FIRMATO L'ACCORDO PER IL CCNL AUTOFERROTRANVIERI
 
Nuovo inquadramento
Viene modificata la scala parametrale e viene introdotto un nuovo tipo di inquadramento con il quale vengono ad aumentare i tempi di passaggio ai livelli superiori. Ad esempio un conducente neo-assunto al settimo livello per passare al livello successivo anziché 24 mesi impiegherà 9 anni! Lo stesso conducente per raggiungere il parametro più alto impiegherà 21 anni! Gli anni sono poi calcolati in base alla "guida effettiva" cioè escludendo periodi di malattia, aspettativa, ecc. Peggioramenti simili sono previsti anche per impiegati ed operai, che vedranno dilatarsi in avanti i tempi per passare ai livelli superiori.

Doppio regime contrattuale
Viene sancito il passaggio a un doppio regime contrattuale che divide i lavoratori tra vecchi e nuovi assunti. Questi ultimi riceveranno salari inferiori sia come effetto del nuovo inquadramento, dove per tutti i lavoratori saranno previsti parametri più bassi degli attuali (a parità di qualifica), sia come effetto della riorganizzazione e semplificazione degli istituti retributivi che porterà i nuovi assunti a non ricevere alcune voci della retribuzione aziendale. E' inoltre scandaloso che i lavoratori attualmente assunti con Contratti Formazione e Lavoro verranno considerati a tutti gli effetti nuovi assunti. Si dividono in questo modo i lavoratori ma comunque tutti vedranno una diminuzione della propria retribuzione nel prossimo periodo: la suddivisione e tra chi prende una bastonata e chi qualcuna in più!

Orario di lavoro
Non è prevista nessuna riduzione di orario, anzi nelle aziende dove esistono condizioni di lavoro di maggior favore (ovvero un orario di lavoro più basso per effetto di accordi aziendali), l'orario di lavoro effettivo dovrà tendere a quello nominale. In altre parole per l'ATM di Milano ad esempio si andrà ad un aumento dell'orario di lavoro da 36 a 39 ore settimanali per i conducenti e, tra l'altro, la durata dell'orario di lavoro verrà calcolata come media nell'arco di 17 settimane.

La retribuzione
Gli aumenti di 140.000 lire (lorde e calcolate sul quinto livello) non sono sufficienti a coprire l'aumento dell'inflazione dal '98 ad oggi e ovviamente non sono in grado di tutelare i nostri salari per gli anni a venire. Anche l'una tantum apparentemente molto alta di 2,5 milioni lordi copre solo in minima parte il potere di acquisto perduto dal '98 ad oggi.