PER UN FORUM SINDACALE DI GENOVA

L'11 settembre alcune delle contraddizioni del sistema di dominio mondiale sono esplose con drammatica spettacolarità e la guerra è entrata con prepotenza nella nostra vita.

Tutte le voci di dissenso messe a tacere, tutti ridotti al ruolo di spettatori spauriti e impotenti.

A tutti viene imposto di schierarsi dietro una bandiera, una civiltà, una religione.

E intanto, vista dall’Italia, la guerra non rimane soltanto uno spettacolo di bombardamenti lontani e di morti esotici, ma ormai ci tocca da vicino, diventa stile di governo, politica interna, controllo sociale, finanziaria.

Un attacco non solo ai nostri salari ed ai nostri diritti di lavoratori, ma a tutto lo stato sociale, alle fasce deboli, alla scuola, all'ambiente, al territorio.

Un attacco preparato ben prima dell'11 settembre, anche attraverso le politiche adottate dai governi di centro sinistra europei.

Basti pensare che, mentre rendite e profitti hanno raggiunto cifre record, in questi anni in Europa, i redditi, da lavoro dipendente, si sono ridotti dal 1992 al 2000 di ben 112.000 miliardi.

Noi al gioco del silenzio, della complicità, della solidarietà nazionale non ci stiamo.

Come nelle giornate di luglio.

Nelle giornate di luglio, a Genova, non abbiamo accettato di assistere in silenzio all’arrogante spettacolo di otto "grandi" riuniti per discutere le loro mediazioni nella gestione del potere sulla politica mondiale, elargendo con la mano sinistra qualche briciola in elemosina.

A luglio ci siamo fatti sentire, insieme ai vari soggetti sociali che hanno dato vita alle più grandi manifestazioni degli ultimi anni.

Immediatamente dopo i tragici avvenimenti dell’11 settembre il Ministro Scajola, con un operazione di sciacallaggio politico, tentava di cancellare le violenze ed i soprusi subiti dal movimento durante le giornate del vertice dei G8 e dichiarava che: " gli italiani avrebbero dovuto abituarsi alla riduzione delle loro libertà".

Oggi a maggior ragione, quando parlano le armi, tra cui insidiosa quella della propaganda bellica alleata con una informazione manipolata, noi, lavoratori e delegati sindacali, vogliamo riprendere la parola per proporre a tutti gli altri lavoratori e delegati, di qualsiasi organizzazione, di costruire insieme un’iniziativa contro la guerra e per la difesa dei diritti che sia all’altezza della posta in gioco oggi nel nostro paese: ridare forza e visibilità al conflitto sociale.

Siamo coscienti che a questo appuntamento ineludibile noi lavoratori e lavoratrici italiani arriviamo deboli, con una rappresentanza frammentata, nella quale sono presenti posizioni ambigue e colluse, impoverita dagli accordi di luglio, dalla politica della concertazione che ha determinato: tagli dei salari, flessibilità, precarietà del lavoro, riduzione dello stato sociale (pensioni e sanità), limitazione del diritto di sciopero e vergognoso tentativo di privatizzare l’istruzione.

E allora ci chiediamo e chiediamo a tutti gli altri lavoratori e delegati:

E' utopistico pensare di costruire dal basso una piattaforma unitaria che, attraverso proposte di mobilitazione, riesca a costruire uno sciopero generale contro la guerra, contro la "finanziaria militare" del governo Berlusconi, contro l’offensiva di Confindustria, per la pace, per la difesa dei diritti e delle libertà e per il salario?

Uno sciopero realmente generale che veda schierato un ampio fronte di lavoratori, capace di imporsi alle pulsioni egemoniche delle organizzazioni?

Non ci nascondiamo le difficoltà del momento ma pensiamo che a sostegno di questa proposta si possano mobilitare molte delle energie e volontà presenti nel movimento sindacale.

Il percorso che proponiamo parte dal basso perché l’esperienza di molti anni ci ha insegnato che è alla base che si può trovare più facilmente un’intesa ed un linguaggio comune, per questo ci proponiamo di lavorare insieme a tutti quei soggetti che intenderanno adoperarsi per un forum sindacale, che apra spazi di agibilità che sappiano guardare oltre l’emergenza guerra.

Noi lavoratori-trici e delegati-te questa battaglia non vogliamo combatterla da soli.

L’esperienza di luglio a Genova ha prodotto un cambiamento nella pratica politica e sociale legata alla diffusione di forum sociali in tutte le realtà territoriali in cui c’è movimento.

Proponiamo quindi di muoverci insieme alle forze che stanno dando vita al forum sociale di Genova legando, anche in quella sede, il nostro punto di vista; collaborando alle campagne contro la guerra e per la difesa dei diritti che il forum ha individuato come prioritarie e per rilanciare, come una delle questioni centrali, la ridistribuzione della ricchezza quindi il lavoro ed il salario.

Proponiamo quindi:

Assemblea Pubblica Regionale

Guerra: un attacco ai diritti

Sabato 17 novembre ore 15.00

Sala Cineclub "Chaplin",Piazza dei Cappuccini  1 .( zona Piazza Corvetto )  Staz Fer  Genova Brignole