CUB Scuola


GRADUATORIE PRECARI
 VI È DEL METODO IN QUESTA FOLLIA

L’anno scolastico comincia all’insegna della confusione: le graduatorie permanenti sono viziate da gravi scorrettezze, centinaia di colleghi ricorrono contro i criteri adottati dal Ministero dell’istruzione Università e Ricerca (MIUR) per attribuire il punteggio, l’ineffabile Letizia Moratti garantisce che non vi sono problemi.

Riassumiamo di seguito quello che è avvenuto per quel che riguarda le graduatorie permanenti ed i pronunciamenti della giustizia amministrativa per favorire un’esatta comprensione delle questioni.

a)  D.M n°11 del 12 febbraio 2002, vengono aggiornate le graduatorie permanenti. Il Decreto prevede che a chi ha frequentato le Scuole di Specializzazione all’Insegnamento nelle Secondarie siano attribuiti trenta punti aggiuntivi per la specializzazione e sia valutato anche l’eventuale servizio di insegnamento prestato contemporaneamente all’iscrizione e alla frequenza.

b)  28 maqgio 2002 il TAR Lazio decide.  Contro il Decreto, nella parte in cui prevede il riconoscimento del servizio, il TAR Lazio accoglie i ricorsi e si pronuncia considerando legittimi i 30 punti aggiuntivi ma annullando il Decreto n°11 nella parte in cui “non esplicitano il divieto di cumulare il punteggio aggiuntivo, con la valutazione del servizio di insegnamento eventualmente reso contemporaneamente alla frequenza del corso” e, aggiunge la sentenza, “per tutta la durata di iscrizione e frequenza del corso SSIS l’eventuale servizio svolto presso scuole pubbliche e private ha valore di esercitazione pratica e di tirocinio obbligatorio non cumulabile con il punteggio aggiuntivo”.

c)  14 giugno 2002 il MIUR si adegua. Con la CM n° 69 il MIUR da attuazione alla sentenza del TAR mediante rettifica delle graduatorie ma aggiunge che “la detrazione dovrà essere effettuata solo se risultino valutati servizi prestati contemporaneamente alla frequenza dei corsi e limitatamente alle graduatorie in cui l’aspirante abbia beneficiato dell’attribuzione dei 30 punti”. E’ evidente che in questo modo non si applica la sentenza e si determinano nuove disparità.

d)  31 luglio 2002, il TAR Umbria si pronuncia con un’ordinanza di sospensiva accogliendo i ricorsi.

e)  21 agosto 2002  TAR Lazio si esprime sulla circolare n. 69/2002 denunciandone l’illegittimità ed il carattere di evidente aggiramento della sua precedente sentenza.

Qual’è, in parole povere, la partita che gioca il MIUR?

1. effettua un secco taglio dell’organico: dove sono le 30.000 immissioni in ruolo previste per quest’anno scolastico? Non riconosce ai colleghi precari, che hanno prestato servizio per diversi anni e superato un concorso, l’elementare diritto all’immissione in ruolo
2. trasforma il percorso al quale ha sottoposto i precari nella salita su di una scala mobile che scorre verso il basso e riconosce al servizio prestato nelle scuole private una validità pari a quello prestato nella scuola pubblica
3. si presenta come l’avvocato dei colleghi che hanno ottenuto la specializzazione nelle SSIS garantendo loro un punteggio seccamente maggiore rispetto ai precari abilitatisi mediante i concorsi ordinari
4. prosegue su questa strada nonostante le pronunce in senso contrario della magistratura e ricorre a mezzucci quali quelli che prospetta la circolare n. 69/2002.08.24
Siamo, insomma, di fronte ad una tecnica tanto vecchia quanto pericolosa, quella di opporre i lavoratori fra di loro al fine di occultare le vere responsabilità delle difficoltà nelle quali versa la scuola pubblica.
È, di conseguenza, necessario riprendere l’iniziativa per la difesa dei diritti dei colleghi precari a tutti i livelli:
1. con la denuncia delle gravi scorrettezze dell’amministrazione a livello legale. Va imposto che il riconoscimento dei diritti dei precari non sia riservato solo a coloro che hanno, giustamente, fatto ricorso ma a tutti i colleghi colpiti dalla circolare scellerata
2. ponendo al centro della vertanza contrattuale in corso la questione dell’organico. Oggi vi sono decine di migliaia di posti di lavoro in organico coperti da colleghi precari che hanno pienamente maturato il diritto all’immissione in ruolo. La pratica di prolongare oltre misura la condizione precaria serve all’amministrazione per tagliare le retribuzioni e avere una quota di personale facile da espellere alla bisogna .Si tratta di una situazione intollerabile
3. rifiutando a livello di singola scuola ogni forma di prolungamento dell’orario contrattuale. È inaccettabile che passi il principio secondo il quale l’unico modo di aumentare la retribuzione consite nel prolungare l’orario dei colleghi con gli effetti negativi che ben conosciamo sulla qualità del servizio. Abbiamo diritto ad aumenti retributivi reali in paga base, aumenti che ci vengono negati sia dall’acccordo fra governo e CGIL-CISL-UIL del febbraio scorso che dal rinvio della definizione del contratto stesso.

La CUB Scuola chiede a tutti i colleghi di impegnarsi, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico perchè i collegi docenti si esprimano nel merito della situazione, per organizzare assemblee e preparare adeguate forme di mobilitazione.

25 agosto 2002