Sindacato Intercategoriale dei Comitati di Base - S.In.Cobas

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COMUNICATO STAMPA

 

PROSEGUE LO SCIOPERO DELLA FAME

DEI LAVORATORI DELLA TIRRENIA

I lavoratori marittimi già sottoposti a turni lavorativi che prevedono, alcune volte, 72 ore di lavoro continuo, in condizioni di assiduo sfruttamento, con disposizioni sulla sicurezza di dubbia efficacia tant’è che in questi ultimi giorni sono partite numerose segnalazioni alle capitanerie di porto per il controllo sugli ambienti e sulla sicurezza del lavoro, sono ormai al limite della sopportazione.

E la lotta continua con l’estensione dello sciopero della fame su altre navi Tirrenia, contro l’applicazione dell’accordo sindacale dello scorso 9 ottobre che taglia fino al 40 % il personale di bordo e contro il quale il S.in.Cobas ha già indetto ben tre scioperi nazionali (il 14 novembre, il 14 dicembre e il 15 febbraio) che hanno trovato il consenso e la partecipazione dei lavoratori, e ottenuto la sospensione dell’applicazione dell’accordo. I lavoratori oggi si vedono costretti anche a decidere di non mangiare per farsi ascoltare e rivendicare i propri diritti, ma anche il diritto alla sicurezza per tutti i passeggeri, dato che secondo quell’accordo il numero degli addetti varia in ragione del numero dei passeggeri.

Dalle ore 18 di oggi, giovedì 1 marzo, mentre viene sospeso lo sciopero della fame dei lavoratori marittimi della motonave Nomentana (in servizio da Genova a Porto Torres) – vedi nostro comunicato stampa di ieri – che riprenderà dopo 24 ore, inizia lo sciopero della fame sulle due navi Tirrenia che partono da Civitavecchia verso la Sardegna a cui si aggiungeranno i lavoratori di ulteriori due navi in partenza domani sempre dal porto Civitavecchia.

Questa mattina il sen. Giovanni Russo Spena del PRC ha incontrato i lavoratori Tirrenia (in partenza nel pomeriggio per la Sardegna) in un assemblea organizzata dal S.in.Cobas sulla banchina del Porto di Civitavecchia presidiata, come spesso succede nelle nostre assemblee, dalla polizia.

Russo Spena, nell’esprimere la solidarietà del proprio partito per la "situazione aberrante" in cui sono costretti questi lavoratori, si è impegnato per portare avanti l’interpellanza parlamentare annunciata ieri da Rifondazione Comunista e per tutti gli altri interventi possibili a livello istituzionale.

A Cgil-Cisl-Uil-Ugl i lavoratori in assemblea hanno voluto ricordare che quello "sciagurato accordo deve essere immediatamente ritirato" e non basta avanzare oggi, durante lo sciopero della fame, il proposito di modificarlo.

Il parere dei lavoratori su quest’accordo deve essere vincolante, così come richiediamo il pieno ripristino del diritto di sciopero (sul 60% dei traghetti infatti lo sciopero è ormai vietato dalla Commissione, cosiddetta … di Garanzia …, in applicazione della legge 146).

Occorre subito l’elezione delle Rsu (rappresentanze dei lavoratori) anche sulle navi, ricordando che i lavoratori marittimi sono lavoratori italiani e anche questo diritto non può continuare ad essere loro negato.

Napoli 1 marzo 2001 p.Il Coordinamento nazionale S.in.Cobas Trasporti

Michele Peluso – Ignazio De Rosa

 

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