Il ministro Castelli ha chiesto un’azione disciplinare al Procuratore Generale della Cassazione nei confronti del giudice Felice Casson, pm nel giudizio contro i vertici Montedison per strage nei confronti degli operai morti per tumore al Petrolchimico di Porto Marghera, reo di aver detto, a caldo della sentenza di assoluzione la frase "La sentenza si commenta da sola".

Questo nuovo attacco alla magistratura colpisce e tende ad umiliare il lavoro di un giudice che ha raccolto e lucidamente esposto le responsabilità del vertice aziendale montedison per aver ignorato il pericolo per la salute dei propri operai nell’ottica del profitto.

...cito solo due documenti tra i tanti portati in giudizio da Felice Casson:

In un incontro tra le aziende europee, che stanno finanziando il programma di lavoro sperimentale, nel novembre 1972, su un documento che riguarda una ricerca sul potenziale cancerogeno del cloruro di vinile, si stipula un patto di segretezza

"per le persone più esperte i risultati erano sufficientemente sconcertanti da chiedere l’immediata revisione del programma dell’industria americana"

"eserciteremo ogni sforzo ragionevole per mantenere i contenuti come strettamente riservati all’interno del personale dell’azienda".

Tutti i partecipanti firmeranno una scheda dove viene detto "ci impegnamo a mantenere la massima riservatezza su tali informazioni all’interno della nostra società, a meno che, e fino a quando finanziatori europei non esprimano un consenso specifico e formalmente notificato alla diffusione delle stesse".

Un documento Montedison del 21 aprile ’77, a proposito di cambiamenti di programma imprevisti dice:

"non vi è dubbio che questa penalizzazione della spesa può e deve essere accettata nella misura in cui essa sia adeguatamente remunerata dal recupero di produzione. infatti quel che deve essere minimizzato è il totale dei costi per manutenzione, cioè la somma delle spese delle perdite di produzione".

A prescindere dalla diatriba sulle date in cui sarebbero stati contratti i tumori dagli operai rispetto alle conoscenze scientifiche, su cui si sostanzia la sentenza assolutoria (ma l’accusa risale a dati fino ai primi anni ’60!), Felice Casson ha ulteriormente dimostrato il legame profitto/nocività nell’industria italiana e merita, e mi pare meriti la nostra   solidarietà e l’appoggio di tutti noi

Ernesto Burgio - commissione ambiente e salute attac italia