Seguire la CGIL in questa battaglia ??
A proposito di articolo 18, arbitrato,
decontribuzione, incentivi e ammortizzatori sociali.
La risposta a questa domanda è scontata
ed è gia stata data il 16 aprile, con il grande sciopero generale. Ci aspettavamo a
quel punto dalla CGIL lelaborazione di una seria piattaforma rivendicativa, che
contemplasse lestensione dei diritti a tutti i lavoratori e il rilancio
di una nuova stagione contrattuale, svincolata dai paletti della concertazione.
Una piattaforma che:
- ponesse una barriera alla precarietà e alla flessibilità, rimettendo in
discussione i contratti atipici introdotti dal pacchetto Treu
- garantisse consistenti aumenti salariali, reintroducendo meccanismi automatici di
salvaguardia per stipendi e pensioni
- costruisse una forte opposizione sindacale contro la Legge Bossi-Fini, che introduce
forme di lavoro servili e di ricatto nei confronti dei lavoratori extra comunitari, con il
chiaro intento di abbattere i diritti e il costo del lavoro.
Mentre il 16 aprile milioni di lavoratori
hanno scioperato per la difesa e lestensione dei diritti, invece nei territori e
nelle categorie molti delegati e dirigenti sindacali, nel nome della concertazione,
continuano a sottoscrivere accordi che mirano:
- Allaumento delle flessibilità, dei carichi di lavoro e degli straordinari (ormai
come se fossero obbligatori nel nome della competitività e della necessità di garantire
la produzione) con cospicui aumenti dell orario di lavoro complessivo,
cancellando di fatto le recenti battaglie politiche sulle 35 ore a parità di salario.
- Allaccettazione, come se fosse il minore dei mali, di esternalizzare
parti sempre più cospicue del ciclo produttivo.
Come ciliegina sulla torta, in barba alle rivendicazioni sui diritti uguali per tutti, si
procede sistematicamente ad ampliare le differenze normative e salariali fra nuovi e
vecchi lavoratori, peggiorando di molto i contenuti dei già pessimi CCNL e degli stessi
accordi di Luglio ( vedi i contratti dei Chimici o dei Calzaturieri, e a livello locale
gli accordi: settore artigianato Legno stipulato a livello Regionale, Berti, in
Università, ecc
) .
Non si può rispondere
alloffensiva dei padroni solo con delle mobilitazioni dimostrative, scioperi e
sciopericchi diluiti nel tempo.
Serve una mobilitazione, vera: bisogna avere il coraggio di avviare una lotta ad oltranza
che blocchi l'Italia sino al ritiro di tutte le deleghe e disegni governativi, per
chiedere e rivendicare l'estensione dei diritti ed una nuova politica salariale e per il
lavoro, passando da subito tra i lavoratori per costruire una piattaforma generale che sia
alla base delle prossime mobilitazioni.
Per discutere di queste cose e raccogliere lappello del Coordinamento RSU
Troviamoci
lunedì 1 luglio 2002. ore 21
Presso la coop coralli, via Morandini 30
(laterale sinistra della stada di Montà dopo
il cavalcaferrovia)
Il
Pane e le Rose classe, capitale e partito a Padova e nel Veneto
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