La finanziaria 2003 premia con il condono le
imprese e gli evasori fiscali e penalizza ancora le lavoratrici e i lavoratori dipendenti
colpendo i servizi attraverso la riduzione della spesa pubblica e il blocco delle
assunzioni.
Dopo i sacrifici per entrare nellEuropa di Schengen e del Patto di Stabilità ora ci
chiedono quelli per restarci offrendoci rinnovi contrattuali che non
recuperano nemmeno linflazione rilevata dallIstat, oltre alla beffa
dellinvito presidenziale a spendere di più.
In parlamento si discute la legge delega sul lavoro che, proseguendo lopera dei
precedenti governi, stravolge ulteriormente il diritto del lavoro e prepara per tutti
(dipendenti pubblici e privati) un futuro fatto di precarietà, di lavoro a chiamata,
intermittente, schiavistico.
Un governo schierato con le politiche guerrafondaie di Bush e Blair vuole trascinarci in
un altra delle sue infinite guerre, con le conseguenze che ben conosciamo: al popolo
irakeno bombe, ai lavoratori e pensionati italiani ulteriori sacrifici per pagare le
bombe.
VENERDI 18 OTTOBRE
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE
dellintera giornata
Bisogna lottare con obiettivi chiari e
convincenti sia per chi il lavoro già ce lha sia per chi non lha mai avuto,
per chi ancora lo sta cercando o ne ha uno precario, per chi ha una pensione da fame, per
chi vuole una scuola pubblica libera e gratuita e una sanità che consideri la salute un
diritto primario universale, per chi ritiene scandaloso che i padroni prima prendano i
finanziamenti dallo Stato e poi licenzino lavoratrici e lavoratori; per chi ritiene che la
vera riforma del fisco non sarà quella che cambia le detrazioni in deduzioni senza
cambiare il risultato finale nelle nostre buste paga, ma quella che farà finalmente
pagare le tasse e i contributi previdenziali alle migliaia di benestanti evasori fiscali
che popolano questo paese.
La politica concertativa praticata in questi anni da Cgil,Cisl,Uil e sindacati autonomi ci
ha portati a questa situazione, facendoci perdere salario e diritti: è con questa
politica che bisogna farla finita e non solo perché al Governo cè Berlusconi.
Cisl, Uil e sindacati autonomi, a modo loro, ne hanno tratto le estreme conseguenze,
imboccando la via del neocorporatrivismo e trasformandosi in organizzazioni collaterali
del Governo. Il Patto per lItalia avvia labolizione dellart. 18 dello
Statuto dei lavoratori, estende la precarizzazione dei rapporti di lavoro rendendo sempre
più improbabile il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Un grave
passo in avanti nel processo di riduzione del lavoro a semplice merce e di cancellazione
dei diritti sociali.
La Cgil non ha firmato il Patto per lItalia e dichiara lo sciopero generale,
invocando il pronunciamento delle lavoratrici e dei lavoratori, ma ripropone nelle
contrattazioni di categoria e decentrate la solita minestra. Firma protocolli,
senza consultazione alcuna dei diretti interessati, come quello nel Pubblico Impiego di
alcuni mesi fa che non recupera nemmeno linflazione corrente. Firma, insieme a Cisl
e Uil, Patti con Formigoni e Albertini in Lombardia e si oppone al referendum
per lestensione dellart.18 a tutti e tutte.
Occorre rompere definitivamente con la concertazione, per ricostruire una piattaforma
sociale realmente alternativa. Questa è lunica maniera per battere questo
Governo e dare una prospettiva alle grandi mobilitazioni di questo anno.
Il S.in.Cobas e tutto il sindacalismo di base hanno proclamato lo sciopero generale nella
stessa giornata della Cgil per costruire la massima unità contro laggressione ai
nostri diritti, ma invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi su obiettivi
chiari, fuori dalle ambiguità:
-CONTRO LA GUERRA, con o senza Onu
-Contro la finanziaria che taglia altre migliaia di posti di lavoro
-Per consistenti aumenti salariali in paga base nei contratti. Salari europei per tutti
-Per il ripristino di un meccanismo automatico di recupero dellinflazione reale che
unifichi le rivendicazioni contrattuali dei dipendenti pubblici e privati
-Contro la precarietà del lavoro e le differenziazioni salariali a parità di lavoro
-Contro la schiavitù imposta dalla legge Bossi-Fini e dalla sanatoria
che consegnano ai padroni il potere di decidere sui permessi di soggiorno
-Per la difesa del diritto di sciopero e lestensione delle libertà sindacali nei
luoghi di lavoro
DIRITTI UGUALI
PER TUTTI E TUTTE A PARTIRE DALL'ESTENSIONE DELLART. 18
Invitiamo perciò lavoratrici e lavoratori, stabili e precari, nativi e migranti,
disoccupati e studenti, i movimenti e le associazioni della società civile a fermare il
paese nella giornata del 18, generalizzando realmente lo sciopero sul territorio e
costruendo dal basso lunità del mondo del lavoro e del non-lavoro.
Per dare una forte risposta a Governo e Confindustria ma per dare anche un chiaro segnale
che della concertazione fatta in questi anni da Cgil, Cisl, Uil ne abbiamo piene le
scatole e vuoti i portafogli invitiamo tutti e tutte a partecipare allo sciopero e alle
MANIFESTAZIONI insieme al sindacalismo di base
Milano, 3 ottobre 2002
Per informazioni sulle manifestazioni e materiale, rivolgiti alla sede S.in.Cobas di
Brescia
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