DOCUMENTO CONCLUSIVO

Il C.D. della CGIL, riunito a Roma nei giorni 11 e 12 giugno 2002, approva le seguenti deliberazioni.

Dopo le mobilitazioni dei mesi scorsi, in cui si è manifestato uno straordinario e crescente consenso alle posizioni della CGIL e del Sindacato Confederale, il Governo ha riproposto alle parti sociali, nell’incontro dello scorso 31 maggio, un percorso di lavoro che, nel metodo e nel merito, conferma aggravandole le posizioni contro cui si sono espresse le lotte dei lavoratori dallo scorso mese di dicembre in poi:

- la volontà di limitare gravemente la  tutela reale contro i licenziamenti individuali ingiustificati;
- la manomissione del sistema di norme poste a garanzia delle persone, in particolare delle giovani generazioni, nel mercato del lavoro;
- l’introduzione del doppio regime contributivo  in tema di previdenza, iniquo per le persone, devastante per l’equilibrio del sistema;
- un progetto di riforma fiscale a tutto beneficio dei redditi più alti e incompatibile con la salvaguardia e la qualificazione dello stato sociale e con la tutela del potere di acquisto di salari e pensioni.

Per di più,  in quella sede, il Governo ha negato ogni disponibilità ad avviare confronti di merito, come da noi richiesto, sui temi della formazione, della scuola, della sanità, né ha fornito risposta alle incertezze che gravano sulla spesa previdenziale nella prospettiva   della prossima legge finanziaria.

Per questi motivi, di metodo e di merito, in coerenza con le ragioni che hanno motivato il consenso dei lavoratori e delle lavoratrici alle mobilitazioni delle scorse settimane, il C.D. condivide la scelta compiuta dalla  segreteria confederale di non aderire al verbale di  intesa proposto dal Governo e condiviso da tutte le altre rappresentanze sindacali e datoriali, e condivide la decisione  di non partecipare ai successivi confronti in tema di politiche per il lavoro in quanto l’avvio di quel tavolo di confronto implica esplicitamente l’accettazione da parte dei partecipanti della ipotesi di modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

L’andamento delle successive sessioni di confronto in tema di fisco, Mezzogiorno e lotta al lavoro nero rafforza ulteriormente la nostra contrarietà alle strategie di politica economica e sociale perseguite dal Governo; ne conferma l’ispirazione liberista e i tratti di iniquità sociale; per di più si ipotizza un grave stravolgimento della funzione delle rappresentanze sociali proponendone il diretto coinvolgimento in funzioni improprie di carattere istituzionale, come il controllo del territorio per la  repressione dell’economia sommersa e la diretta gestione del rapporto fra domanda e offerta nel mercato del lavoro.

Il C.D. valuta particolarmente grave e preoccupante l’assenza di ogni impegno, da parte del Governo, a fronte dell’aggravamento della situazione della nostra economia; e la mancanza di ogni idea di politica industriale, pur a fronte della gravissima crisi di strategie e di prospettive che travaglia il maggior gruppo industriale italiano.

Lo scarto clamoroso fra gli enfatici annunci e i dati reali della congiuntura testimonia del fallimento della azione di Governo: crescono debito e deficit, la spesa è fuori controllo, la crescita del Pil  è metà di quella attesa, non vi è traccia di interventi di sostegno alla domanda interna e agli investimenti, l’occupazione cresce esclusivamente in funzione della flessibilità.Anche i moniti che provengono dalla U.E sono accolti dal Governo con preoccupante indifferenza.

In tale contesto il C.D. condivide e valuta pienamente motivate le decisioni di lotta adottate dalla Segreteria Confederale (6 ore di sciopero generale – 4 più 2 -   da effettuarsi entro il mese di luglio con articolazione regionale) e proclama una ulteriore giornata di sciopero generale da effettuarsi in relazione all’evolversi dell’iter legislativo di modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

A tal fine il C.D. conferisce alla Segreteria il mandato per definire date e modalità appropriate.

E’ indispensabile mantenere viva, con rigorosa coerenza, la nostra azione di contrasto contro ogni manomissione dei diritti fondamentali delle persone che lavorano e sostenere, nel contempo, le proposte della Cgil per l’estensione dei diritti e delle tutele.

Perciò, in continuità con le decisioni assunte nella precedente sessione del C.D. ( estensione dei diritti e delle tutele al lavoro parasubordinato, ammortizzatori sociali, procedure per la risoluzione del contenzioso), la Cgil sta elaborando una propria proposta per l’estensione dei diritti alle persone che lavorano  nelle imprese minori.

E’ indispensabile portare tali proposte alla più diffusa conoscenza di tutti i lavoratori e le lavoratrici per allargare il consenso alla nostra mobilitazione e predisporre le condizioni per una trasformazione di quelle proposte in progetti di legge di iniziativa popolare; in tal senso il C.D. chiama tutte le strutture della Cgil ad un impegno particolarmente assiduo e diffuso.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

 


ORDINE DEL GIORNO (approvato)

In merito all’iniziativa di “Referendum abrogativo dei limiti di applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori” il C.D della Cgil condivide le valutazioni già espresse dalla Segretaria Confederale con il  comunicato emanato in data 4 giugno 2002.
La Cgil proprio perché considera fondamentale e irrinunciabile l’estensione dei diritti a chi oggi non ne fruisce, ritiene indispensabile perseguire questo obiettivo attraverso iniziative propositive, attorno a cui costruire consenso, da sostenere con la mobilitazione sindacale.
Viceversa lo strumento referendario, per sua natura, meglio si presta al fine di abrogare norme inique che la maggioranza parlamentare approvi, nonostante la ferma opposizione del mondo del lavoro, tant’è che la Cgil si predispone ad una iniziativa referendaria abrogativa in caso di approvazione dell’annunciato intervento legislativo sull’art. 18 o di altra norma che intacchi i diritti fondamentali delle persone che lavorano.
In virtù di tali considerazioni il C.D. della Cgil non condivide  la richiesta di Referendum in corso e rivolge un fermo appello al Comitato Promotore e a quanti hanno finora espresso il loro sostegno a quella iniziativa affinché recedano dalla stessa e manifestino il loro sostegno al complesso delle iniziative che la Cgil sta predisponendo.

Voti a favore: 89

 

ORDINE DEL GIORNO (respinto)

 Il Comitato direttivo della Cgil nel riconfermare la giustezza delle lotte e delle iniziative per la difesa dell'articolo 18 della legge 300/70 - Statuto dei lavoratori - impegna l'insieme dell'organizzazione a sostegno della iniziativa referendaria tesa ad estendere i diritti previsti in materia di tutela dai licenziamenti senza giusta causa e di reintegro nel posto di lavoro.
 A questo fine si propone che nel bilancio sia aperta una voce, con un centro di costo specifico, destinato anche al sostegno economico della campagna referendaria.

Voti a favore: 2