07 Giugno 2000
PENSIONI SOTTO LA SOGLIA DELLA POVERTA'
Tante pensioni, ma di importo spesso miserabile, al limite della
sopravvivenza, soprattutto nel settore privato: questa la foto del sistema
pensionistico italiano presentata ieri dall'Istat. Il primo dato che
colpisce è il numero totale delle pensioni erogate: a fine '99 erano
21.589.000 con un costo complessivo di oltre 320 mila miliardi e un importo
medio di 14,8 milioni annui. Il che significa una media di circa 1 milione
50 mila lire mensili per tredici mensilità.
In rapporto al Pil, la spesa per le pensioni nel '99 è risultata pari al
15,05%, in leggerissimo aumento dal 14,94% del '98 e in leggerissima
riduzione dal 15,09% del '97. Enrico Giovannini, direttore generale
dell'Istat, ha sottolineato che anche per il futuro sarà la crescita del Pil
a condizionare l'andamento della spesa: se sarà inferiore all'1,5% saranno
dolori, ma se il reddito salirà più del 2% l'anno, il rapporto spesa/Pil si
manterrà costante sugli a ttuali livelli.
Le pensioni erogate nel settore privato sono 18,4 milioni; 3,18 milioni
quelle nel settore pubblico. Quasi un rapporto di sei a uno, ma la spesa
complessiva e l'importo medio non sono nella stessa proporzione: 239 mila
miliardi è l'importo per le prestazioni nel settore privato; 81.206 miliardi
per quelle pubbliche. La disparità del trattamento risulta ancora più
evidente dal confronto dell'importo medio annuale: 12,987 milioni le
private; 25,536 milioni le pubbliche. La disparità del trattamento viene
esaltata dalle pensioni Ivs (pensioni dirette di invalidità, vecchiaia e
superstiti) perchè la forbice si allarga ulteriormente: 13,977 milioni per
le private; 29,421 milioni per le pubbliche.
Dei quasi 21,6 milioni di pensioni, solo 17,77 milioni sono trattamenti Ivs,
conseguenti all'attività lavorativa svolta (in questo gruppone sono comprese
le pensioni di anzianità). Circa 3,8 milioni di prestazioni sono, invece,
prestazioni anomale: pensioni indennitarie (rendite per infortuni sul lavoro
e malattie professionali o pensioni di guerra) e pensioni assistenziali. Un
pezzo di stato sociale che non può essere toccato (semmai aumentato) e che
complessivamente assorbe oltre 30 mila miliardi.
Il problema pensioni, insomma, è meno drammatico di quanto si vorrebbe far
credere e se dalle vere e proprie prestazioni si sottraessero i costi dello
stato sociale il risultato sarebbe un rapporto rispetto al Pil decisamente
più basso e in linea con gli altri paesi europei. Da sottolineare, infine,
che l'importo medio delle pensioni rispetto al Pil per abitante è di appena
il 35,18% per quelle del settore privato e del 69,18% per quelle pubbliche.
In totale, l'importo medio delle pensioni è pari al 40,19% del Pil per
abitante. Insomma, non c'è da scialare.
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