Secondo
il Governo la normativa sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (riassunta appunto
nel decreto 626) non è efficace e va riformata. Un disegno di legge sulla
semplificazione della 626, presentato dal Consiglio dei ministri e attualmente all'esame
della Commissione affari costituzionali del Senato, prevede l'assegnazione di una delega
legislativa al Governo «per il riassetto della materia della
sicurezza e tutela dei lavoratori». Il ddl sarà discusso in Aula a Palazzo Madama
entro la metà di marzo.
Le intenzioni dell'Esecutivo sono state precisate dal sottosegretario al Lavoro Maurizio
Sacconi, secondo il quale i dati sugli infortuni negli ultimi anni non sono cambiati
dimostrando, dunque, che la 626 non avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Secondo il Governo
nei primi sei mesi del 2001 si è registrato un aumento dello 0,7% degli infortuni. Da
questi dati il Governo parte per indicare i difetti della normativa vigente che starebbero
in una eccessiva burocratizzazione della prevenzione e nella totale assenza di norme per
le piccole e medie imprese e per l'agricoltura. Ci sarebbe cioè una "esasperata
regolamentazione"
Così, con lo strumento della delega legislativa il Governo intende «armonizzare» le
norme precedenti ma anche integrarle sostanzialmente. Il disegno di legge cita una recente
ricerca del Censis, commissionata dall'Inail, secondo la quale nel 2000 gli infortuni sono
saliti dell'1,2% sfiorando il milione di casi. Una crescita che riguarderebbe tutti i
settori produttivi e sia gli uomini sia le donne (per queste ultime, anzi, c'è stato un
aumento di circa 4 mila unità dal 1999).
«Va, poi, notato - si legge nel testo del ddl, che riprende alla lettera
quanto scritto nel Libro bianco del Governo sul mercato del lavoro - che la nuova
normativa sulla sicurezza è stata interpretata più in chiave repressiva che
preventivo-consulenziale e, quindi, poco orientata verso la creazione di buone prassi che
si traducessero in reale aiuto alle imprese anche sotto il profilo organizzativo e
gestionale. Tutto questo ha favorito un altro fenomeno negativo: un aumento del lavoro
sommerso, perché gli adempimenti di sicurezza sono tali e tanti che inducono
allelusione ed al lavoro in nero».
Con questa legge, inoltre, il Governo intende chiarire l'applicazione delle norme sulla
sicurezza e salute anche alle nuove forme di lavoro, come il telelavoro e le
collaborazioni coordinate e continuative.
Così anche le questioni della salute
e della prevenzione, ridotte a costi ed a fastidi per le imprese, devono trovare una nuova
soluzione, più compatibile con le necessità del mercato e del profitto.
|