Sicurezza sul lavoro - Il Governo all'assalto della legge 626

Il Governo chiede una delega per cambiare la 626

27 febbraio

Secondo il Governo la normativa sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (riassunta appunto nel decreto 626) non è efficace e va riformata.  Un disegno di legge sulla semplificazione della 626, presentato dal Consiglio dei ministri e attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato, prevede l'assegnazione di una delega legislativa al Governo «per il riassetto della materia della sicurezza e tutela dei lavoratori». Il ddl sarà discusso in Aula a Palazzo Madama entro la metà di marzo.

Le intenzioni dell'Esecutivo sono state precisate dal sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, secondo il quale i dati sugli infortuni negli ultimi anni non sono cambiati dimostrando, dunque, che la 626 non avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Secondo il Governo nei primi sei mesi del 2001 si è registrato un aumento dello 0,7% degli infortuni. Da questi dati il Governo parte per indicare i difetti della normativa vigente che starebbero in una eccessiva burocratizzazione della prevenzione e nella totale assenza di norme per le piccole e medie imprese e per l'agricoltura. Ci sarebbe cioè una "esasperata regolamentazione"

Così, con lo strumento della delega legislativa il Governo intende «armonizzare» le norme precedenti ma anche integrarle sostanzialmente. Il disegno di legge cita una recente ricerca del Censis, commissionata dall'Inail, secondo la quale nel 2000 gli infortuni sono saliti dell'1,2% sfiorando il milione di casi. Una crescita che riguarderebbe tutti i settori produttivi e sia gli uomini sia le donne (per queste ultime, anzi, c'è stato un aumento di circa 4 mila unità dal 1999).

«Va, poi, notato  - si legge nel testo del ddl, che riprende alla lettera quanto scritto nel Libro bianco del Governo sul mercato del lavoro - che la nuova normativa sulla sicurezza è stata interpretata più in chiave repressiva che preventivo-consulenziale e, quindi, poco orientata verso la creazione di buone prassi che si traducessero in reale aiuto alle imprese anche sotto il profilo organizzativo e gestionale. Tutto questo ha favorito un altro fenomeno negativo: un aumento del lavoro sommerso, perché gli adempimenti di sicurezza sono tali e tanti che inducono all’elusione ed al lavoro in nero».

Con questa legge, inoltre, il Governo intende chiarire l'applicazione delle norme sulla sicurezza e salute anche alle nuove forme di lavoro, come il telelavoro e le collaborazioni coordinate e continuative.

Così anche le questioni della salute e della prevenzione, ridotte a costi ed a fastidi per le imprese, devono trovare una nuova soluzione, più compatibile con le necessità del mercato e del profitto.