| ORDINE DEL GIORNO È NECESSARIO LO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DI TUTTE LE CATEGORIE CONTRO LA FINANZIARIA E I SUOI COLLEGATI Le delegate e i delegati al Congresso provinciale della Funzione Pubblica riuniti a Prato il 30 novembre 2001 ritengono necessaria una mobilitazione generale contro la legge Finanziaria e i suoi collegati. Contro una Finanziaria che apre la strada ad un attacco generalizzato alle condizioni di vita e di lavoro, ai diritti sociali, sindacali e contrattuali con provvedimenti che azzerano ciò che rimane delle conquiste del movimento dei lavoratori, con un salto indietro di parecchi decenni. A ciò si somma lo "sforzo bellico" che il governo Berlusconi ha imposto allItalia per sostenere lintervento armato che è di ben 2.500 miliardi mensili nei primi sei mesi delloperazione corso; un gravoso costo economico che pagheranno i lavoratori, i giovani, le masse popolari visto che per il padronato Berlusconi prevede meno tasse e altri sgravi fiscali. Una "tassa di guerra" che graverà sulla spesa sociale mentre con la Finanziaria e le leggi delega si propone addirittura di abrogare il Contratto collettivo nazionale di lavoro per sostituirlo con contratti regionali e individuali. Misure di gravità inaudita a cui si aggiunge una proposta di legge per:
Le delegate e i delegati al Congresso provinciale della Funzione Pubblica rilevano inoltre il particolare accanimento con cui la Finanziaria colpisce duramente linsieme dei settori pubblici, in primo luogo prevedendo risorse assolutamente insufficienti che rischiano di strangolare le Amministrazioni pubbliche e che mettono in discussione i rinnovi contrattuali. Inoltre lart.12 blocca tutte le assunzioni per il 2002, senza alcuna eccezione, non risparmiando neppure i concorsi già deliberati o in corso di svolgimento. Questo punto è per noi particolarmente grave perché è esattamente il contrario di ciò che servirebbe oggi, una forte immissione di giovani lavoratori attraverso assunzioni a tempo indeterminato a fronte di un organico insufficiente per il funzionamento della P.A. Mentre lart.19 consente al Governo Berlusconi, attraverso Regolamenti, di trasformare le Amministrazioni pubbliche in SpA o in Fondazioni private, o di sopprimerle, senza alcun vincolo o limite; per non parlare dellart. 20 che consente lappalto esterno per le attività delle Amministrazioni, anche qui senza alcun limite smantellando a discrezione lintero sistema pubblico. Ecco perché riteniamo necessario lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie contro la Finanziaria di guerra e i suoi collegati; contro la politica economica, sociale, militare interventista del governo Berlusconi.
ORDINE DEL GIORNO Contro la GUERRA IN AFGHANISTAN Premesso che ferma e forte è la nostra condanna del terrorismo in generale e degli attacchi negli Stati Uniti dell11 settembre scorso, che sincera e sentita è la nostra solidarietà al popolo americano colpito da queste mostruose azioni che nulla hanno a che vedere con la giusta lotta dei popoli in difesa dei loro legittimi interessi nazionali, le delegate e i delegati al Congresso provinciale della Funzione Pubblica riuniti a Prato il 30 novembre 2001 esprimono la netta disapprovazione per la risposta di guerra messa in atto dallamministrazione americana e dagli altri paesi occidentali. Una guerra che iniziata con il pretesto di distruggere le basi del terrorista Bin Laden assume sempre più chiaramente il carattere di un intervento delle maggiori potenze imperialiste occidentali per ipotecare il futuro dellAfghanistan e stabilire nella regione un nuovo caposaldo affidabile per controllare le importanti vie del petrolio della regione. Una guerra che gli Usa minacciano di allargare ad altri paesi con i conseguenti maggiori pericoli di allargamento del conflitto. Una guerra che deve cessare immediatamente. Riteniamo infatti che il terrorismo vada perseguito e battuto con i necessari strumenti diplomatici, politici, economico finanziari e giudiziari; che vada rifiutato il tentativo di contrapporre civiltà e popoli che oltretutto alimenta intolleranza e xenofobia. Non ci riconosciamo perciò nella decisione del governo Berlusconi avallata da uno stupefacente voto in Parlamento di far entrare in guerra lItalia e di inviare uomini e mezzi in Afghanistan; ci opponiamo inoltre al decreto "antiterrorismo che non fornisce affatto più sicurezza come affermato dal governo, ma limita in modo drastico le libertà democratiche degli immigrati con misure persecutorie. Riteniamo infine necessaria una mobilitazione del sindacato, delle lavoratrici e dei lavoratori, del popolo tutto contro questa guerra e contro il coinvolgimento dellItalia in essa.
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