Roma, 11 settembre 2002

A tutte le strutture

Loro sedi

 

Oggetto: Incontro governo-parti sociali - 10.9.02

Care/i compagne/i,

si è svolto ieri l'incontro tra il Ministero del Welfare, rappresentato dai sottosegretari Sacconi e Sistini e l'ormai tradizionale lungo elenco di parti sociali, convocato per discutere i "temi delle politiche sociali".

In quella sede è stata formalizzata l'intenzione del governo di presentare un libro bianco, inteso come "strumento di dialogo sociale", entro Natale, allo scopo di effettuare una ricognizione complessiva sullo stato sociale e una analisi della spesa corrente e della sua riqualificazione. Le linee strategiche riguarderanno la definizione, a livello nazionale, dei livelli essenziali di assistenza per la gestione del fondo sociale; il perseguimento di politiche di sostegno alla famiglia, utilizzando sia la leva fiscale sia i servizi (per esempio nidi per l'infanzia); le politiche sull'handicap; il contrasto alle povertà; il monitoraggio e la verifica della spesa sociale (nazionale, regionale, comunale, dei privati, delle fondazioni, delle donazioni, ecc.).

Il tavolo di confronto di ieri con le parti sociali è il primo di altri due, che coinvolgeranno uno le Regioni, i Comuni, le Province e l'altro il Terzo Settore.

Da parte del governo si è molto insistito sul fatto che la discussione che si è aperta non avrà alcun riflesso sulla politica di bilancio della prossima Finanziaria.

E' risultato, quindi, evidente che si era in presenza di una pura discussione accademica totalmente scissa da scelte di politica di bilancio che il governo compirà con la Finanziaria. Dal che è apparso chiaro essere in presenza di una ennesima mossa propagandistica del governo che, mentre nella Finanziaria affronterà con taglio negativo i singoli capitoli della spesa assistenziale, farà credere di procedere verso chissà quali traguardi di miglioramento dell'assistenza nel nostro paese.

Per parte nostra, prendendo atto della volontà del governo di definire una propria strategia su un terreno così importante nella vita di milioni di persone e riservandoci di esprimere il nostro giudizio quando tale strategia ci verrà formalmente esplicitata, in quella sede non potevamo che evidenziare di essere in presenza di un puro elenco di temi che compongono da sempre la spesa sociale. Il punto vero è che non c'è alcun raccordo tra la discussione che ci viene e ci verrà proposta e quello che effettivamente il governo scriverà nella prossima Finanziaria e che ha già scritto nella delega fiscale. La delega, infatti, cambiando il sistema fiscale con le due aliquote e sostituendo le detrazioni con un sistema di deduzioni per le quali non definisce alcun criterio ispiratore, ridisegnerà il reddito delle famiglie secondo un quadro che ancora non è dato sapere. L'abbassamento della pressione fiscale inciderà poi negativamente sulle disponibilità in materia di spesa assistenziale.

Per non parlare, poi, del tema della quantità di risorse disponibili per la spesa sociale. Il governo ancora ieri ha affermato di non voler abbassare la quantità della spesa stessa. Come sappiamo, però, essa si ridurrà in quanto il Patto per l'Italia fa riferimento alla spesa del 2001 che, come è noto, è inferiore a quella che si realizzerà nel 2002.

L'incontro, quindi, si è dimostrato totalmente inutile e con molti elementi di ambiguità, non solo per quanto già detto ma anche in riferimento alle poche battute che i sottosegretari hanno riservato all'illustrazione dei singoli capitoli, in quanto si è colta una volontà di rendere sempre più forte la presenza del privato e del privato sociale nel settore e una idea di "rivisitare" o mettere in discussione importanti conquiste come il reddito minimo di inserimento (abolendolo come già hanno deciso e lasciando quindi, l'Italia insieme alla Grecia unici paesi dell'UE che non hanno una politica universale di contrasto alla povertà) o politiche relative all'handicap.

Fraterni saluti

 

La Responsabile del Dipartimento

Gloria Malaspina