Ducati Motor:

precari e stabili uniti nella lotta.

Negli ultimi anni la Ducati Motor Holding, controllata dalla TPG (fondo di investimento americano), sta utilizzando in modo massiccio tutte quelle forme di lavoro flessibile e precarie (come il lavoro interinale) con l'obiettivo dichiarato, da una parte, di prolungare il periodo di prova per chi entra per la prima volta in azienda e, dall'altra, di sostituire lavoratori a tempo indeterminato -"garantiti"- con lavoratori precari, senza diritti, non sindacalizzati e di conseguenza maggiormente ricattabili.

Questo all'interno di una strategia aziendale che punta ad una riorganizzazione del lavoro sul modello dell'azienda a rete attraverso processi di outsourcing, terziarizzazione ed esternalizzazione.

Tutto questo ha provocato innanzi tutto un peggioramento delle condizioni di lavoro attraverso un aumento degli orari, dei ritmi, dei carichi di lavoro e della produttività oraria (principale causa degli infortuni sul lavoro).

In risposta a questa strategia aziendale le organizzazioni sindacali non sono state in grado di avanzare un progetto alternativo tanto che l'azienda, a metà di ottobre, ha avanzato la richiesta di procedere ad una serie di esternalizzazioni di parti fondamentali del processo produttivo come le lavorazioni meccaniche (teste motore, carter, alberi motore ecc.), la verniciatura e il magazzino generale.

Di fronte a questa richiesta, e dopo la consultazione dei lavoratori/trici, si è subito indetto uno sciopero di due ore, con presidio davanti ai cancelli, per il 24 ottobre.

La novità importante sta nel fatto che a questo sciopero hanno aderito anche i lavoratori interinali, rivendicando il blocco delle terziarizzazioni e l'assunzione stabile di tutti gli 85 lavoratori interinali presenti in Ducati.

Al presidio, dove i lavoratori interinali hanno esposto un loro striscione con su scritto "PRECARI COME ORDINARI", hanno partecipato più di un centinaio di lavoratori di cui la stragrande maggioranza precari.

Si è nei fatti creata, per la prima volta, una unità tra lavoratori precari e lavoratori stabili grazie a delle parole d'ordine unificanti (No alla terziarizzazione e No al lavoro precario) che hanno permesso di superare quella frammentazione e quelle divisioni tra lavoratori che, facendo il gioco del padrone, non fanno altro che indebolirli.

Questo è stato possibile grazie all'apporto fondamentale dato dai lavoratori interinali che da subito hanno avanzato la richiesta di organizzare una loro assemblea per preparare una vera e propria piattaforma rivendicativa.

A questa richiesta i sindacati non hanno dato delle risposte precise tanto che è stato necessario più di un mese per organizzare un'assemblea di tutti gli interinali dove eleggere anche dei rappresentanti sindacali.

Il 12 dicembre sono stati eletti sei delegati degli interinali divisi per agenzia; tre della Manpower e uno, rispettivamente, della Adecco, della Interiman e della Ad Interim.

Nel corso delle trattative (che nel frattempo si erano aperte con l'azienda, grazie ai rapporti di forza creati dalla mobilitazione dei lavoratori), i sindacati di categoria FIOM-FIM-UILM - invece di puntare su una piattaforma rivendicativa unificante che chiedesse il blocco delle terziarizzazioni e l'assunzione stabile di tutti i precari - hanno utilizzato la lotta degli interinali come merce di scambio per ottenere dall'azienda il blocco di alcune esternalizzazioni.

Si è quindi persa un'occasione importate di fare di questa vertenza una vertenza esemplare contro il lavoro precario.

Prima della scadenza del contratto degli 85 interinali, prevista per il 22 dicembre, le OO.SS. non sono state in grado di imporre un accordo all'azienda che prevedesse l'assunzione di un numero rilevante di interinali e hanno, di conseguenza, lasciato mano libera ai vertici aziendali di fare delle assunzioni utilizzando un criterio evidentemente discriminatorio.

Infatti, i lavoratori che, guarda caso, non avevano partecipato allo sciopero sono stati assunti direttamente dalla Ducati con un contratto a tempo determinato di sei mesi (circa 16), mentre la stragrande maggioranza di coloro che si sono esposti in prima persona è stata riconfermata con un contratto interinale per altri tre mesi.

Non contenta, l'azienda, ha pensato bene di smantellare la rappresentanza sindacale degli interinali, non riconfermando il contratto a due delegati e costringendo altri due a dimettersi attraverso una serie di pressioni fatte da alcuni capi reparto.

Siamo di fronte, nei fatti, a dei licenziamenti per rappresaglia ad opera sia della Ducati - che ha inviato alle varie agenzie la lista dei nomi degli interinali da riconfermare - e sia della Manpower e della Ad Interim, che fra l'altro si sono guardate bene dall'offrire ai due delegati non riconfermati un altro contratto di lavoro.

Ci sono tutti i presupposti per una azione legale nei confronti sia della Ducati sia delle agenzie di lavoro temporaneo per la palese discriminazione politica e sindacale.

Mi auguro che, in questo caso, ci sia la volontà da parte della FIOM di andare fino in fondo, anche per evitare che si crei un precedente negativo che potrebbe essere utilizzato come deterrente nei confronti di quei lavoratori precari che decidono di ribellarsi alla loro condizione di sfruttamento.

La vicenda McDonald's insegna!

Alla fine di questa vertenza, il 16 gennaio si è raggiunto l'accordo tra sindacati ed azienda che concede una serie di terziarizzazioni in cambio di fantomatiche assunzioni di lavoratori precari: il classico accordo bidone.

 

Roberto Santi

Delegato Rsu Manpower Bologna Nidil – Cgil Bologna, 9 febbraio ’01

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