Torino, 14 Giugno 2000

Ø Segreteria Naz. CGIL
Ø Segreteria Naz. SNUR

E p.c. SNUR CGIL Piemonte
Ø Segreteria CGIL Piemonte
Ø Segreteria CGIL Torino
Loro indirizzi

Prot.n.261/00/MP/FP/ld.

Abbiamo letto e non condividiamo la presa di posizione della Segreteria Nazionale dei sindacati di Categoria SNUR contro la posizione espressa da RSU elette nei luoghi di lavoro, quale ad esempio RSU di Firenze.

Non le condividiamo per i toni, perche' travalicano il confronto delle idee e dei giudizi di merito su un accordo sindacale sostituendoli con dei giudizi di valore su chi esprime queste idee. Da sempre questo metodo e' servito a quelli che stanno ai livelli superiori di responsabilita' per evitare il confronto con quelli che stanno sotto, oppure per determinare delle divisioni molto piu' profonde dell'iniziale dissenso di merito.

Non le condividiamo per i contenuti. Riteniamo che debbano essere attentamente valutati, quindi anche soggetti a critica, tre aspetti importanti dell'intesa per il rinnovo contrattuale: la dinamica delle retribuzioni che mantiene un trend  inadeguato rispetto agli aumenti del prodotto interno lordo e della produttivita' media; una distribuzione degli aumenti contrattuali che pesa negativamente sulle esperienze di contrattazione articolata gia' svolta e su quella che si dovra' realizzare in futuro; una apertura sull'utilizzo precario delle lavoratrici e dei lavoratori che rendera' ancora più difficile il ruolo della rappresentanza sindacale e del suo potere negoziale e non dara' risposte positive all'occupazione. Il fatto che il lavoro interinale sia sancito da una legge
dello Stato non annulla un principio guida del diritto del lavoro e, a maggior ragione, della azione sindacale che, da sempre,  tesa a migliorare i diritti minimi stabiliti dalle leggi.

Non le condividiamo rispetto alla democrazia sindacale. Tutti i lavoratori hanno diritto ad esprimersi sugli accordi che li interessano. Troppi accordi ignorano questo aspetto. Se viene a cadere questo principio e questa prassi i lavoratori contano poco, la loro unita' o la ricerca della loro unita' e' superflua, la democrazia di organizzazione e' la sanzione del fatto che si puo' fare a meno della unita' e della partecipazione. Non crediamo che la CGIL o le sue strutture di categoria debbano prendere atto di questa
modalita' così asfittica e deformante di gestione della partecipazione democratica dei lavoratori.

Il dibattito su questi aspetti cosi' delicati deve continuare. La verita' in tasca non ce l'ha nessuno.

Maurizio Poletto -Fulvio Perini
della CGIL di Torino