Respingiamo le privatizzazioni, il Patto per lItalia e chi
le ha sottoscritte
Si rafforzano le indennità di disoccupazione per i primi sei mesi ma dopo un anno o al massimo due il lavoratore viene gettato sul lastrico colpendo soprattutto i\le meno giovani. La formazione rende felici società e cooperative ma non offre garanzie occupazionali, si estende letà scolastica con una scuola sempre meno pubblica e formativa per favorire invece la vendita della merce- istruzione secondo canoni aziendali Si favoriscono sostegni per il reinserimento lavorativo di natura privata e senza alcuna garanzia da parte dello Stato. Nuovi incentivi e contributi alle imprese senza un loro reinvestimento per ammodernare la produzione, o per favorire investimenti in ricerca con positive ricadute occupazionali E falso dire che questo Patto non modifica in alcun modo le tutele e le dichiarazioni rese dopo la firma, da parte di alcuni ministri rendono lo scenario ancora più preoccupante Questo Patto viene firmato dalla Cna, da Confesercenti e dalla Lega delle Cooperative che confermano una volta per tutte la loro opzione liberista. Non dimentichiamo che Cna e Lega coop sono sostengono lUlivo. Le dichiarazioni del Ministro Marzano e di insigni giuristi
di diritto del lavoro confermano la natura non temporanea ma definitiva della deroga allart
18, un piccolo assaggio in attesa del disegno complessivo contenuto dalle leggi Delega,
approvate le quali si metterà mano al Welfare e alle Pensioni Non si ferma il Patto senza estendere alle aziende piccole lart 18 e le garanzie contro i licenziamenti arbitrari, non si combatte il precariato senza opporsi ai processi di privatizzazione portati avanti dalle Amministrazioni locali.
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