Le prese di posizione e le prime iniziative nelle fabbriche dopo la proposta del Governo di affidare a Cisl - Uil e Confindustria (contraria la Cgil) il compito di raggiungere un "avviso comune" su Statuto dei lavoratori, diritti, mercato del lavoro, previdenza e fisco.

21 febbraio 2002

Telefonate, fax, ordini del giorno, prese di posizione, fermate, scioperi: sono decine e decine le iniziative assunte tra la serata del 20 febbraio e la giornata del 21 dai lavoratori di altrettante fabbriche sparse per tutto il paese. Iniziative, talvolta assunte da delegati della sola Cgil,   talvolta insieme a delegati Cisl,  talvolta unitariamente da intere Rsu, attraverso cui migliaia di lavoratori hanno inteso far sentire la propria voce a difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e contro altri aspetti decisivi dell’iniziativa governativa in materia di lavoro quali l’arbitrato e la decontribuzione previdenziale per i nuovi assunti.

In Piemonte sono già partiti i primi scioperi spontanei a difesa dell'art. 18. Nella zona ovest di Collegno si sono fermate una trentina di aziende, tra le quali: la Lear di Grugliasco, la Bertone di Grugliasco, l’Automotive di Venaria, la Vertek di Condove, la Dormer di Givoletto, la Ilmas di Cascine Vica, la Osu di Borgaretto, la Oslamt di Beinasco, la GE Power di Grugliasco, la Pininfarina di Grugliasco e di San Giorgio Canavese, alla Viberti di Nichelino, alla Galleria del vento Enti centrali della Fiat Mirafiori.
Gli scioperi, che in alcuni casi sono stati indetti anche unitariamente dalle RSU, hanno coinvolto oltre 10 mila lavoratori che hanno così manifestato contro l’ intenzione del Governo di sospendere e trasferire ad un possibile avviso comune i temi dell’art. 18 e delle deleghe governative sui temi sociali.
Gli scioperi hanno chiesto con forza che, senza lo stralcio dell’articolo 18, non si avvii nessuna trattativa.
In particolare alla Carrozzeria Bertone di Grugliasco (oltre 2000 addetti, in prevalenza giovani) e alla Acerbi Viberti di Nichelino (circa 500 addetti) i delegati sindacali di Fim Fiom Uilm hanno inviato unitariamente un documento alle Segreterie Nazionali di CGIL CISL UIL chiedendo: "che non si avvii nessuna trattativa se non vi è lo stralcio dell’art. 18 e che si usino tutte le forme di lotta nessuna esclusa" cioè lo sciopero generale.
Per il 22 febbraio sono stati già annunciati ulteriori momenti di mobilitazione alla Teksid di Crescentino, dove le Rsu hanno deciso unitariamente uno sciopero di un'ora. Stessa decisione è stata assunta a Novara dalle aziende Merito, Sant'Andrea ed Ego. Nel comprensorio di Ivrea le aziende Trioneuro di Valperga, la Bergo di Cusano, la Nac e la Dayco di Chivasso sciopereranno un'ora. All'Europa Metalli di Alessandria hanno deciso quattro ore e alla Legrande, azienda multinazionale, due ore, sempre per il 22.

A Genova  Sono decine i fax arrivati alle segreterie di CGIL, CISL e UIL di Genova, che contengono inviti espliciti a non "trattare" con Confindustria e Governo sull’art.18. E’ una richiesta che proviene non soltanto dalle grosse aziende, dove l’art. 18 si applica, ma anche e soprattutto dalle piccole e medie realtà, segno che i lavoratori, pur non beneficiando di quanto previsto dallo stesso articolo, hanno capito, quale sia il valore politico e di diritto di questa battaglia.
Le RSU che scrivono appartengono a tutti i settori: industria, commercio, trasporti e terziario; tra i più significativi l’ILVA, i chimici della Stoppani, le imprese di pulizia, le Aziende portuali, la Rinascente, le banche, Cantieri navali, autoferrotranvieri.
Unitamente alla richiesta di difendere l’art.18, i lavoratori e le RSU, chiedono al sindacato di non dividersi, di proseguire la lotta anche proclamando lo sciopero generale, fino al raggiungimento dell’obiettivo; per domani sono previste assemblee e fermate simboliche.

A Milano Fim e Fiom dell’Alfa Romeo di Arese hanno votato un ordine del giorno in cui si ritiene necessaria la proclamazione dello sciopero generale. Brevi scioperi, spesso collocati a fine turno, sono stati effettuati in numerose aziende tra cui Nacco, Van Leer, Aros e Frimont. Sempre a Milano, la Camera del lavoro é stata sommersa dai fax inviati dalle Rsu di molte altre aziende che approvano la scelta dello sciopero generale proclamato dalla Cgil e fanno appello all’unità delle Organizzazioni sindacali (tra queste la Marcegaglia Brollo, la Ibm e la Technint). In quattro fabbriche metalmeccaniche, Macco, Van Lear, Anuria e Ceme, i lavoratori hanno indetto 15 minuti di sciopero da attuarsi già oggi alla fine dei turni. Le R.S.U. delle ditte Brazzoli di Senago e della STEINER CREATIFS, chiedono alla CGIL di non partecipare ad alcun tavolo di discussione in mancanza dello stralcio e chiedono l’avvio di iniziative forti di lotta fino allo sciopero generale.
La r.s.u. della ditta ELCO di Lambrate, chiede, in un ordine del giorno, a CGIL CISL UIL di superare le divergenza mettendo in programma iniziative di lotta, la prima delle quali dovrà essere lo sciopero generale. I lavoratori della PIRELLI di Bicocca e di Bollate scenderanno in sciopero Venerdi’ 22 .

A Lecco. Uno sciopero generale unitario viene considerato come una delle iniziative possibili dalla Rsu della Candy di Brugherio e viene chiesto dai lavoratori della Riello

A Brescia tra oggi e domani scioperano numerose aziende tra cui Ocean, Alfa Acciai, Fratelli Stefana, Eredi Gnutti, Ferrosider e Redaelli.

A Legnano. Cortei interni negli stabilimenti Abb

A Mantova la Rsu della Belleli Energy chiede a Cgil, Cisl, Uil "di tenere una posizione unitaria assolutamente ferma e come condizione indispensabile lo stralcio dell’articolo 18"; la stessa Rsu chiede inoltre alle Confederazioni "di riprendere con forza le iniziative di mobilitazione per giungere in tempi brevi alla proclamazione dello sciopero generale".

A Pordenone. Un appello a Cgil Cisl Uil affinché concordino "un forte percorso unitario di lotta" é stato lanciato dalla Rsu Fim Fiom Uilm della Electrolux di Porcia

A Modena scioperi unitari di trenta minuti alla Fiat, alla Italtractor, alle Carrozzerie Barbi e in altre aziende. Per un’ora hanno scioperato i lavoratori della Ferrari.  30 minuti di sciopero nei tre stabilimenti Fiat, all’Italtractor, Salami, Mantovani, Arvin ma anche alla ceramica Ragno e, per il settore trasporti, alla Saima Avandero e Mtn di Carpi. Su iniziativa Fiom hanno fermate da 30 minuti a un’ora,  alla Motovario, Rossi, Caprari;

A Reggio Emilia scioperi e assemblee alla Lombardini, alla Landini, alla Fantuzzi-Reggiane e in altre aziende.

A Ferrara   sciopero di 1 ora alla Stayer, di 30 minuti alla Simel e Guaresi;

A Rimini scioperi e assemblee con ordini del giorno Rsu alla Scm, Masterwood, Casadei, Insedit, Antonelli, Lazzari.

A Bologna Ordini del giorno unitari, con la richiesta di sciopero generale, sono stati approvati alla Gd, alla Lamborghini Auto, alla Ceam, alla Cei e in altre aziende. 30 minuti di sciopero alla Cesab e alla Fini, un’ora alla Beghelli. Ordini del giorno unitari di Rsu con richiesta di sciopero generale Sinudyne, Tartarini, Technofrigo, RCM. Alla Demm di Bologna è stato distribuito un comunicato dei delegati Fim-Cisl, che non si riconoscono nelle posizioni di Pezzotta e chiedono di mantenere ferme le scelte sindacali unitarie che hanno portato alle iniziative di lotta fin qui realizzate da milioni di lavoratori. Ordini del giorno delle Rsu delle aziende Usl Bologna Sud e Bologna Nord, dell’ospedale S. Orsola di Bologna, dell’amministrazione provinciale, della camere di commercio.

Altri scioperi sono già in programma per il 22 febbraio: alla VM di Cento e al Petrolchimico di Ferrara su iniziativa unitaria Rsu, come alla Marcegaglia di Forlì; alla Manzini e Faba Risma di Parma su iniziativa Fiom

In Toscana si é fermata per un’ora la Delphi di Livorno, mentre alle strutture sindacali sono stati inviati decine di comunicati unitari dalle Rsu di varie aziende metalmeccaniche fiorentine tra cui Nuovo Pignone, Gkn, Esaote Biomedica e Ge Transportation.

A Napoli trenta minuti di protesta sono stati indetti dalle Rsu delle aziende metalmeccaniche del porto tra cui Wartsila, Palumbo, e Solla.
Segnali di fermento sono stati registrati in numerosi stabilimenti della Fincantieri. Altre iniziative di protesta e di lotta sono state annunciate per il 22 febbraio.