Contratto Gas-acqua: devono decidere i lavoratori!

articolo su "Liberazione" del 19 marzo 2002

Dopo più di 3 anni dalla scadenza dei precedenti contratti per le aziende del settore acqua-gas le organizzazioni sindacali FNLE-FILCEA CGIL/FEMCA CISL e UILCEM UIL hanno siglato in questi giorni un’ipotesi di accordo unico che raggruppa i 5 precedenti contratti in cui era diviso il settore.
Sui risultati contenuti in questa ipotesi su cui è convocato oggi martedì 19/3 un  attivo nazionale dei delegati delle tre organizzazioni sindacali confederali circolano molte perplessità, per questo ne abbiamo parlato con i delegati di due aziende promotori di un “appello  per una consultazione democratica  e vincolante tra tutti i lavoratori interessati “ che si schierano per respingere questa ipotesi: Graziani e Posterli delegati RSU UILCEM e FNLE dell’AMIA di Carrara e DUGINI e RUSTICI delegati RSU  S.in.Cobas dell’ASA di Livorno.

L’aver raggiunto un accordo unico per i 5 precedenti contratti dopo 3 anni e mezzo dalla scadenza non è di per sé un risultato? 

Posterli: L’obiettivo del contratto unico è stato posto fin dall’inizio come una necessità accettata dalla maggioranza dei lavoratori  nella consultazione di tre anni fa per la definizione della piattaforma per unificare i lavoratori del settore , raggiungendo l’uniformità salariale e normativa  a vantaggio dei settori più deboli. Nell’ipotesi di accordo invece si configura un adeguamento al ribasso dei 37.00 lavoratori di FEDERGASACQUA ed ANIGAS (i contratti più avanzati) alle condizioni normative e di inquadramento salariale dei 4.400 di ANFIDA, ASSOGAS e FEDERESTRATTIVA a scapito di tutti. 
Dugini: La posizione della parte datoriale è stata fin dall’inizio estremamente rigida, volendo con questo contratto crearsi mano libera per le ristrutturazioni che deriveranno dalla liberalizzazione del mercato. Essa si è concretizzata in un documento elaborato dalla Confindustria a gennaio del 2001 che descriveva i loro obiettivi. Su quella base si sono rotte tutte le trattative.
Oggi con una loro circolare alle aziende le associazioni di settore rivendicano di aver raggiunto con questa ipotesi tutti i loro obiettivi.

Potete fare esempi degli aspetti peggiorativi che vedete nell’ipotesi di accordo?

Rustici: per quanto riguarda la parte salariale si costruisce un inquadramento con i minimi tabellari allineati al contratto più arretrato, con conseguenze non solo relative ai futuri nuovi assunti, ma anche con  il congelamento con un assegno ad personam del  maggior salario percepito negli attuali inquadramenti per la maggioranza della categoria (90%). C’è inoltre una riduzione del peso dell’accantonamento per il TFR e sono stati ridotti il numero degli scatti di anzianità da 12 a 10 con una riduzione anche del 30% del loro importo. Sono infine eliminate o ridotte una serie di indennità.
L’orario di lavoro viene aumentato a 38,5 ore .
C’è un forte arretramento delle relazioni industriali e dei diritti di contrattazione in azienda con la libertà delle imprese con meno di 250 dipendenti (la stragrande maggioranza !)  di ristrutturare senza informare le RSU, così come spostare in mobilità orizzontale i lavoratori entro 50 km senza nessuna informazione.  E’ previsto un forte ridimensionamento del monte ore di permesso per le organizzazioni sindacali. Non si può più contrattare neanche l’organizzazione dell’orario di lavoro.
Ma una delle parti più negative riguarda la gestione degli appalti e della flessibilità del lavoro. Infatti l'uso, la quantità ed il tipo di attività appaltabili non sono più oggetto di contrattazione e non si precisa l'estensione ai lavoratori delle ditte appaltatrici dello stesso contratto gas-acqua. Inoltre nell'ipotesi di accordo si prevede un uso esteso dell'apprendistato (fino a 4 anni a paga ridotta e sotto la costante minaccia di licenziamento), del lavoro temporaneo, del telelavoro e del contratto ripartito.
Graziani : il completo controllo da parte delle aziende della gestione degli appalti e della flessibilità del lavoro mentre si procede alla liberalizzazione del mercato previsto dall'articolo 35 della legge finanziaria è estremamente pericoloso.
Questo processo porterà inizialmente allo scorporo delle precedenti aziende in più imprese ed alla progressiva estensione delle attività appaltate che coinvolgeranno inoltre  non altri lavoratori ma in gran parte gli stessi che sono già oggi nel settore essendo questi già più che eccedenti (42.000) in un quadro di mercato privato. E' lo stesso percorso seguito dai padroni nel settore della telefonia, con il rischio di una maggiore accelerazione se gli forniamo dagli inizi gli strumenti contrattuali.

Voi quindi proponete di respingere questa ipotesi di accordo ma per fare cosa?

Dugini: intanto è necessario che la consultazione sia democratica, generale e verificabile per permettere un'ampia informazione dei lavoratori con la libertà di circolazione delle proposte alternative.  Sulla base della consultazione avvenuta nella definizione della piattaforma di 3 anni fa in cui i moltissimi emendamenti provenienti dalle assemblee non sono stati presi in considerazione e ad ognuno veniva risposto dai funzionari che solo nella propria azienda erano state sollevate obiezioni, sappiamo che solo un collegamento dal basso può permettere un controllo dell'informazione e dell'andamento della consultazione.
Graziani: per questo abbiamo promosso un appello con cui invitiamo lavoratori e delegati del settore a coordinarsi per controllare l'effettuazione di una consultazione realmente democratica. Nell'appello, su cui abbiamo raccolto per ora le firme di delegati e lavoratori di una dozzina di aziende e che stiamo inviando alle RSU ed RSA di tutte le aziende  del settore, invitiamo i lavoratori a bocciare l'ipotesi di accordo.
Non riteniamo infatti emendabile su singoli punti questo accordo e vista la determinazione dei padroni riteniamo che serva una identica determinazione e coscienza da parte dei lavoratori. Bisogna praticare una rottura e ripartire  con la ridefinizione della piattaforma anche sulla base di quella del 1999 ma con la garanzia del mantenimento dell'adeguamento al livello migliore dei diritti sindacali e di contrattazione a livello aziendale, individuazioni dettagliate delle attività appaltabili e garanzia di applicazione anche a questi lavoratori del ccnl unico di settore, limitazione dell'uso dell'apprendistato ed altre forme di lavoro flessibile, mantenimento al livello migliore degli istituti salariali . Su queste basi invitiamo delegati e lavoratori ad aderire all'appello e a contattarci ai numeri telefonici 3289729348 - 0585644339-