LETTERA APERTA

ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DEI BENI CULTURALI

Ora non ci sono più alibi!

F Rinnovo dei contratti

Le cifre fornite dall’ISTAT in riferimento al tasso d’inflazione (2,3%) e dal governo rispetto al tasso d’inflazione programmata (1,4%) in base al quale andrebbero rinnovati i contratti, sono completamente fuori dalla realtà!

L’inflazione reale si attesta attorno al 4% e questo per una famiglia di lavoratori con reddito medio-basso significa che l’aumento del costo della vita si colloca intorno all’8-10%.

La RdB invita ancora una volta, dopo averlo già fatto nella riunione all’Aran del 3 settembre u.s., Cgil, Cisl e Uil a disdire il Protocollo d’intesa del 4 febbraio u.s. e ad assumere una posizione chiara in riferimento all’attuale rinnovo contrattuale, dovendo necessariamente tener presenti questi dati:

  • Deve essere completamente recuperato lo scarto tra inflazione programmata e inflazione reale: pertanto l’aumento del 5,56% previsto nel citato Protocollo D’intesa del 4 febbraio non è assolutamente sufficiente. Devono essere reperite risorse economiche aggiuntive sufficienti a garantire un SALARIO EUROPEO slegato da criteri meritocratici e produttivistici;
  • A fronte di una perdita media del potere d’acquisto nel decennio 1990- 2000 della retribuzione di un dipendente pubblico (dati ISTAT, al ribasso) di 8 milioni annui di vecchie lire, si rende necessaria, come parziale recupero, l’istituzione di una 14^ mensilità.

F Privatizzazione dei Beni Culturali

A parte qualche timida critica di Cgil, Cisl, Uil in riferimento alla c.d. Legge Salva deficit che intende far cassa attraverso la vendita dei beni immobili facenti parte del patrimonio dello Stato, anche quelli di particolare valore artistico e storico, nulla dicono i tre sindacati confederali in riferimento all’art. 33 della Finanziaria che apre la strada alla totale privatizzazione dei Beni Culturali.

Nei prossimi giorni si apre il confronto sul Regolamento attuativo dell’art. 33 a firma del Ministro Urbani dove non è prevista alcuna tutela per i lavoratori del settore.

Nel ribadire la propria totale contrarietà ad ogni ipotesi di privatizzazione del Ministero Beni e Attività Culturali, la RdB invita Cgil, Cisl e Uil ad uscire allo scoperto e a non sottoscrivere accordi che non prevedano il mantenimento di ogni singolo posto di lavoro nonché i diritti contrattuali e sindacali acquisiti.

 

SU QUESTI TEMI L’RdB LANCIA UN APPELLO PER COSTRUIRE, IN BREVE TEMPO, UNA FORTE MOBILITAZIONE NAZIONALE

Settembre 2002

RdB Coordinamento Nazionale Beni Culturali

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