I provvedimenti allo studio del governo per il prossimo autunno

Sulle politiche del lavoro il governo ha varato non un "Libro bianco" ma un vero e proprio cantiere. E' probabile che da settembre si apra un tavolo di confronto a vasto raggio con le parti sociali, che comprenderà non solo la gia annunciata verifica delle pensioni ma, in aggiunta, la discussione sulla flessibilità. Infatti si parlerà anche di riforma del mercato del lavoro e di revisione (quella che vuole il governo) del sistema contrattuale, con l'obiettivo di dare sempre più peso al livello decentrato della contrattazione (regionale o aziendale) rispetto a quello nazionale. A questo va aggiunto l'ennesimo tentativo di intervento sull'art.18 della legge 300 (giusta causa e diritto al reintegro in caso di illegittimità del licenziamento)

I punti chiave della "discussione a tutto campo" che si aprirà con le parti sociali sono i seguenti:

Livelli contrattuali. Il governo vuole favorire un accordo con le parti sociali per la revisione del patto del 1993 (poi confermato nel 1998) sui livelli contrattuali. L'obiettivo è, appunto, quello di rafforzare il livello decentrato.

Partecipazione. Si discuterà della partecipazione dei lavoratori agli oneri e ai profitti d'impresa, tema caldeggiato dalla Cisl.

Collocamento. Si mira a liberalizzare il collocamento dando più spazio alle agenzie private. Tra le ipotesi al vaglio c'è quella di togliere il vincolo di oggetto alle agenzie di lavoro interinale consentendo loro di fare mediazione tra domanda e offerta. Il collocamento pubblico dovrebbe gestire la mediazione tra domanda e offerta di lavoro soprattutto per le categorie deboli (disoccupati di lunga durata, immigrati ecc.)

Flessibilità. Il governo di centrodestra vuole discutere di flessibilità in entrata e in uscita. Diverse le ipotesi: da quella di Marzano sulla possibilità di licenziamento per i nuovi assunti alla sospensione dello Statuto per le piccole imprese che superano i 15 dipendenti. Non sono escluse anche discussioni su forme di flessibilità territoriale.

Part time. Si vuole favorire l'uso del tempo parziale in modo che aumenti la presenza delle donne nel mercato del lavoro. Potrebbero scomparire alcuni vincoli, ad esempio il tetto all'utilizzo del contratto part time.

Contratti formazione e apprendistato. Se ne occupa il cosiddetto "Libro bianco", che dovrà passare in rassegna gli strumenti di formazione e apprendistato usati finora per valutarne l'impatto sul mercato.

Ammortizzatori sociali. E' prevista una loro revisione che partirà, probabilmente, dalla cassa integrazione e che punterà a sostituire politiche passive del lavoro con politiche attive (come la formazione).

Licenziamenti. Il sogno nel cassetto è quello dell'abolizione dell'articolo 18 ma si dovrà fare i conti con le perplessità presenti nello stesso Governo e l'indisponibilità dichiarata da Cgil-Cisl-Uil. Si tenterà quindi una soluzione capace di superare questi ostacoli con l'obbligatorietà dell'arbitrato e con l'introduzione della possibilità di monetizzare il licenziamento illegittimo. Sull'arbitrato Cisl ed Uil si sono già dichiarate d'accordo mentre nella cgil non esiste una posizione univoca.

Pensioni.  E' il primo punto in agenda. La Commissione Brambilla si riunirà il 3 settembre. Entro il 15 saranno presentati i conti, così da aprire il confronto con le parti sociali in tempo per la discussione sulla Finanziaria.