comunicato stampa della Cub Scuola

Contro la Finanziaria, il contratto ministeriale, la Guerra

Gli aggiustamenti che il ministro Moratti e i sindacati concertativi stanno deliberando sugli art. 9 e 13 della legge finanziaria lasciano, infatti, intatto l’essenziale della manovra governativa:

  • le risorse per le retribuzioni devono derivare dal taglio degli organici (un bell’esempio di cannibalismo sindacale e ministeriale);
  • il prolungamento dell’orario si può accettare con il solo vincolo, scontato, della disponibilità dei colleghi a fare ore in più;
  • aumentano i giorni di assenza del titolare di cattedra senza supplenti;
  • la maturità diventa uno scrutinio bis in cambio di qualche ora di lavoro straordinario;
  • il finanziamento e la legittimazione della scuola privata.

Chiudersi nella categoria o delegare ai sindacati concertativi la difesa dei nostri diritti è, prima che sbagliato, un atto di puro masochismo.

L’iniziativa dei lavoratori della scuola contro la legge finanziaria deve legare strettamente la difesa della scuola pubblica alla capacità di cogliere i termini generali dello scontro sociale.

La Legge Finanziaria va criticata, infatti, nel suo impianto generale

· la pretesa di imporci la riduzione del numero dei dipendenti nel settore pubblico

· la svendita delle abitazioni popolari

· l’esternalizzazione dei pubblici servizi

· taglio della spesa sociale (scuola, sanità, pensioni) e ulteriore crescita della spesa militare (40.000 miliardi)

· l’accrescimento, di fatto, della pressione fiscale sulle nostre retribuzioni

La Legge Finanziaria è primo atto di una serie di manovre inacettabili contro i lavoratori:

· taglio delle pensioni e trasferimento del TFR ai fondi pensione privati

· abolizione delle tutele sui licenziamenti (’art. 18 dello statuto dei lavoratori)

· estensione del precariato e del lavoro senza diritti per giovani e disoccupati

· distruzione delle garanzie sociali prevista dal Libro Bianco di Maroni

La partecipazione italiana alla guerra, che aggiunge altro orrore con miliaia di vittime che si aggiungono a quelle provocate dagli attentati del 11 settembre crea le condizioni per l’istaurarsi di un clima ancor più autoritario già preannunciato dalla violenta repressione scatenata a Genova, dall’attacco al diritto di sciopero e alle libertà individuali.

Il sindacalismo di base ha indetto per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato lo :

Sciopero Generale

venerdì 9 novembre con manifestazione a Roma

Diritto a retribuzioni europee, pensioni dignitose e lavoro stabile e tutelato;

contro la guerra e le politiche antipopolari che ne conseguono