Part time / La Camera discute il progetto di legge sugli straordinari
Un provvedimento che fa discutere

Mentre i senatori a Palazzo Madama sono tutti impegnati nell'approvazione della legge finanziaria per il 2002 arriva in commissione Lavoro della Camera, per l'esame in sede referente, il progetto di legge di conversione del decreto sugli straordinari nel part time.

Il decreto, approvato a settembre dal Consiglio dei ministri, reca una serie di disposizioni urgenti in materia di lavoro supplementare nei rapporti di lavoro a tempo parziale, oltre che nuove norme in materia pensionistica. Il decreto, già criticato dai principali sindacati, dispone che le clausole dei contratti collettivi in materia di lavoro supplementare nei rapporti di lavoro a tempo parziale vigenti alla data di entrata in vigore del citato decreto legislativo n. 100 del 2001 continuino a produrre effetti sino alla scadenza prevista e comunque non oltre il 30 settembre 2002. In sintesi, alla scadenza del termine previsto dalla legge passata - che recepiva le indicazioni dei principali contatti di lavoro - la materia del lavoro supplementare verrebbe disciplinata, dopo l'approvazione delle nuove norme, esclusivamente dalle disposizioni di legge, qualora le parti sociali non firmino nuovi accordi specifici. Da qui le proteste delle parti sociali esautorate dai loro compiti e timorose che in questo modo si venga a creare un pericolosissimo precedente.

Infatti, se da un lato il governo ha più volte comunicato nel passato (ma anche durante l'ultima audizione del ministro Maroni presso la commissione Lavoro) che la ratio della normativa in esame tende comunque a demandare agli accordi contrattuali la disciplina in materia, occorre tuttavia prendere atto - ha dichiarato testualmente l'esponente del governo - che "manca a tutt'oggi il previsto riscontro in sede contrattuale, posto che sono pochi quei contratti che, in adesione alla facoltà concessa dalla legge, sono intervenuti sulla materia disciplinando il lavoro supplementare. Da qui la proposta di legge".

L'articolo 1, una volta approvato il testo di legge, consentirà infatti alla futura contrattazione collettiva di disciplinare il lavoro supplementare anche secondo quelle che saranno le nuove disposizioni di legge in materia di part time. Qualora però non intervenga lo slittamento del termine, gli eventuali accordi contrattuali che dovessero concludersi sul tema finirebbero per essere condizionati dalla rigida e vincolistica disciplina dettata dalla legge in materia e superati, a breve, dalle nuove disposizioni che si adotteranno per legge. Proprio questo articolo trova contrari i sindacati confederali, che accusano il governo di non lasciare aperto nessun spazio per un coinvolgimento delle parti sociali nella definizione di una nuova disciplina sul part time più coerente anche con le disposizioni comunitarie.

L'articolo 2 interviene invece per dare soluzione ai problemi interpretativi sorti in sede di applicazione dell'articolo 1, comma 23, secondo periodo, della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernente il diritto di opzione per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo. La legge stabilirà che tale opzione è esercitabile esclusivamente dai soggetti che, al 31 dicembre 1995, avevano meno di diciotto anni di anzianità contributiva, mentre continuerà a prevedere che, comunque, la facoltà di opzione sia concessa a tutti coloro che l'hanno esercitata entro la data di entrata in vigore del decreto legge.

L'articolo 3, infine, dispone in ordine alla regolarizzazione degli adempimenti tributari e contributivi per i soggetti colpiti dal sisma del 13 e del 16 dicembre 1990 in alcune province della Sicilia. Si tratta del riconoscimento delle diverse agevolazioni fiscali concesse, circa 10 anni fa, ma mai regolarizzate alle vittime dei terremoti siciliani. 

(Rassegna sindacale, n. 39, ottobre 2001)