INSEGNANTI: CGIL CISL UIL FIRMANO

E' stato siglato l'accordo per il per il biennio contrattuale della scuola. In soldoni si tratta di circa 300 mila lire lorde al mese in busta paga. In calce le firme di Cgil, Cisl e Uil; mentre i sindacati di base e lo Snals respingono risolutamente l'intesa. Critica anche la sinistra sindacale Cgil.

L'accordo traduce in pratica l'intesa raggiunta tra governo e sindacati nel dicembre scorso. Tutto era iniziato nel febbraio dello scorso anno, quando i prof si sono rivoltati contro il famigerato "concorsone", quello che doveva attribuire aumenti si stipendio di 6 milioni lordi annui al 20% della categoria, mentre gli insegnanti italiani restavano nel complesso i meno pagati d'Europa. Da allora sindacati confederali e di base si sono trovati con diverse piattaforme in contrapposizione con il governo, fino ai tre scioperi
generali dell'autunno scorso. Cgil, Cisl e Uil hanno poi siglato a palazzo Chigi l'intesa sulle risorse aggiuntive nella finanziaria 2001. Il governo ha messo a disposizione 850 miliardi per il 2001, 1.250 per il 2002 e 1.450 per il 2003. Sommati con le risorse accantonate del "concorsone" e quelle già disponibili per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, gli stanziamenti complessivi sono diventati 3.760 miliardi per il 2001, 4.160 per il 2002 e 4.360 per il 2003. Cifre ancora lontane dall'allineamento europeo.
Alle scuole, nella loro autonomia, è inoltre destinata una cifra di 416 miliardi. Sono i fondi per il riconoscimento professionale nella didattica, legato all'ampliamento dell'offerta formativa e alla flessibilità dell'orario di lavoro. La decisione sulla loro attribuzione è affidata al collegio dei docenti, e su questo anche le Rsu dovrebbero essere soggetti contrattuali a pieno titolo. Questo è però uno dei punti su cui sono polemici i Cobas, secondo cui gli aumenti di merito voluti dai confederali "rientrano per la finestra". I Cobas osservano infatti che, secondo il contratto, i delegati "esterni" dei sindacati firmatari hanno gli stessi poteri dei tre delegati eletti "interni".
I Cobas e la Sinistra Sindacale Cgil invocano un referendum "vincolante".