NO ALLA GUERRA "Linvio di truppe italiane è in netto contrasto con lesigenza di far cessare i bombardamenti e per dispiegare una vasta e indispensabile azione umanitaria e inoltre rischia di favorire un ulteriore espansione del conflitto". La guerra è sempre sbagliata e giudichiamo così anche la scelta anglo-statunitense, appoggiata dalla maggior parte dei governi dei paesi industrializzati, di bombardare lafghanistan. Così come abbiamo condannato aspramente i fatti terroristici che hanno colpito le città USA l11 settembre e come abbiamo espresso la piena solidarietà alla popolazione colpita. Contro la guerra e contro il terrorismo si possono sviluppare e rafforzare maggiormente lONU e le forze, presenti in tutti i paesi, che privilegiano il dialogo ed il confronto. Questa guerra, che proprio in questi giorni ha compiuto un mese, ha prodotto già molte vittime tra i civili e ha reso meno sicure anche le città nei paesi industrializzati, non ha catturato nessun terrorista e rischia di isolare le forze che allinterno delle popolazioni islamiche privilegiano il dialogo, sviluppando le conflittualità che i fondamentalismi di natura religiosa covavano da tempo. Noi riteniamo che la natura di questa guerra non sia differente da quelle a cui ci hanno abituato, oltre ad avere implicazioni geopolitiche, è fortemente influenzata dalle dinamiche del controllo energetico relativo alla strozzatura che le fonti oggi esistenti avranno nel prossimo decennio. E dunque di vitale interesse il controllo dei gasdotti e degli oleodotti nellAsia centrale, sia per la superpotenza statunitense che per i suoi alleati. La manovra finanziaria prevista per il 2002, la cui entità è pari a 33.000 miliardi di lire, comprende, oltre ai tagli ala spesa sociale, circa 2.000 miliardi in meno per gli enti locali (soprattutto i Comuni la chiameranno riforma federalista?), circa 2.000 miliardi per la riduzione del personale (blocco del turn over, riduzione del 1% allanno), 5.000 miliardi per il primo anno di combattimenti chi pagherà ?? Chiediamo che tutte le RSU e i sindacati lodigiani, regionali e nazionali, si mobilitino contro la guerra fino a definire unassemblea nazionale ed a determinare la fine dei bombardamenti, il ritiro dei soldati italiani inviati in Afghanistan e il ripudio della guerra come soluzione dei conflitti.
Casalpusterelngo, 12/11/2001
RSU Lever-Fabergé
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