| Sulla preintesa per il Ccnl Università e Ricerca Contributo di Palma Carbone Direttivo Nazionale SNUR-CGIL (Alternativa Sindacale) Sulle premesse: I punti in premessa della "preintesa" siglata il 23 febbraio scorso "costituiscono risultati acquisiti" e quindi, se ne deduce, non più modificabili. La sigla della "preintesa" costituisce di fatto la cornice dentro cui si definiranno le particolari determinazioni per il prossimo Ccnl. E grave che laccettazione della "preintesa" come base per la stretta finale del Ccnl non sia stata avvallata da alcuna consultazione tra le lavoratrici ed i lavoratori per acquisire un vero e democratico mandato per la stretta finale sul Ccnl. Le OOSS di categoria devono ancora decidere come procedere sulle forme della consultazione sul Contratto. Lo Snur Cgil, nel suo CdN del 6 marzo scorso ha preso posizione sulle forme della prossima consultazione. Lordine del giorno della segreteria nazionale, approvato con un solo voto contrario e alcune astensioni, prevede nella sostanza, come unico momento decisionale, il referendum finale sul Ccnl, e quindio solo la possibilità per le lavoratrici ed i lavoratori di dire Si o No ad un prodotto già finito. SullOrdinamento Professionale Dopo tutte le "sanatorie" che, a quanto pare, non sembra siano state applicate per intero e dappertutto, il nuovo ordinamento dovrebbe cercare di mettere ordine nella categoria, di non creare ulteriori fratture e, nello stesso tempo, di dare una risposta, anche se parziale e relativa, al "sottoinquadramento" generalizzato del personale. Laspettativa era quella di un primo inquadramento che riguardasse tutti e che prevedesse il salto economico di un livello. Invece vengono previste "risorse finanziarie di importo pari allo 0,4% del monte salari 97", per coprire le spese per il primo inquadramento di particolari categorie di personale identificati dal Ccnl. Queste figure solo le "qualifiche di confine" che secondo quanto affermato dalla delegazione Cgil sarebbero quelli di "sofferenza" (5°,7° ed 8° livelli attuali. E, tanto per essere chiari, da dove viene quello 0,4%.?. Le Università che hanno già messo in atto procedure selettive per un nuovo inquadramento, "riducono lo 0,4%" in misura corrispondente allonere dei passaggi realizzati. E certo positivo che il personale del 3° livello dopo un anno venga inquadrato al gradino economico superiore, ma questo è personale che non ha mai beneficiato di alcuna "agevolazione" in passato. A regime, la progressione economica si baserà su "meccanismi selettivi" che, oltre a riguardare solo una parte del personale, si basano su "sistemi di valutazione" propri di ogni Ateneo, secondo criteri generali che, laddove non sono discrezionali (arricchimento professionale, qualità delle prestazioni individuali) sono discriminatori: Essere incorsi in provvedimenti disciplinari costituisce un handicap anche per la progressione economica. In sostanza "la punizione" tende ad essere permanente. Due elementi di riflessione:
I regolamenti di Ateneo diventano uno strumento chiave in mano alle Amministrazioni, di fronte a relazioni sindacali deboli, costrette nei limiti e nei vincoli del modello concertativo. La conseguenza più evidente è che tale impianto contrattuale limita lazione sindacale dAteneo laddove Rsu e OOSS hanno capacità dazione e di incidenza, e non "aiuta" le situazioni "deboli". Già con lo scorso Contratto lintroduzione massiccia di lavoro "precario" ha trasformato di fatto lOdL. Il lavoro "flessibile", stante le relazioni sindacali previste, rischia di diventare la forma di lavoro prevalente preferita dalle Amministrazioni se non si lavora per limitarne luso ai casi previsti dalla legge, nei casi eccezionali, in percentuali minime. Sul lavoro straordinario Nella preintesa non sono previsti limiti. Ogni Ateneo avrà per pagare gli straordinari tanto quanto nellanno 1999. Si può scegliere se farsi pagare le ore straordinarie sotto forma di riposi compensativi entro 12 mesi "tenuto conto delle esigenze organizzative". Se ciò non è possibile le ore di lavoro straordinario verranno pagate. Bene: Se non cè limite, se il budget è fisso, se lo straordinario è dovuto a carenza di organico, quando si potrà effettuare il riposo?. Il rischio concreto è che si parla di 35 ore ma di fatto si è sempre di fronte ad unna tendenza allallungamento dellorario di lavoro. Sulla Indennità di Ateneo E positivo che la forbice diminuisca. E positivo che lentità aumenti, ma deve essere chiaro che sono soldi tolti dal salario accessorio e trasferiti sullindennità, comunque dal 31.12.99, quindi solo nel luglio 2000. E qui, se il significato politico di tale trasferimento è chiaro, cè inoltre da considerare che comunque, laddove si fa contrattazione, ci si perde. Per il personale dei Policlinici continua la beffa. Si continua a rimandare la riorganizzazione del personale Universitario dei Policlinici, adducendo come motivazione - che sta ormai diventando un alibi lattesa della riforma che riguarda la sanità. Sarebbe ad esempio semplice preparare quanto meno la tabella di equiparazione tra il personale Universitario e della sanità. Che cosa è che impedisce di farla? Sulle quantità economiche E positivo che in questo primo biennio si superi il limite di inflazione programmata, ma teniamo presente che quel 2% in più è dato dallimpegno degli Atenei a contribuire con quella quota di risorse. Teniamo conto che linflazione è in aumento, che le decorrenze economiche sono dall1.10.99 e dal 1.7.99 e che i benefici economici sono quindi esigui, oltre che differenziati, per tutto il personale. ******************* Sono solo alcune osservazioni sulla preintesa alla quale ho votato contro in occasione dellultimo direttivo nazionale Snur e su cui lavoratrici e lavoratori non saranno chiamati ad esprimere un giudizio dal quale fare emergere democraticamente leventuale mandato alle OOSS per una stretta finale della trattativa per il Ccnl. Le delegazioni sindacali e lAran stringono i tempi per chiudere. E grave che le OOSS vadano alla stretta finale sul Ccnl senza lavvallo delle lavoratrici e dei lavoratori Noi saremo, forse chiamato solo a cose fatte e finite e solo per dire Si o No. Un prendere e lasciare che, per il modo con cui ci si arriverebbe mortifica le attese e la voglia di partecipazione che dai luoghi di lavoro sono maturate nel corso di questa ultima vicenda contrattuale . Eravamo in molti della Cgil, il 3 e 4 marzo a Roma, allassemblea di Sinistra Sindacale per chiedere una svolta e per chiedere comportamenti e regole certe ed esigibili di democrazia sindacale. Credo che la vicenda del Ccnl Universtà e Ricerca non possa passare in silenzio, senza una parola ed una riflessione. Il minimo che possiamo fare, a mio parere, è quello di esigere da subito a tutte le istanze della OOSS che comunque, prima della stretta finale si vada ad una vera consultazione tra tutti, lavoratrici e lavoratori della categoria, per esprimere un giudizio e definire il mandato su come concludere leventuale accordo.
Palma Carbone Direttivo Nazionale SNUR-CGIL (Alternativa Sindacale) |