"La
Filcams non firmerà con Coop Estense alcun accordo sul doppio regime salariale". I
dirigenti della federazione di categoria Cgil di Modena, Ferrara e dell'Emilia-Romagna non
hanno tentennamenti. Il giorno dopo lo sciopero proclamato in Coop Estense dalla sola Cgil
(sabato 29 giugno), la Filcams ha un motivo in più per sostenere le proprie posizioni: la
larga adesione dei lavoratori all'azione di protesta, nonostante le pressioni esercitate
dall'azienda per contenerne al massimo gli effetti. Lo sciopero ha coinvolto mediamente il
70-80 per cento dei dipendenti: chiusi molti negozi medio-piccoli della rete, enormi i
disservizi negli ipermercati, dove i banchi normalmente assistiti dal personale sono
risultati pressoché sguarniti, mentre i lavoratori in corteo manifestavano all'interno e
davanti ai centri commerciali. Coop Estense ha risposto concentrando capinegozio,
capireparto e personale amministrativo per tenere aperte le attività dove poteva,
tamponando i buchi con il massimo utilizzo delle figure variamente "atipiche",
schierando guardie giurate e polizia nei contropicchetti.
Coop Estense conta in Emilia-Romagna 3.700 dipendenti, distribuiti in cinque ipermercati
(due a Modena, uno a Mirandola, sempre nel Modenese, due a Ferrara) e in una vasta rete di
supermercati piccoli e medi; in Puglia conta 1.200 dipendenti in diversi ipermercati
gestiti da società controllate, ai quali viene applicato il solo contratto nazionale. Il
contratto integrativo, valido per l'Emilia-Romagna, è scaduto il 31 dicembre '99. Al
momento della discussione per il rinnovo, i sindacati si trovano di fronte alla richiesta
della cooperativa d'unificazione con l'area pugliese e di superamento delle società
controllate. La soluzione proposta dall'azienda punta a un contratto unico, accompagnato
però dall'eliminazione per tutti i nuovi assunti del premio aziendale fisso (una quota di
circa 200.000 lire mensili, contrattata antecedentemente l'entrata in vigore dell'accordo
del 23 luglio): quella, a giudizio della dirigenza, è la condizione necessaria per lo
sviluppo della coop e per ulteriori assunzioni in Puglia. I sindacati non ci stanno.
"Senza quel premio aziendale fisso - spiega Dino Bonazza, segretario generale Filcams
regionale - il salario di fatto resta decurtato in modo significativo e, soprattutto, si
viene a creare un'inaccettabile disparità di trattamento a svantaggio dei giovani, che
già fanno i conti con un'occupazione generalmente part time e a tempo determinato".
La vertenza attraversa una lunga fase di stallo, mentre si manifestano differenze con Cisl
e Uil in Emilia-Romagna e difficoltà nel rapporto con i sindacati della Puglia: ma il no
al doppio regime resta fermo. All'inizio di giugno Filcams, Fisascat e Uiltucs, di fronte
alla rigidità di Coop Estense su quel punto, abbandonano il tavolo di trattativa e
proclamano uno sciopero unitario di otto ore per il 29 giugno. L'azienda però riesce a
rompere il fronte unitario con la successiva proposta di concedere ai nuovi assunti di
Modena e Ferrara una quota di salario variabile legata agli indici di redditività: alla
Cgil non basta, perché il doppio regime rimane, mentre Cisl e Uil si dichiarano
disponibili e si "sfilano" dall'azione di lotta. Intanto, il clima si
surriscalda, fra comunicati sindacali e controcomunicati dell'azienda, che attacca
pesantemente la Cgil e cerca di dividere i lavoratori. Un'ottantina di quadri e direttivi
della cooperativa, con tessera Cgil, rende nota (il 27 giugno) una lettera di
dissociazione dalle posizioni Filcams, annunciando di sospendere l'adesione al sindacato.
Ma la vertenza richiama altri pronunciamenti importanti: lo stesso Cofferati, presente a
Ferrara per altre iniziative, in un incontro con i lavoratori della coop li sollecita a
"contrastare con fermezza la logica della discriminazione tra chi lavora e i nuovi
assunti, perseguita da aziende che imitano gli orientamenti del governo". Risponde
offeso, in un'intervista, il presidente nazionale di Legacoop Ivano Barberini, che vuole
distinguersi dal governo, ma ne approfitta per dire che "l'articolo 18 non è né un
totem, né un tabù". Il botta e risposta prosegue con una nota a firma di Ivano
Corraini e Carla Cantone (rispettivamente, numero uno della Filcams nazionale e segretaria
confederale della Cgil nazionale), che sostengono la battaglia della Filcams e definiscono
"pericolosi e miopi" gli atteggiamenti del gruppo dirigente di Coop Estense.
Si arriva così allo sciopero della Cgil. Chi è andato a far la spesa quel sabato, in
qualunque punto della rete di Coop Estense, si è imbattuto in un manifesto dell'azienda
contro lo sciopero e contro la Filcams, accusata d'ostacolare lo sviluppo della
cooperativa e dell'occupazione al Sud, di mettere in pericolo il futuro dei lavoratori,
padri e figli, di favorire il settore privato. Ma non è finita: dopo lo sciopero, segue
lettera a tutti i dipendenti da parte del presidente della cooperativa Mario Zucchelli,
che rende onore a chi non ha scioperato, dimostrando in tal modo maturità e autonomia di
scelta, qualità umane che sono anche "indice d'intelligenza e di capacità
professionali in grado di fare avanzare la cooperativa nel sempre più difficile confronto
con il mercato". Ma il presidente non si limita a questo: ringrazia anche chi ha
scioperato, ma non ha partecipato alle proteste, "cortei inutilmente rumorosi e
offensivi verso i colleghi".
Dopo lo sciopero e la lettera di Zucchelli, la Filcams ha presentato il 4 luglio un
documento in cui invita il gruppo dirigente Coop Estense "a moderare i toni e a
frenare reazioni scomposte", dichiarando nel contempo la propria disponibilità a
sedersi nuovamente al tavolo delle trattative e puntualizzando ancora un volta le proprie
posizioni, ovvero: premio aziendale anche per i nuovi assunti a Modena e a Ferrara;
salario perequativo per i dipendenti pugliesi, con criteri certi e assorbibile nel tempo;
salario variabile unico per Emilia e Puglia legato a parametri di redditività e
produttività; no a quote di salario variabile legate al merito individuale. "I
motivi di preoccupazione sono molti - osserva Valter Sgargi, della segreteria Filcams
regionale -, compreso il rischio di un accordo separato. Noi continuiamo a essere convinti
delle nostre ragioni: crediamo nella pari dignità tra lavoratori che svolgono le stesse
mansioni fianco a fianco e pretendiamo il rispetto dei diritti contrattuali anche per i
giovani nuovi assunti. Cose che non dovrebbero mancare nella carta d'identità del
movimento cooperativo".
(Rassegna sindacale, n. 27, luglio 2002) |