| Finanziaria:
infrastrutture, casa, città, ambiente. Nota critica della Cgil: Non c'è una lira in più |
30 ottobre 2001
L'analisi delle previsioni della Legge Finanziaria per il 2002 in materia di
infrastrutture, casa, città ed ambiente rivela l'assenza di qualsiasi risorsa destinata a
finanziare il programma infrastrutturale che fu annunciato dall'attuale Presidente del
Consiglio durante la campagna elettorale. Non si prevedono, inoltre, finanziamenti
finalizzati ad attivare linee di intervento importanti sotto il profilo sociale ed
ambientale.
Nel complesso ci si limita a confermare le linee di impegno della precedente finanziaria
varata dallo scorso governo per il 2001.
In una nota, il dipartimento Ambiente e Territorio della Cgil, analizza nel dettaglio i
capitoli relativi alle infrastrutture, alla casa, alla città ed alle politiche ambientali.
Le infrastrutture
Per quanto riguarda le infrastrutture appare poco credibile, per un insieme di ragioni,
che le risorse per i programmi infrastrutturali possano essere trovate, così come
previsto in Finanziaria, nel mercato privato con il metodo delle Finanze di progetto.
"Pur essendo questa una strada da percorrere con decisione - afferma la Cgil - è
tuttavia illusorio che possa dare risultati significativi in tempi brevi, non fosse altro
per lincertezza del quadro legislativo, come dimostrano, ad esempio, i ritardi
nellattuazione del sistema del servizio idrico integrato".
Un ragionamento che vale ancora più per il Mezzogiorno, dove, in numerosi casi
lutenza non è tale da garantire programmi di Finanza di Progetto.
A queste conclusioni hanno portato, infatti, le verifiche fatte sulla autostrada
Salerno/Reggio Calabria, "e la stessa valutazione negativa della Commissione
Interministeriale per la "bancabilità" del Ponte sullo Stretto - si legge
ancora nella nota della Cgil - dimostra come questa ipotesi di lavoro sia molto debole
proprio dove cè più bisogno di programmi infrastrutturali".
Sempre in materia di infrastrutture, la Finanziaria assegna poi "Nuovi compiti alla
Cassa Depositi e Prestiti" prevedendo che "per il finanziamento del piano
straordinario delle infrastrutture la Cassa potrà finanziare anche soggetti privati e
partecipare o costituire società di capitali". La valutazione della Cgil è che
questo intervento sulla Cassa depositi e prestiti di fatto contragga gli spazi per i
programmi di investimento degli Enti locali a favore delliniziativa dei privati.
"La conseguenza di fatto sarà di ridurre la capacità dei Comuni di fornire ai
cittadini quei servizi sociali che in generale non garantiscono un ritorno economico
diretto".
In conclusione la Cgil considera che, al di là della politica degli annunci, non siano
rese né chiare, né conseguentemente credibili le intenzioni del governo su questa
materia: quali siano le priorità, quali le risorse, quali i tempi.
La casa
Quanto alle politiche di investimento rilevanti sotto il profilo sociale, la nota del
dipartimento della Cgil fa rilevare, innanzitutto, come allo stato attuale, al di là
delle risorse ancora disponibili della Contribuzione ex-Gescal, il Governo non preveda
nulla per alimentare la politica sociale della Casa. Anzi vengono addirittura ridotte le
risorse per il relativo Fondo Sociale. Un punto questo di particolare delicatezza in
quanto, sia nelle grandi realtà urbane che in quelle a forte concentrazione di lavoratori
immigrati, tenuto conto anche delle dinamiche del mercato del lavoro, si ripropone il
problema della casa con caratteri del tutto inediti.
"E senza dubbio urgente che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
renda spendibili in tempi rapidi le risorse già disponibili firmando i decreti che da
mesi sono fermi presso il Ministero - si afferma nel documento - occorre però, nel
contempo, andare ad un definitivo chiarimento tra Governo e Regioni sui nuovi sistemi di
finanziamento di questa domanda sociale, in quanto, una volta finite le risorse residue di
fatto, lItalia sarà lunico paese dellUnione Europea priva di una
politica sociale della Casa".
La città: qualificazione delle periferie
Analogamente, per quanto riguarda la riqualificazione delle periferie degradate, è
ritenuto illusorio che i programmi relativi possano essere realizzati "con le sole
risorse Comunali o con la legge sul 36% oppure con la criticabilissima legge "liberi
in casa propria. Anche qui -recita la nota della Cgil- ci troviamo di fronte ad uno scarto
tra lattenzione, anche in termini di risorse, che i paesi europei dedicano alle
politiche urbane e la totale assenza di fondi della Legge Finanziaria".
Ambiente
Un'analisi molto più complessa viene poi tracciata in relazione alle misure di politica
ambientale contenute nella legge di bilancio per il 2002.
Secondo la Cgil, dato acquisito a livello internazionale, è che le politiche ambientali
vadano realizzate integrando linsieme delle attività produttive e di servizio alle
implicazioni che queste comportano sull'ambiente. Un approccio che richiede evidentemente,
da una parte, un'attenzione del tutto nuova alle politiche di settore, dall'altra, risorse
adeguate da inserire in finanziaria per sostenere limpegno delle imprese
all'assunzione, nelle loro strategie, del tema della sostenibilità. "Di tutto questo
-sottolinea il documento- nella Finanziaria varata dal nostro governo non cè la
minima traccia. La stessa importante novità costituita dalla Carbon tax è praticamente
azzerata". Un linea che denota la rinuncia del governo a svolgere quell'importante
funzione di stimolo e supporto ai processi innovativi dei sistemi produttivi e dei servizi
che costituiscono la parte fondamentale di una moderna idea di competitività.
Ma non è tutto: nella legge non sono previste neanche le risorse necessarie per
sviluppare le più consolidate politiche di tutela dellambiente, quali i parchi o la
difesa del suolo.
La Cgil valuta poi di particolare gravità il fatto che sulle politiche ambientali che
coinvolgono la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nella finanziaria si preveda poco
o nulla in più di quanto sia stato fatto dai precedenti governi. "Di conseguenza,
problemi quali le bonifiche dellamianto, le bonifiche di importanti aree industriali
come Marghera o Bagnoli, le bonifiche delle troppe discariche abusive, le bonifiche di
interi corsi dacqua, andranno avanti tra mille ristrettezze ed il rischio per la
salute dei cittadini e dei lavoratori continuerà a permanere ancora per anni".