| Contro l'attacco allo statuto dei
lavoratori ed agli interventi della finanziaria Primi scioperi a Reggio Emilia in aziende meccaniche, legno e ceramiche Le RSU chiedono lo sciopero generale nazionale 23 novembre 2001 Contro la decisione del Governo Berlusconi di chiedere una delega al Parlamento per intervenire in materia di lavoro si sono fermate in questi giorni a Reggio Emilia le aziende metalmeccaniche Lombardini, Landini, Tecnogas, ed hanno proclamato sciopero (un'ora, alla fine di ogni turno) i lavoratori delle ceramiche Casalgrande Padana, Graniti Fiandre, Ragno di Scandiano, e i dipendenti dell'azienda del settore legno Montanari di Guastalla. In un comunicato, le Rsu dell'azienda Casalgrande Padana dichiarano di giudicare "in modo negativo le proposte presentate dal Governo e appoggiate dalla Confindustria sulla riforma del mercato del lavoro'' e ritengono ancora più grave ''la decisione di procedere attraverso deleghe del Parlamento in materia di fisco, pensioni e Statuto dei lavoratori". "Riteniamo inaccettabile -si dice- che venga abolito o modificato con deleghe l'art. 18 dello stesso Statuto che prevede licenziamenti solo con la giusta causa. Non c'è nessuna possibilità di trattare su argomenti che possono solo peggiorare i diritti e le condizioni del mondo del lavoro. Chiediamo a Cgil, Cisl, Uil di attivare, a livello nazionale, tutte le iniziative necessarie (compresa la mobilitazione generale) per respingere queste proposte inaccettabili". In un'altra nota la RSU della ceramica Ragno sottolinea che "l'art.18 dello Statuto va difeso così com'è ed esteso anche alle aziende con meno di 15 dipendenti, senza deroghe o doppi regimi che colpirebbero la parte più debole dei lavoratori (nuovi assunti, giovani)". La RSU "respinge anche le proposte di ulteriore privatizzazione in tema di scuola, sanità e previdenza e chiede a Cgil, Cisl, Uil di assumere un livello di mobilitazione adeguata con lo sciopero generale che respinga con forza la politica sul lavoro e sullo stato sociale di questo governo". "Gravissimo" il giudizio della Rsu della 'Graniti Fiandre' sulle proposte presentate dal governo sulla riforma del mercato del lavoro . Dura critica anche sulla ''decisione di ricorrere ad una delega del Parlamento sulle materie fiscali, della previdenza e sulla deroga all'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Riteniamo che non esista nessuna possibilità per avviare un confronto con Governo e Confindustria nel merito di queste proposte che comporterebbero un grave peggioramento delle condizioni dei lavoratori''. La richiesta di "dare una risposta adeguata a questo Governo, proclamando lo sciopero generale" viene anche dalla RSU e dai lavoratori dell'azienda Montanari, che sottolineano che gli orientamenti del Governo rappresentano un "gravissimo attacco alla dignità e ai diritti dei lavoratori".
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