Montefibre si rimangia gli impegni

22 febbraio 2000

Dopo la sconfitta, il ricatto. Si potrebbe sintetizzare così l'atteggiamento di Montefibre, la più grande azienda chimica del Sud, che ricorre a una tattica vecchia quanto il mondo: quella di dividere gli operai. L'Azienda non si è ancora ripresa dalla sconfitta subita grazie a una durissima lotta degli operai che hanno costretto Montefibre e il sindacato locale a rimangiarsi l'ipotesi di un accordo scandaloso (scandaloso anche per Sergio Cofferati) firmato il 12 gennaio scorso che prevedeva deroghe al contratto e liquidazione di diritti acquisiti come lo slittamento degli aumenti salariali di un anno e
l'eliminazione del premio di produzione peri nuovi assunti. Oggi la direzione dello stabilimento di Acerra ricorre a un vero e proprio ricatto, giusto nel momento in cui tra operai e sindacati riprende un dialogo dopo la rottura delle settimane scorse.
Nell'incontro avuto con le Rsu di fabbrica il 22 febbraio l'Azienda si presenta decisa a disattendere totalmente gli impegni assunti con l'accordo ministeriale dell'aprile 1999 che prevedevano il rientro in fabbrica degli attuali 220 cassintegrati. I tempi di questo rientro vengono allungati, con la motivazione aziendale di un problema di costi. Le Rsu di fabbrica non abboccano e diffondono un comunicato in cui, dopo aver accusato duramente l'azienda di rivalsa dopo la marcia indietro che è stata costretta a fare
sulle deroghe al contratto, affermano: "A partire da oggi è pesantemente condizionato e ridimensionato l'esodo del personale in servizio. Si avrà, di conseguenza, un inevitabile rallentamento del turnover tra chi ha maturato i requisiti per la modalità e chi è in Cassa integrazione straordinaria". I risultati di questo incontro e ricatto aziendale non si sono fatti attendere.
Una quindicina di cassintegrati, spalleggiati da tre delegati della Cisl, hanno messo in atto un picchetto davanti ai cancelli bloccando l'entrata dei camion e degli operai al primo turno. "Noi comprendiamo l'esasperazione di chi teme di rientrare in ritardo in azienda, - raccontano gli operai - però loro devono capire che solo la nostra lotta può aiutarli; l'atteggiamento di Montefibre e quello di alcuni delegati Cisl è soltanto una squallida manovra di divisione e ricatto". E mentre domani gli operai cominceranno ad assaporare il frutto della loro vittoria (in busta paga verranno reintegrati gli aumenti
decurtati dall'azienda), oggi i tre delegati "ribelli" delle Rsu (quelli che denunciarono l'ipotesi di accordo del 12 gennaio) racconteranno ad Aversa, alla sede dell'Associazione "Le radici delle ali", la loro lotta vincente.