Roma, 6 giugno 2002 A tutte le strutture
Loro sedi Prot. 2723/2002 Cod. 3211/8
Oggetto: Incontro Sindacati-Governo 5.6.02 su delega fiscale Care/i compagne/i, nel pomeriggio di ieri si è svolto il previsto incontro sul fisco tra Governo e parti sociali in tema di fisco. Il ministro Tremonti ha proposto, dal punto di vista metodologico, di partire dalla discussione sullIRPEF per affrontare poi, nel corso delle successive riunioni, i problemi connessi alla tassazione delle imprese. Il Governo, dopo aver ribadito la validità dellimpianto della delega fiscale, lha dichiarata immodificabile in quanto strettamente rispondente con gli impegni assunti in compagna elettorale. Alla domanda esplicita della CGIL sul collegamento esistente tra il tavolo aperto sul fisco e la discussione parlamentare della delega fiscale (che già è stata approvata dalla Camera dei Deputati e che dalla prossima settimana entrerà nel vivo delliter di approvazione alla Commissione Finanze del Senato) il ministro Tremonti ha confermato lindisponibilità del Governo ad introdurre modifiche al provvedimento. Ha, quindi, proposto di limitare il confronto ai problemi connessi alla fase di avvio della riforma che saranno affrontati con la legge finanziaria 2003. Il ministro dellEconomia e delle Finanze ha altresì suggerito di assumere tre ipotesi di ammontare di risorse disponibili per le riduzioni IRPEF 2003: 10.000, 12.500, 15.000 miliardi di vecchie lire dichiarando che la scelta definitiva potrà essere compiuta soltanto alla fine del 2002 in rapporto allandamento economico del paese e alla connesse condizioni della finanza pubblica. Tremonti ha anche richiesto ai sindacati di avanzare proposte al Governo su come distribuire le riduzioni fiscali. Questa impostazione non è stata accolta dalle Confederazioni sindacali che hanno chiesto che il confronto parta da una proposta messa a punto dal Governo in cui sia esplicitato limpatto redistributivo dellintervento 2003 e il suo raccordo con quanto previsto nella delega fiscale. Con riferimento alla manovra fiscale 2003, la CGIL ha chiesto al Governo di precisare se intende restituire il fiscal-drag (la restituzione scatta quando linflazione supera il 2 per cento) e cosa intende fare delle riduzioni di aliquote previste per il 2002 e 2003 nella Finanziaria Amato (le riduzioni 2002 sono state sospese dalla legge finanziaria di questanno). Per quanto concerne il drenaggio fiscale, Tremonti ha sostenuto che il Governo considera soppressa la relativa normativa, mentre ha rinviato alla trattativa con le parti sociali ogni decisione sulle riduzioni di aliquote. La discussione è poi proseguita con il vice ministro Baldassarri senza che siano emersi ulteriori elementi di novità. La CGIL ha dato un giudizio nettamente negativo sullesito del confronto per i seguenti motivi:
1. il tavolo sul fisco non è abilitato a concordare modifiche alla delega fiscale. Restano pertanto senza risposta tutte le critiche a questo provvedimento contenute nella piattaforma unitaria sulla cui base si sono svolti gli scioperi di questi mesi. Per quanto concerne lIRPEF, dato limpianto a due aliquote, 23 e 33 per cento, rispettivamente fino a 100 mila euro e oltre 100 mila euro, e data la spesa che il Governo indica nella relazione tecnica al provvedimento (circa 40 mila miliardi di vecchie lire), lesito distributivo è inaccettabile e iniquo. Come ha indicato la CGIL nel corso di questi mesi con grafici e tabelle, senza essere mai smentita dal Governo che si è sistematicamente rifiutato di fornire dati, gli effetti redistributivi della delega fiscale sono profondamente iniqui. Gran parte dei benefici fiscali andranno al 10 per cento più ricco della popolazione, mentre il grosso del lavoro dipendente non fruirà di alcuna riduzione fiscale. Lintervento a favore dei redditi bassi che dovrebbe incentrarsi sullestensione della no tax area fino a 10 mila euro (il Governo continua però a non precisare la composizione del nucleo familiare a cui questo livello di esenzione dalle imposte è riferito), se non accompagnato dellintroduzione di unimposta negativa che affronti il noto problema dellincapienza fiscale, rischia di avere effetti positivi soltanto su un numero ristretto di soggetti. 2. La riduzione dellimposizione statale, se non coordinata con il riordino dellimposizione locale, rischia di generare un aumento disordinato di questultima (così come si è già verificato negli scorsi mesi) e/o di provocare una drastica riduzione della spesa sociale. In un caso e nellaltro il danno maggiore lo subiranno lavoratori dipendenti e pensionati, cioè proprio quei soggetti che non avranno benefici dalla riduzione dellIrpef. 3. Lintervento mirato ai redditi bassi che il Governo intende
fare nel 2003 appare un colossale imbroglio. Con questa iniziativa il Governo da una parte
cerca di occultare la vera natura della sua politica fiscale, rivolta a favorire i redditi
alti e altissimi (già beneficiati con la soppressione dellimposta di successione) e
dallaltra spaccia per nuova riduzione di imposta un diverso uso di risorse (9 mila
10 mila miliardi) che sono già previste nei tendenziali di finanza pubblica. In pratica
intende ripetere nel 2003 quanto già fatto questanno. Il governo Berlusconi non
restituendo il drenaggio fiscale e sospendendo le riduzioni di aliquote decise dal
precedente governo, ha, infatti, coperto laumento delle detrazioni per i figli e
buona parte dellaumento delle pensioni minime. Infine, la delega fiscale, che trasforma le detrazioni in deduzioni, non prevede specifici interventi a favore dei pensionati, cosa questa che determina conseguenze sul potere d'acquisto delle pensioni.
Cordialmente Achille Passoni |