DISPOSITIVO FINALE DELL'ASSEMBLEA DEL 3-4 MARZO 2000

I partecipanti all'Assemblea del 3 e 4 marzo ritengono che una nuova piattaforma, in grado di rispondere alle attuali condizioni e bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori sia oggi indispensabile per la CGIL e per l'intero movimento sindacale.

La linea sin qui seguita dal sindacalismo confederale nel nostro Paese, quella tesa a limitare i danni nell'arretramento di fronte all'offensiva liberista contro i diritti e le conquiste sociali mostra ormai tutta la sua crisi. Nello stesso tempo cresce a dismisura la precarizzazione in tutto il mondo del lavoro, con un effetto di regressione sociale e civile devastante. Eppure l'attuale linea resta dominante nella teoria e nella pratica delle organizzazioni sindacali, con un continuismo rispetto al passato che non solo non trova più giustificazione nè nella situazione reale, né nei risultati, ma che soprattutto provoca sempre più sfiducia e divisione.

Rompere questa continuità è oggi indispensabile, se si vuole che le lavoratrici e i lavoratori riacquistino speranze ed impegno nel miglioramento delle loro condizioni e nel progresso sociale e civile del paese. Il cambiamento dev'essere esplicito e percepito come tale da tutti, proprio per suscitare quelle intelligenze de energie atte a riprendere ad avanzare.

La CGIL com'è avvenuto in altri momenti della sua storia, deve avere la forza di mettere in discussione: scelte, comportamenti, linguaggi. Essa deve realizzare un bilancio rigoroso delle politiche di questi anni e aprirsi a un dibattito senza preclusioni, con lo scopo di cambiare i propri obiettivi, le proprie pratiche contrattuali, e, dove necessario anche se stessa.

È necessario un dibattito aperto, senza preclusioni, con lo scopo di affrontare la crisi dell'autonomia, dell'unità e della democrazia sindacale, la rottura conservatrice della Confindustria, il vicolo cieco in cui si trova il modello concertativo di relazioni sindacali. Tutti gli iscritti debbono poter dire la loro, avanzare proposte, domande, soluzioni perché sono le persone in carne ed ossa, le loro condizioni di lavoro, di salario, di vita che devono tornare al centro dell'iniziativa sindacale.

Questa svolta sin d'ora è reclamata dalla stessa drammatica scadenza segnata dai referendum antisociali, e per questo i partecipanti all'Assemblea la propongono a tutta la CGIL. Tutti coloro che nel sindacato hanno maturato un giudizio critico sulla situazione attuale assieme alla convinzione della necessità di cambiare, anche da posizioni e scelte diverse, facciano sentire le loro opinioni.

Se questi mesi non vedranno avanzare e giungere a conclusione politica quest'indispensabile ricerca, le ragioni e gli obiettivi di una svolta in alternativa ad ogni continuità con la linea attuale, verranno riproposti nel congresso, dalle persone, culture, esperienze che, senza oggi mettere in discussione le loro differenti pratiche organizzative o già prefigurarne di nuove, partecipano al progetto di una nuova piattaforma per la CGIL e per l'intero movimento sindacale.

L'Assemblea nazionale del 3 e 4 marzo impegna le partecipanti ed i partecipantida subito allo sviluppo dell'iniziativa in ogni territorio, categoria, struttura, luogo di lavoro a diffondere e a discutere la piattaforma al fine di completarla, mettendo così in comunicazione i soggetti, le esperienze e le pratiche sindacali oggi presenti nella CGIL.