Referendum anticostituzionali: non abbassare la guardia. La Consulta si è pronunciata e, come prevedibile,
buona parte dei referendum non è stata ammessa. Per molti si trattava di una fine
annunciata visto che, direttamente o indirettamente, andavano ad intervenire su materie
per le quali lart. 75 della Costituzione non ammette il ricorso al referendum
abrogativo. Ammesso il quesito che chiede labrogazione dellart. 18 dello Statuto dei lavoratori al fine dintrodurre la libertà di licenziare. E curioso, tra laltro, che tra i quesiti antisociali proprio questo sia riuscito a superare lesame della Consulta, trattandosi, tra tutti quelli proposti, di quello maggiormente in grado dintaccare principi costituzionali. Ammesso il referendum elettorale già presentato lo scorso anno e non approvato a seguito del mancato raggiungimento del quorum. Non soltanto, quindi, la riproposizione di un quesito già sottoposto agli elettori e non approvato a norma dellart. 75 della Costituzione; ma la riproposizione di un quesito in grado di escludere dalla rappresentanza parlamentare le minoranze politiche che non sidentificano nellappiattimento bipolare. Un ulteriore imbarbarimento della legge elettorale in grado di svuotare del tutto i meccanismi di garanzia e di tutela delle minoranze previsti in Costituzione, chiaramente efficaci soltanto in regime di leggi elettorali di tipo proporzionale. Ammesso il referendum che chiede labrogazione
dei rimborsi elettorali. Ammessa cioè la possibilità che lo Stato possa finanziare, con
i soldi della collettività, soltanto singoli partiti a libera discrezione dei
contribuenti facoltosi (erogazioni liberali da detrarre dalle tasse); mentre dallaltro
lato si chiede se sia giusto o meno rimborsare le spese sostenute dai partiti che
partecipano alla contesa elettorale. Perché astenersi Per non rimanere schiacciati tra le posizioni
iperliberiste dei radicali e la posizione di chi, in ogni caso, è portatore di modelli
ugualmente non condivisibili. Perché non può bastare un NO alla D'Alema, un NO che in ogni caso non contesta la matrice liberista che ha ispirato i referendum radicali. Per la sinistra I Care, infatti, si pone solo un problema di metodo nel senso di non condividere lo strumento utilizzato laddove, invece, la diversità di vedute riguardo agli obiettivi finali non è poi così distante. Perché astenersi è un diritto! Perché la gara referendaria è truccata. Non cadiamo nella trappola! Poiché questi referendum ledono diritti costituzionali, lunica scelta coerente per delegittimarli è proprio lastensione Perché lastensione è lunica via per battere luso strumentale che dei referendum stanno facendo i promotori e le altre forze politiche di maggioranza e di opposizione (ricatti, trasformismi, iniziative consociative di stampo neo-liberista). Perché un forte voto astensionista potrebbe avviare la rivisitazione dellistituto del referendum abrogativo eliminando le attuali ambiguità e contraddizioni Perché lastensione motivata
potrà dare una nuova identità allesercito degli esclusi e disamorati della
politica, dando un obiettivo di difesa democratica ad una protesta finora
dilagante ma vissuta nel piccolo della propria individualità, in termini spesso confusi
se non addirittura qualunquistici. 4 febbraio 2000 ore 17:00-20:00 davanti Montecitorio CO.P.A.R.: Comitato Politico per lAstensione ai Referendum Hanno già aderito: Associazione Internazionale di Amicizia e Solidarietà con i Popoli - Associazione Internazionale Operatori Prima Infanzia Associazione Telematica Malcolm X DP (Sinistra Unita) - Laboratorio artistico Il Puntino - Operatori Volontari Difesa - Rete Associazioni Popolari - Unione Popolare. Per adesioni: astensione@tiscalinet.it |