trattativa nazionale sull'arbitrato nelle cause di licenziamento
dichiarazioni di Mario Agostinelli segretario generale CGIL Lombardia,
Tino Magni segr. Fiom Lombardia, Fiom Brescia

 

MARIO AGOSTINELLI - Segretario generale Cgil Lombardia
Forse la trattativa odierna sull’arbitrato è solo la coda di un vecchio percorso intrapreso prima che l’arroganza referendaria e la posizione sui licenziamenti assunta da Confindustria fossero sconfitte dall’esito stesso del voto.In questo caso si tratterebbe di molto rumore per nulla e di un confronto già morto. Speriamo sia così.   Perché, dopo le assemblee e gli impegni presi, è troppo rischioso, oltre che sbagliato riallargare su una questione decisiva e delicatissima la distanza tra lavoratri e sindacato che qui in Lombardia abbiamo cercato di colmare con un forte impegno unitario.

Sesto San Giovanni, 24 maggio 2000 

 

Tino Magni, segretario generale Fiom Cgil Lombardia
a proposito del confronto in atto tra Confindustria e sindacato sull’arbitrato

Apprendo dalla stampa che CGIL CISL e UIL si apprestano a sottoscrivere con Confindustria un accordo che istituisce l’arbitrato in sostituzione del giudice nei casi di licenziamenti individuali. Considero sbagliato che, senza alcuna discussione con le lavoratrici ed i lavoratori e tra il gruppo dirigente, si arrivi a sottoscrivere intese su materie che, tra l’altro, sono state l’oggetto di una grande battaglia del movimento sindacale in difesa di un diritto sacrosanto delle lavoratrici e dei lavoratori, messo in discussione dal referendum promosso dai radicali e sostenuto dichiaratamente da Confindustria. Ritengo pertanto che si debba sospendere qualunque confronto e immediatamente avviare questa discussione.


Sesto San Giovanni, 24 maggio 2000

 

La Segreteria FIOM di Brescia in merito al confronto in atto tra Confindustria e Confederazioni sindacali nazionali sull'arbitrato in materia di licenziamenti

La Segreteria della FIOM DI BRESCIA considera assurdo ed inaccettabile il fatto che CGIL-CISL-UIL sottoscrivano un accordo con la Confindustria che istituisce l’arbitrato (anche se in forma volontaria) in materia di licenziamenti individuali. Ricorrere all’arbitro e non al giudice, come è noto, è alternativo all’azione giuridica prevista dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Introdurre modifiche su questa materia, dopo che la maggioranza degli elettori il 21 Maggio scorso ha bocciato il referendum sull’art.18 dello Statuto dei Lavoratori promosso dai radicali e sostenuto dagli imprenditori, è un atto grave e irresponsabile. Nessuno, su materie così delicate, può arrogarsi il diritto di introdurre, seppur sorrettiziamente, modifiche che possono colpire i diritti individuali dei lavoratori.La Segreteria della FIOM di Brescia vi invita, su questo tema, a interrompere qualsiasi negoziato e avviare una discussione negli organismi dirigenti e che coinvolga tutti i lavoratori.

Brescia, 24 maggio 2000