In questi giorni a seguito
delle norme previste in finanziaria è riesplosa la
questione delle ore che dentro l'orario di lavoro
degli insegnanti sono dedicate all'insegnamento,
soprattutto in relazione alla situazione presente
negli altri paesi europei, dove a dire di molti
articolisti l'orario dedicato all'insegnamento
sarebbe molto più alto.
Mi sono preso la briga di andare a vedere i dati
pubblicati l'anno scorso dall'Internazionale
dell'Educazione. Ho trovato due ricerche: una dell'American
Federation of Teachers del 1993 e una del
sindacato tedesco Gew del 1981. Dalla prima sono
tratti i dati relativi a 12 paesi e dalla seconda i
dati relativi a Portogallo e Lussemburgo. I dati
della Grecia sono desunti da un'inchiesta dell'Unione
Europea del 1996.
Paese
|
Scuola Primaria
|
Scuola Sec.Inferiore
|
Scuola Sec. Superiore
|
| Austria |
20 - 22
|
20 - 22
|
20 - 22
|
| Belgio |
18 - 24
|
18 - 20
|
16 - 18
|
| Danimarca |
20 - 21
|
20 - 21
|
16 - 17
|
| Regno Unito |
24 -30
|
20 - 24
|
20 - 24
|
| Finlandia |
18
|
12 - 18
|
12 - 18
|
| Francia |
26 (+1)
|
21 - 23
|
15 - 18
|
| Grecia |
18
|
14 - 16
|
14 - 16
|
| Germania |
22
|
20
|
18
|
| Irlanda |
25
|
18 - 22
|
18 - 22
|
| Italia |
22(+2)
|
18
|
18
|
| Lussemburgo |
24
|
17,5
|
17,5
|
| Paesi Bassi |
27
|
17,5
|
24
|
| Portogallo |
26
|
26
|
22
|
| Spagna |
25
|
25
|
15 - 18
|
| Svezia |
20
|
16
|
14-19
|
NB. Gli orari qui riportati
sono calcolati in ore di 60 minuti. In numerosi paesi
questi corrispondono a più spazi di 50 minuti
(Lussemburgo sec., Belgio, Paesi Bassi sec.), 45
minuti (Danimarca, Finlandia, Germania) e anche 40
minuti (Regno Unito, Svezia)
A ben vedere, mai polemica è
stata più fuori luogo. Rispetto alle medie europee
la scandalosa differenza è la seguente:
PRIMARIA
ITALIA 22 h
EUROPA 23 h
SECONDARIA INFERIORE
ITALIA 18 h
EUROPA 20 h
SECONDARIA SUPERIORE
ITALIA 18 h
EUROPA 18 h 20 m
Lo scostamento dell'Italia
rispetto alla media dell'Unione Europea è
praticamente ininfluente nella scuola secondaria
superiore ed è minimo nell'elementare e nella media,
dove comunque non è scandaloso.
I paesi in cui le ore di
insegnamento sono maggiori che in Italia sono per la
primaria Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, a 27 ore,
e Spagna e Irlanda, a 25 ore. Per la secondaria
superiore sempre i Paesi Bassi (24 ore), il Regno
Unito (22 ore), l'Austria (21 ore) e l'Irlanda (20
ore). Nella scuola secondaria inferiore, al
contrario, solo in Finlandia e in Svezia le ore sono
minori che in Italia.
Paradossalmente la secondaria
superiore, che con le sue 18 ore dovrebbe costituire
la pietra dello scandalo, è il grado di scuola più
in media. Ad onore del vero occorre però dire che
nella maggior parte dei paesi europei quando si parla
di secondaria superiore non si intendono, come da
noi, gli ultimi cinque anni di secondaria, bensì gli
ultimi due o tre, mentre la secondaria inferiore è
spesso di quattro anni. Perciò le percentuali di
docenti su cui si applicano questi orari sono
praticamente ribaltate rispetto all'Italia.
Sempre ad onore del vero la tabella dimostra che in
molti paesi, soprattutto nei due gradi di secondaria,
l'orario si presenta come flessibile (un minimo ed un
massimo) ma solo in nove la flessibilità comporta lo
sfondamento delle 18 ore, mentre in altrettanti casi
rimane al di sotto.
In ogni caso siamo di fronte
ad una situazione in cui gli orari di insegnamento
italiani sono considerabili all'interno della media
europea. Le polemiche in merito, come succede a
proposito di altri aspetti dell'insegnamento, citano
spesso l'Europa, ma guardano sostanzialmente al Regno
Unito o ad altri paesi extra-europei. Questi ultimi
hanno sicuramente orari di insegnamento più pesanti:
ad esempio il Canada prevede 27 ore e mezzo nella
primaria e 25 nella secondaria inferiore, gli Stati
Uniti addirittura 30 ore e mezzo nella primaria e 23
nella secondaria superiore. Ma anche in questo caso
la differenza non è sempre esagerata: il
"mitico" Giappone insegna meno nelle
elementari (20 ore) e si discosta di poco dall'Europa
e dall'Italia negli altri due gradi (sempre 20 ore)
così come di poco si discostano il Canada nella
secondaria superiore (20 ore) e gli Stati Uniti nella
scuola media (21 ore).
Infine anche i due principali stati non comunitari
dell'Europa occidentale, Norvegia e Svizzera,
prevedono, rispettivamente sui tre gradi, 21 ore,
17-20 ore, 13-18 ore e 25 ore, 23 ore e 17-21 ore.
Tutti questi casi extracomunitari confermano il
paradosso della secondaria superiore e semmai aprono
semmai problemi proprio rispetto al settore in Italia
meno contestato, quello primario.
Per completare il quadro,
sempre in relazione alle polemiche che vorrebbero i
docenti italiani scarsamente impegnati, va detto che
molti paesi non prevedono attività ulteriori
connesse all'insegnamento o, se le prevedono, non
danno ad esse una durata specifica (e la storia della
scuola italiana prima dei decreti delegati del 1974
ci insegna che indeterminatezza e quasi nullità
praticamente coincidono). Non hanno compiti di durata
specifica oltre all'insegnamento i docenti danesi,
tedeschi, irlandesi, olandesi, austriaci, portoghesi
e britannici (tranne gli scozzesi) e i docenti della
secondaria francese e belga. Al contrario i docenti
belgi della primaria hanno 97 ore annue per attività
diverse, quelli greci ne hanno 20 nella primaria e 30
nella secondaria per attività diverse, gli spagnoli
ne hanno 205 nella primaria e 492 nella secondaria, i
francesi della primaria ne hanno 36 conglobate (pari
a una per ogni settimana di scuola), i lussemburghesi
della primaria ne hanno 18 per ricevimento parenti,
141 per sorveglianza allievi e 18 per altre
attività, quelli della secondaria invece solo 36,
tutti i docenti finlandesi ne hanno 18 per formazione
in servizio e 76 per altre attività e gli svedesi
280 non meglio precisate, gli scozzesi infine ne
hanno 90 di formazione in servizio e 30 di
ricevimento parenti.
Certo rispetto ad alcuni di questi orari le 40 ore
italiane possono anche sembrare poca cosa. Ma in
realtà sappiamo che in alcuni casi le ore arrivano
ad essere 40 + 40, che non vi sono compresi scrutini
e ricevimento parenti e che nella scuola elementare
queste ore sono di norma 106. Quindi anche in questo
caso la scuola italiana non sfigura, soprattutto a
fronte di 8 paesi su 15 che non hanno nulla e altri
due che non hanno nulla nella secondaria.
Infine, dal momento che la
proposta della Moratti fa perno sull'ipotesi di ore
aggiuntive rispetto alle 18 per coprire colleghi
assenti o classi collaterali (ma a questo punto
sarebbe meglio dire per aumentare il numero di classi
da attribuire a un certo numero di docenti) vale la
pena di fare una ricognizione internazionale sul
pagamento delle ore aggiuntive ricordando che da noi
sono pagate in caso di sostituzione di collega
assente 1/78 dello stipendio comprensivo della
contingenza oppure, in caso di classe collaterale,
un'ora mese pari a 1/18 dello stipendio base senza la
contingenza per tutto l'anno vacanze e tredicesima
compresa. In questi casi l'Austria paga l'1,7% dello
stipendio mensile lordo, la Danimarca offre un
incremento stipendiale del 20% a chi fa cinque ore in
più, Finlandia, Svezia e Norvegia attribuiscono
l'esatto stipendio orario calcolato sullo stipendio
in godimento, la Germania ha tassi fissi che però
variano da un land all'altro, la Francia ha tassi che
variano a seconda del cumulo di ore sulla base di un
tasso fisso medio oppure un tasso fisso rapportato ai
gradoni stipendiali per le sostituzioni. Purtroppo
(stavolta anche per i nostri colleghi europei) anche
in questo caso l'Italia è nella media di questi
pagamenti a giudicare dalla scarsa trasparenza con
cui vengono erogati, se si esclude il caso dei paesi
scandinavi, unici ad essere caratterizzati da una
limpidezza aziendale: ad ogni ora il suo valore in
rapporto allo stipendio. percepito.