Invio truppe italiane in Afghanistan: la posizione della Cgil

8 novembre 2001

La segreteria nazionale della Cgil sottolinea come ''l'ulteriore progressivo inasprimento dell'intervento anglo-americano in Afghanistan e il coinvolgimento diretto nell'azione militare di altri Paesi dell'Unione Europea, fra cui l'Italia, rafforzano l'allarme e le preoccupazioni da noi già ripetutamente manifestati, interpretando sentimenti sempre più diffusi fra i lavoratori, i pensionati, i cittadini italiani''.
''Si accrescono le devastazioni e le drammatiche conseguenze sulle popolazioni civili senza che a ciò corrispondano risultati evidenti ed efficaci nella lotta contro le centrali terroristiche e i regimi che le supportano''.
Per la segreteria nazionale della Cgil ''l'invio di truppe italiane è in netto contrasto con l'esigenza, già affermata dalle risoluzioni del Comitato Direttivo della Cgil, di far cessare i bombardamenti per dispiegare una vasta e indispensabile azione umanitaria ed inoltre rischia di favorire una ulteriore espansione del conflitto. L'inasprimento del conflitto rende ancor più evidente l'inconsistenza di quella forte azione politica e diplomatica per rinsaldare ed estendere l'alleanza contro il terrorismo, di cui pure si riconosce universalmente l'esigenza prioritaria; viceversa si evidenzia oggi il rischio di ulteriori fratture e divisioni con parti importanti del mondo islamico e di nuove tensioni xenofobe anche nel nostro contesto sociale''.
La segreteria Cgil denuncia inoltre come la situazione in Palestina permanga ''sostanzialmente inalterata, né si manifesta un concreto impegno della comunità internazionale per mettere in campo una azione effettivamente risolutiva di quel drammatico e decisivo conflitto''.
La Cgil rivolge nuovamente alle istituzioni e alle forze politiche un forte monito affinché sappiano interpretare queste diffuse preoccupazioni e rafforzino il ruolo dell'Italia soprattutto sul piano diplomatico e dell'azione umanitaria, decisivi per sconfiggere strategicamente il terrorismo.
''L'Italia  può e deve operare affinché l'Europa sappia esprimere una iniziativa efficace in tal senso, e sostenga con maggiore autorevolezza le funzioni dell'Onu sia sul piano diplomatico che su quello umanitario.La lotta contro il terrorismo costituisce una priorità assoluta nella attuale fase storica; la sua efficacia dipende dalla determinazione con cui si saprà agire sia con le azioni di contrasto che con l'iniziativa politica e diplomatica.