ASSEMBLEA GENERALE DELLE RSU DEL COMUNE DI ROMA:
LE RSU CAPITOLINE SI SPACCANO SU UNA MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO ASSEMBLEARE RSU DI BASE E SOSTENUTA DALLE RSU DELLA CGIL, AVENTE AD OGGETTO IL “PATTO PER L’ITALIA”

Oggetto della contesa, una mozione presentata dal Gruppo Assembleare RSU di Base, composto dai componenti RSU eletti nelle liste dell’USI AIT Enti Locali, dell’Asbel/CNL e delle RdB. La mozione conteneva una valutazione dell’accordo definito “Patto per l’Italia” e l’assunzione dell’impegno, da parte della RSU del Comune di Roma, di organizzare un giro di assemblee tra i lavoratori e un referendum consultivo da tenersi entro il mese di ottobre 2002.
La mozione è stata sostenuta anche dai componenti RSU appartenenti alla CGIL. Il tema di estrema attualità è stato però ritenuto non coerente con l’ordine dei lavori dell’assemblea, nonostante il regolamento della RSU preveda la possibilità di presentare mozioni che integrino l’ordine del giorno. In particolare, il contenuto della mozione non è stato affatto gradito dai componenti RSU appartenenti alle sigle CISL, UIL  e CSA/CISAL, che hanno tramato fino al punto di stralciare dall’ordine dei lavori assembleari anche la semplice presentazione della mozione. La questione si è risolta con un atto d’imperio da parte del “coordinatore” della RSU (appartenente alla CISL), il quale ha poco democraticamente deciso di rinviare a settembre la discussione in merito al “Patto per l’Italia”.
I fatti descritti non necessitano di troppi commenti: il fronte sindacale che ha sottoscritto il patto ha riportato in seno all’assemblea della RSU del Comune di Roma la strategia di rimozione politica attuata a livello nazionale. L’unico atteggiamento possibile è una decisa azione di censura nei confronti di chi dissente, allo scopo di escludere la base dei lavoratori da un serio dibattito che evidenzierebbe i tanti lati oscuri e scabrosi di un accordo scellerato.
L’assemblea RSU del Comune di Roma, che riunisce ben 180 componenti, si configura sempre di più come un organismo esautorato e posto ai margini del sistema di relazioni sindacali vigente presso l’ente locale più grande d’Italia.
   
Roma 25 luglio 2002

Si allega la mozione proposta all’Assemblea Generale RSU nel corso della seduta del 24/07/02

MOZIONE PROPOSTA ALL’ASSEMBLEA GENERALE RSU DEL 24 LUGLIO 2002

L’accordo noto come “Patto per l’Italia”, firmato il 5 luglio dal Governo e dalle parti sociali, tocca questioni fondamentali per la vita di milioni di lavoratori: fisco, welfare, diritti della persona. E’ un accordo arrivato dopo mesi di lotte e contestazioni, culminate nel grandioso sciopero generale del 16 aprile.
L’Assemblea Generale della RSU del Comune di Roma, prendendo atto della spaccatura in seno ai vertici sindacali, ritiene anzitutto necessario segnalare che su questioni di tale rilevanza è indispensabile che siano chiamati a partecipare e pronunciarsi tutti i lavoratori, attraverso lo svolgimento di assemblee unitarie, fino al referendum consultivo. Questo è un aspetto non solo formale, ma sostanziale dell’accordo, rispetto a cui i lavoratori possono misurare gli effettivi livelli della democrazia sindacale.
Nel merito dell’accordo l’Assemblea rileva i seguenti elementi di debolezza:
? Il Governo assume degli impegni, di fronte alle parti sociali, generici, senza che siano stanziate le risorse necessarie
? Le detassazioni promesse per i ceti medio-bassi sono da una parte in continuità con le previsioni dei precedenti governi, dall’altra nascondono la sproporzione tra queste detassazioni e gli sconti e benefici fiscali già accordati a imprenditori e ceti medio-alti, fino all’ipotesi di riduzione del prelievo fiscale a due sole aliquote
? I programmi di investimento per il mezzogiorno si basano su progetti di grandi opere (come il ponte sullo stretto di Messina) dai costi spropositati, mentre in questi giorni si assiste allo stato di dissesto di servizi primari come quello idrico o del trasporto ferroviario
? Viene aperta la strada alla trasformazione assai pericolosa dei soggetti sindacali in enti gestori (nei campi dell’occupazione, sanità, previdenza)

A conclusione, “in cambio” di tutto questo, le parti sociali mettono una ipoteca sui diritti della persona, attraverso la deroga all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Un pericoloso grimaldello sul sistema dei diritti e tutele dei lavoratori conquistati in decenni di lotte, messo in mano ad un padronato che dimostra ogni giorno di più il suo interesse ad avere mano libera nell’utilizzo della manodopera, senza più vincoli di alcuna natura.

L’Assemblea Generale della R.S.U. si impegna ad avviare dal mese di settembre la consultazione dei lavoratori attraverso assemblee decentrate e centrali e a realizzare, entro il mese di ottobre, un referendum consultivo sul Patto per l’Italia.

La presente mozione viene inviata alle segreterie nazionali di tutti i sindacati.