| MACCHINISTA DI NOTTE: MORTE IN VISTA
Tre inchieste aperte (ministero dei trasporti, ferrovie dello stato, procura
della repubblica); un'interrogazione parlamentare (di Ugo Boghetta,
responsabile trasporti del Prc). L'incidente di Solignano, in cui cinque
macchinisti hanno perso la vita e uno è ancora in prognosi riservata, getta
una luce di evidenza sulle condizioni di lavoro nel trasporto ferroviario.
"Errore umano" è la parola d'ordine ufficiale. Come se fosse una
spiegazione, in un settore dove l'automazione è spinta e i sistemi di
controllo automatico non mancano davvero (basta installarli e controllarne
l'efficienza, ovvero investire in sicurezza e manutenzione). "Errore umano",
come se costringere a lavorare fino allo sfinimento non fosse
un'aggravante - invece che una scusa - per un'azienda che fa del modernismo
di facciata la sua "nuova" carta d'identità. Racconta Giulio Moretti,
macchinista, tra i principali esponenti del Comu e dell'Orsa, come sono
andate le cose.
"Le Fs ci hanno comunicato gli orari di lavoro che avevano tenuto i colleghi
morti nello scontro. Sono orari folli, fuori di ogni logica e impegno
contrattuale. Due dei macchinisti avevano fatto anche la notte precedente.
12 ore di turno, con 12 ore di riposo per uno e 19 per l'altro. Poi avevano
ripreso servizio ed erano al lavoro da 10-11 ore. Così si creano le
condizioni perché questo tipo di incidenti avvenga.
Si possono fare due turni di notte consecutivi. Ma di sette ore la prima
notte, seguita da 22 ore di riposo. Nella seconda, in ogni caso, la parte
notturna dell'orario - tra mezzanotte e le sei - non deve superare l'ora e
mezzo. In gergo diciamo una notte "pesante" e una "leggera". In questo
caso
c'era una turnazione straordinaria. E' evidente che in queste condizioni
l'attenzione, ad un certo punto, cade.
Lo straordinario viene accettato perché l'azienda butta una barca di soldi
sul queste prestazioni. In pratica, e ce l'hanno anche spiegato, hanno un
budget di 700.000 lire pro capite per gli straordinari.
I nostri stipendi vengono considerati da "privilegiati". Ma è chiaro che se
uno ha famiglia deve stare bene attento a come spende. L'azienda fa leva
sulle necessità del personale per incentivare un uso massiccio degli
straordinari. E' chiaro che non tutti accettano di farli; e quindi per altri
c'è la possibilità di accumulare una quantità di ore straordinarie ancora
superiore, perché magari un milione in più in casa fa comodo.
Con la divisionalizzazione (lo smembramento delle Ferrovie dello stato in
quattro diverse società in via di privatizzazione) le cose sono peggiorate.
La Cargo Si, ovvero la divisione che gestisce il trasporto merci, ha
concentrato la maggior parte della sua attività in orario notturno. In
questo modo anche gli straordinari si vanno a concentrare in quel settore.
In pratica l'80% degli stanziamenti aziendali per gli straordinari sono a
disposizione per un quarto dei macchinisti. Che si trovano così a dover
scegliere tra guagnare molto rischiando sempre, o accontentarsi dello
stipendio. Prima c'era una distribuzione maggiore del lavoro straordinario,
e anche dello stress relativo".
7 giugno 2000 |