Gli ordini del giorno votati all'assemblea nazionale  delle delagate e delegati Rsu della Sanità CGIL del 30.07.01


Il Prof. Girolamo Sirchia continua ad esternare  tramite stampa i suoi   propositi di cambiamento della sanità.

Sotto i titoli di devolution, meno stato e più  privato, assicurazioni   obbligatorie, altro non c'è che la progressiva  sparizione del diritto alla   salute come diritto universale di cittadinanza.

In questo progetto ovviamente anche il ruolo del  contratto nazionale di  lavoro per gli operatori del SSN viene ritenuto  residuale.

Non è quindi un caso, ma una precisa scelta, che ad  oggi manchi l'assenso  del Governo alla definitiva sottoscrizione del CCNL  già firmato all'ARAN,  sul quale, peraltro, le Regioni hanno già espresso  parere favorevole.

I lavoratori le lavoratrici della sanità  difenderanno il Servizio Sanitario   Nazionale e il contratto che dà dignità e valore al  loro lavoro e che deve   valere in egual modo in ogni parte d'Italia.

Hanno già dimostrato la loro capacità di  mobilitazione nel passato e sono   intenzionati ad attivare tutti gli strumenti  necessari per battere scelte   politiche che abbassano la soglia dei diritti dei  cittadini italiani e degli   operatori della sanità.

Per questi motivi l'assemblea nazionale dei quadri e  dei delegati dà mandato
alla segreteria nazionale di proporre a CISL e UIL  tutte le iniziative di   lotta necessarie a sbloccare gli ostacoli che il  Governo pone per le firme   definitive del contratto a partire da una giornata  di sciopero generale   della sanità da farsi entro la prima decade di  settembre.

Forse il Ministro della sanità invece di  preoccuparsi esageratamente della   reintroduzione della possibilità per i medici di  poter lavorare sia per il   SSN sia per i privati (con evidenti vantaggi per le  loro tasche) farebbe   bene a preoccuparsi del conflitto che su queste  questioni svilupperà nel   Paese.

L'assemblea dei quadri e dei delegati della sanità,  della FP CGIL, riunita a   Roma il 30 Luglio, esprime al Dott. Vittorio  Agnoletto la solidarietà più   piena ed incondizionata, dinanzi all'atto arrogante  ed ingiustificabile   compiuto dal Ministro Maroni, che lo ha escluso  dalla commissione   ministeriale sulle tossico dipendenze di cui  Agnoletto fa parte sulla base   delle proprie riconosciute competenze scientifiche
che ne qualificano,  peraltro la funzione di Presidente della LILA.

La motivazione dell'esclusione prescinde totalmente  dalla valutazione di  merito per la quale Agnoletto era stato chiamato a  far parte di quella   commissione e - alludendo alle opinioni espresse da  Agnoletto sul Governo,   in relazione ai gravissimi fatti di Genova e nella  funzione di portavoce del   Genoa-social-forum- configura, da parte di un  Ministro della Repubblica, un   vero e proprio attentato alla libertà di opinione di
espressione, una  violazione di un fondamentale diritto costituzionale  che getta un
inquietante ombra di regime sull'attuale Governo e  sottolinea l'urgenza
ineludibile di un accertamento pieno - sia da parte  della magistratura che  del parlamento - anche sulle responsabilità degli  avvenimenti gravissimi  che, a Genova, hanno suscitato inquietudine e  allarme, non solo in Italia,  quanto agli indirizzi e alle modalità che apparati  dello Stato e forze  dell'ordine hanno adottato dinanzi agli atti
violenti compiuti da una  minoranza dei manifestanti.

L'assemblea dei delegati e dei quadri della sanità  della FP CGIL impegna la
segreteria e gli organismi dirigenti del sindacato  ad attuare tutte le   iniziative necessarie perché l'atto compiuto dal  Ministro possa essere   revocato e possa essere prevenuta, per il futuro,  ogni iniziativa lesiva dei   diritti di libertà che costituiscono il principale  fondamento costituzionale   della Repubblica, cui anche l'azione del sindacato  continuerà ad ispirarsi   con il massimo rigore.