COMUNICATO STAMPA

 

15 FEBBRAIO 2002:

SERVE LO SCIOPERO GENERALE - SERVE L’UNITÀ DEI LAVORATORI

UN GRAVE ERRORE LE DICHIARAZIONI DI ARMUZZI

 

Milano, 24 gennaio 2002 

 Governo e Confindustria ribadiscono ogni giorno di più la loro volontà di spazzare via i diritti dei lavoratori. Vogliono eliminare l’art.18 e i contratti nazionali, vogliono precarizzare i rapporti di lavoro e ridurre i lavoratori immigrati allo stato servile. Vogliono ridurre il potere d’acquisto degli stipendi dei dipendenti pubblici e bloccare le assunzioni a tempo indeterminato per due anni. Vogliono tutto e subito.

 Siamo di fronte ad un attacco generale contro i lavoratori e le lavoratrici. Serve una risposta generale: uno sciopero generale e una piattaforma generale che parta dall’esigenza di riconquistare aumenti salariali veri e di estendere i diritti a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici.

La separazione degli scioperi tra categoria e categoria e tra territorio e territorio e la riproposizione della concertazione, cioè quel sistema di relazioni sindacali che ha eroso nell’ultimo decennio il salario ed i diritti dei lavoratori italiani, non è solo sbagliato, ma privo di prospettiva.

 Serve la massima unità possibile tra i lavoratori e le lavoratrici, non solo nel pubblico impiego, ma in tutte le categorie. Serve una grande alleanza tra tutte le forze antiliberiste e anticoncertative del mondo del lavoro.

 Ecco perché le organizzazioni sindacali di base hanno indetto unitariamente lo sciopero generale di tutte le categorie. Ecco perché la grande assemblea dei delegati Rsu “al di là delle sigle” del 11 gennaio scorso ha invitato alla generalizzazione della lotta e alla estensione degli scioperi ed ecco perché il movimento no global ha chiamato ad una giornata di mobilitazione sociale.

Ed ecco perché tutto questo accadrà il 15 febbraio, quando i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto lo sciopero nel pubblico impiego e nella scuola. Perché possa esserci la massima unità tra i lavoratori nella lotta, ma anche perché sia visibile nelle piazze un no senza se e senza ma ai progetti padronali.

 La dichiarazione di Laimer Armuzzi, segretario generale della funzione pubblica della Cgil, che considera il 15 febbraio una giornata in cui il suo sindacato deve “sfidare” i Cobas e non Governo e Confindustria lascia dunque esterefatti. È un errore gravissimo puntare sulla divisione dei lavoratori per poter riottenere un posto al tavolo di trattativa a qualsiasi condizione.

Tuttavia, noi andremo avanti a cercare l’azione unitaria di tutte le forze sindacali non concertativi e antiliberiste, disponibili alla difesa intransigente dei diritti dei lavoratori, comprese quelle appartenenti alle organizzazioni confederali.

 

per  S.in.COBAS - Luciano Muhlbauer