzitutto a garantire che nessun lavoratore sia spedito a casa ed inoltre che si proceda verso l’assunzione nella pubblica amministrazione

 

19/11/2002

 

Per il S.in.Cobas

Bruno Ciccaglione

Info 333-3874260